11.4013 · Postulato · 2011-09-30
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di chiarire, d'intesa con gli Stati partner europei, i presupposti giuridici e pratici per una partecipazione della Svizzera a una tassa europea sulle transazioni finanziarie e di presentare un rapporto in merito. In questo rapporto l'esecutivo dovrebbe inoltre illustrare le conseguenze economiche e finanziarie di una partecipazione e di una non partecipazione della Svizzera a un simile progetto dell'UE.
Begründung
Il 28 settembre 2011 la Commissione europea ha sottoposto agli Stati membri una proposta volta a introdurre nell'Unione europea una tassa sulle transazioni finanziarie. Questa tassa si applicherebbe a tutte le transazioni di strumenti finanziari tra istituti finanziari, a condizione che almeno una controparte della transazione sia stabilita in Europa. Lo scambio di azioni e obbligazioni sarebbe tassato con un'aliquota dello 0,1 per cento, mentre per i derivati l'aliquota sarebbe dello 0,01 per cento. La Commissione europea prevede per gli Stati membri entrate annue di circa 57 miliardi di euro. Secondo la proposta della Commissione, la tassa dovrebbe entrare in vigore già il 1° gennaio 2014.
Con questo progetto l'UE persegue un duplice obiettivo: da un lato essa vuole che il settore finanziario fornisca il giusto contributo per far fronte ai costi della crisi economica, di cui è peraltro in gran parte responsabile, dall'altro lato, essa vuole coordinare a livello europeo le vigenti imposte sugli utili e sulle transazioni in vista dell'introduzione internazionale di una tassa sulle transazioni. Con questa tassa l'UE intende inoltre tenere conto del fatto che, nel confronto trasversale con altri settori, il settore finanziario è tassato meno (nessuna imposta sul valore aggiunto). La tassa sulle transazioni dovrebbe inoltre contribuire a limitare determinate forme discutibili di speculazioni sul mercato finanziario, come il cosiddetto speed trading.
Il 14 marzo 2011, a una domanda posta nella Camera bassa la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf aveva risposto che con la tassa di bollo la Svizzera disponeva già di uno strumento paragonabile alla tassa sulle transazioni. Dal momento però che con la revisione parziale della legge sulle banche (too big to fail) e la prevista riforma III dell'imposizione delle imprese la tassa di bollo verrebbe gradualmente soppressa, non rimarrebbe più alcun ostacolo alla partecipazione della Svizzera a una tassa europea sulle transazioni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha preso conoscenza della proposta della Commissione europea di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie negli Stati membri dell'UE e a tal proposito sta osservando l'evoluzione all'interno e all'esterno dell'UE. Diversamente dalla richiesta del postulato di chiarire "d'intesa con gli Stati partner europei", il Consiglio federale tiene a precisare che intende effettuare in modo autonomo un'eventuale valutazione su vantaggi e inconvenienti economici e politici di una partecipazione o non partecipazione della Svizzera a una tassa sulle transazioni finanziarie coordinata a livello internazionale.
Il 28 aprile 2010 l'esecutivo aveva già reso noto che avrebbe preferito misure regolatorie volte a rafforzare la resistenza contro le crisi del sistema bancario, in quanto più efficaci ed efficienti delle misure fiscali. Con il progetto "too big to fail", che nel frattempo è stato licenziato, la Svizzera ha intrapreso sistematicamente questa via e attualmente il Consiglio federale non ha motivo di scostarsi dalla sua posizione di allora.
Una tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe opportuna solo nel caso in cui essa dovesse essere introdotta a livello globale e non limitata a determinati Paesi o allo spazio europeo. Diversamente dall'esistente tassa di negoziazione svizzera, dove i segmenti mobili sono espressamente esonerati dall'imposta, la proposta della Commissione europea intende tassare per quanto possibile tutte le transazioni del mercato secondario e i contratti di derivati. Un'implementazione della tassa limitata allo spazio europeo, o a parti di esso, comporterebbe una fuga dei settori di attività mobili verso i centri finanziari situati al di fuori della zona di applicazione della tassa. Per motivi di attrattiva della piazza, per la Svizzera l'adozione della proposta non sarebbe vantaggiosa.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.