11.3942 · Mozione · 2011-09-29
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare come segue l'articolo 7a capoverso 4 della legge sull'energia (LEne), in modo tale che sia rispettato il principio della proporzionalità contemplato all'articolo 5 capoverso 2 della Costituzione.
1. La quota destinata alla promozione dell'utilizzazione dell'energia idroelettrica ammonta al massimo al 25 per cento;
2. I mezzi finanziari devono essere impiegati esclusivamente per il risanamento e il miglioramento delle centrali idroelettriche esistenti, per le centrali ad acqua potabile, per quelle ad acqua di scarico nonché per quelle collegate ad altri tipi di infrastrutture.
Begründung
Il 95 per cento delle risorse idriche viene utilizzato, contrariamente a quanto previsto dalla Costituzione: la tecnologia idraulica è impiegata dal 1878, ovvero da più di 130 anni. In Svizzera, il 95 per cento dei corsi d'acqua utilizzabili sono arginati o prosciugati. Il 27 giugno 2007, il Consiglio federale ha fatto notare che nel nostro Paese 15 800 chilometri di corsi d'acqua sono arginati, prosciugati o distrutti. Il potenziamento totale dello sfruttamento della forza idrica delle 920 piccole centrali idroelettriche viene sovvenzionato, fino al 100 per cento, per un importo di 240 milioni di franchi all'anno, ovvero 26-35 centesemi per kilowattora, e produce 1,1 terawattora par anno.
Potenziale energetico pari a 1/125: il rendimento energetico di circa 1 terawatt per anno delle piccole centrali idroelettriche non è affatto proporzionale al potenziale energetico del settore delle costruzioni, pari ad almeno 125 terawatt per anno. Per i risanamenti nel settore edile, che in Svizzera ha il potenziale energetico maggiore, si dispone di incentivi all'investimento di circa 300 milioni di franchi svizzeri provenienti dalla tassa sul CO2. Tali mezzi corrispondono a un incentivo medio del 0,66 per cento rispetto agli investimenti annuali di più di 45 miliardi di franchi svizzeri destinati alla costruzione di abitazioni e di edifici ad uso commerciale. Il principio della proporzionalità è pertanto considerevolmente disatteso.
Il 24 novembre 2010, il Consiglio federale ha ammesso che l'attuazione dello standard Minergie-P su tutto il territorio nazionale permetterebbe di risparmiare 70-90 terawatt per anno di energia per il riscaldamento. Le costruzioni a bilancio energetico positivo, oltre ad avere un'autonomia energetica totale per quanto riguarda i fabbisogni di acqua calda, riscaldamento, corrente domestica e d'esercizio, producono anche dei surplus energetici medi del 40 per cento (2010) e del 120 per cento (2011). Nonostante la Svizzera occupi una posizione di punta in Europa per quanto concerne questa tecnica edilizia, il Consiglio federale, purtroppo, non ha ancora preso atto della situazione. Le prestazioni energetiche delle costruzioni a bilancio energetico positivo (nuove o risanate), che sono pari ad almeno 125 TWh/a, finora, non sono state comparate con le prestazioni delle piccole centrali idroelettriche che, invece, ammontano solo a 1 terawatt par anno. Con tali prestazioni superiori, tuttavia, si potrebbe eliminare l'85-90 per cento delle perdite energetiche medie tenendo conto del livello della tecnica conformemente all'articolo 9 capoverso 2 (LEne).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo l'articolo 1 capoverso 4 della legge sull'energia del 26 giugno 1998 (LEne; RS 730.0), entro il 2030 la produzione annua di elettricità nelle centrali idroelettriche deve essere aumentata di almeno 2000 gigawattore rispetto al 2000. Un'importante misura che permetterà il raggiungimento di quest'obiettivo è la promozione delle piccole centrali idroelettriche mediante la rimunerazione per l'immissione di energia a copertura dei costi (RIC). Come precisato dall'articolo
7a capoverso 4 della LEne, al massimo il 50 per cento del fondo della RIC può essere utilizzato per la promozione delle piccole centrali idroelettriche. Il legislatore ha attribuito intenzionalmente un massimo del 50 per cento dei mezzi a disposizione alle piccole centrali, anziché un massimo del 30 per cento come previsto per altre tecnologie, allo scopo di promuovere un impiego efficace di questi fondi. L'energia idroelettrica è una tecnologia matura, durevole e molto efficiente, caratterizzata da un elevato rendimento. Comparata alle altre fonti di energia rinnovabile, l'energia idroelettrica presenta i costi di produzione più bassi. Nel 2010, la rimunerazione media versata ai piccoli impianti idroelettrici dalla fondazione RIC ammontava a 16,5 centesimi per chilowattora, contro i centesimi per chilowattora per gli impianti eolici, i 20,6 centesimi per chilowattora per gli impianti che utilizzano la biomassa e i centesimi per chilowattora per gli impianti fotovoltaici. Si considera pertanto ragionevole continuare a destinare una buona parte del fondo della RIC alla promozione delle piccole centrali idroelettriche.
Limitare l'attribuzione dei fondi alle centrali idroelettriche esistenti, così come alle centrali ad acqua potabile, a quelle ad acqua di scarico nonché a quelle collegate ad altri tipi di infrastrutture, significherebbe ridurrebbe di oltre la metà il potenziale di produzione dei piccoli impianti idroelettrici. Nell'estate del 2011, le piccole centrali idroelettriche notificate ai fini della RIC erano 920 e totalizzavano un potenziale di produzione annuo di 2,517 terawattore (molti di questi progetti non sono stati ancora avviati). Solo il 39 per cento del potenziale totale concerne le centrali ad acqua potabile, quelle ad acqua di scarico nonché quelle collegate ad altri tipi di infrastrutture. In particolare, le nuove centrali idroelettriche ad acqua fluente dispongono di un potenziale considerevole, a cui non si dovrebbe rinunciare a priori. L'obiettivo è l'utilizzazione sostenibile e rispettosa dell'ambiente, delle forze idriche come principale fonte di energia locale e rinnovabile. Nell'ambito delle procedure di autorizzazione, le autorità competenti devono, pertanto, analizzare e valutare dettagliatamente tutti i progetti presentati, tenendo conto sia delle esigenze dello sviluppo territoriale e della protezione ambientale che di quelle degli interessati. Il potenziamento e l'ottimizzazione degli impianti esistenti devono avere una chiara priorità sulla costruzione di nuove centrali. La Confederazione ha raccomandato ai cantoni di elaborare una strategia di gestione dell'utilizzazione delle forze idriche per sfruttarle in modo ottimale, proteggendo al contempo i preziosi corsi d'acqua (Raccomandazione relativa all'elaborazione di strategie cantonali di protezione e di utilizzo nel settore delle piccole centrali, UFAM, UFE, ARE 2011).
Nell'ambito dell'efficienza energetica, sussistono effettivamente importanti potenziali di risparmio. La Confederazione e i cantoni li hanno riconosciuti e, nel giugno 2009, hanno deciso di destinare al Programma edifici un terzo degli introiti della tassa sul CO2 applicata ai combustibili, per un massimo di 200 milioni di franchi all'anno. La comparazione tra i potenziali di risparmio nel settore delle costruzioni (soprattutto per quel che concerne le energie fossili) e i potenziali di produzione delle energie rinnovabili (soprattutto per quanto riguarda l'elettricità) è problematica: in questo settore, infatti, l'elettricità non può essere sostituita dal risparmio di energia fossile. In futuro, prevedibilmente vi sarà un aumento del fabbisogno di energia elettrica. Le costruzioni a bilancio energetico positivo sono solo agli inizi: non producono abbastanza energia per soddisfare i fabbisogni e mancano capacità di stoccaggio. Le costruzioni a bilancio energetico positivo e gli impianti fotovoltaici, da soli, non potranno quindi garantire la sicurezza di approvvigionamento elettrico.
Il 25 maggio 2011, il Consiglio federale ha deciso di dare un nuovo orientamento alla strategia energetica della Confederazione. Nell'ambito di questa riforma, si stanno studiando misure sia per la promozione dell'efficienza energetica che per l'ampliamento dell'offerta di energia elettrica. L'accoglimento della mozione renderebbe più difficile lo studio approfondito delle misure nel contesto globale e nuocerebbe, quindi, alla coerenza del pacchetto di misure e dei piani d'azione stabilito dal Consiglio federale nel quadro della sua nuova strategia energetica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.