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11.4064 · Interpellanza · 2011-12-13

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

In adempimento al postulato Graber 09.3209, il 16 dicembre 2009 il Consiglio federale ha pubblicato il rapporto concernente gli indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari, nel quale illustra gli insegnamenti tratti dalla crisi finanziaria e con quali misure intende rendere più efficace la regolamentazione e contribuire in tal modo a mantenere la piazza finanziaria forte e sana. A due anni dalla determinazione degli indirizzi strategici si pongono ora questioni legate all'attuazione delle misure indicate, pertanto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Quale significato attribuisce il Consiglio federale alla piazza finanziaria svizzera nel contesto dell'economia nazionale?

2. Quale significato attribuisce il Consiglio federale alla piazza finanziaria svizzera nel contesto internazionale?

3. In che misura l'analisi del Consiglio federale di allora è stata confermata o, se del caso, cambiata?

4. Nel frattempo, quali misure sono state attuate con successo?

5. Le responsabilità nel quadro dell'attuazione delle misure sono sufficientemente chiare? Hanno dato buoni risultati a livello pratico?

6. A chi compete la responsabilità generale e il controlling per quanto riguarda l'attuazione delle misure?

7. Esiste un calendario per l'attuazione di queste misure e, se del caso, come si presenta?

8. Il Consiglio federale intende informare a tempo debito il Parlamento e l'opinione pubblica con un rapporto intermedio sull'attuazione delle misure nonché sul controllo dell'efficacia e, in caso affermativo, quando intende presentare tale rapporto?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La piazza finanziaria Svizzera continua a fornire un contributo essenziale alla creazione di valore aggiunto da parte dell'intera economia, all'occupazione e al gettito fiscale. In questo senso gli intermediari del settore creditizio e assicurativo hanno procurato nel 2010 un valore aggiunto di circa 58 miliardi di franchi, pari a una quota del 10,6 per cento del PIL. Si tratta di un valore leggermente superiore a quello di altri grandi centri finanziari come la Gran Bretagna (8,9 per cento) o gli USA (8,4 per cento), ma nettamente inferiore a quello del Lussemburgo (28,3 per cento). Dagli studi emerge che nel corso degli ultimi venti anni il settore finanziario ha costituito il principale motore di crescita dell'economia svizzera, dato che un terzo circa della crescita del PIL dell'intera economia è riconducibile al settore finanziario. Con riferimento ai posti di lavoro, a fine 2010 circa 212 000 persone (in equivalenti a tempo pieno) erano occupate nel settore finanziario svizzero. La sua quota rispetto all'occupazione totale rappresenta pertanto il 6,2 per cento. Il settore finanziario è una colonna portante dell'economia nazionale. Per il Consiglio federale una ripartizione efficiente del capitale e del rischio, come pure un approvvigionamento sufficiente di crediti costituiscono una condizione centrale affinché l'intera economia svizzera possa sfruttare il proprio potenziale di crescita.

2. La piazza finanziaria Svizzera ha un orientamento internazionale e di rilevanza mondiale, in particolare nei settori della gestione patrimoniale, dell'assicurazione e della riassicurazione, del finanziamento del commercio di materie prime nonché dell'insediamento di veicoli di finanziamento come gli "hedge funds" ("fund of hedge funds"). Nei settori quali la gestione patrimoniale internazionale e il private banking nonché nelle operazioni con fondi di "hedge funds" la piazza finanziaria svizzera occupa una posizione internazionale di punta con una quota di mercato di rispettivi 27 e 30 per cento. Entrambe le grandi banche fanno parte dei principali gerenti patrimoniali a livello mondiale. Per il Consiglio federale è decisivo che anche in futuro la piazza finanziaria svizzera, vista la sua importanza economica, possa garantire e accrescere ulteriormente la propria posizione come una delle piazze finanziarie dominanti a livello mondiale.

3. A due anni dall'adozione della politica del Consiglio federale in materia di mercati finanziari si può constatare che gli obiettivi e gli indirizzi rimangono tuttora validi. La forte dinamica, in particolare nel settore della regolamentazione dei mercati finanziari e nel settore fiscale, determina unicamente adeguamenti puntuali del catalogo di misure.

4. Numerose misure adottate a fine 2009 hanno già potuto essere attuate con successo (cfr. rapporti 2011 e 2012 del DFF su questioni finanziarie e fiscali internazionali). Qui di seguito viene presentata una panoramica per sommi capi e non esaustiva delle principali misure:

- esigenze accresciute in materia di fondi propri e di liquidità per le grandi banche (in vigore dal 20 settembre 2008/30 giugno 2010);

- miglioramento della protezione degli investitori (in vigore definitivamente dall'1° settembre 2011);

- istituzione della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), responsabile del coordinamento e della gestione strategica nelle questioni finanziare, fiscali e monetarie internazionali (operativa dal 1° marzo 2010);

- istituzione del nuovo organismo "Forum Piazza finanziaria" sotto la direzione della SFI, con rappresentanti del settore privato e delle autorità, in vista del miglioramento del dialogo (dal 1° marzo 2010 si sono tenute in totale sei sedute);

- revisione della legge "too big to fail" (adottata dal Parlamento il 30 settembre 2011);

- firma delle convenzioni sull'imposizione alla fonte in ambito internazionale con Gran Bretagna e Germania;

- messaggio concernente la modifica della legge sulle borse (reati borsistici e abusi di mercato, adottato dal Consiglio federale il 31 augusto 2011);

- pubblicazione dello studio dell'AFC sulla valutazione della soppressione graduale delle tasse di bollo (pubblicato il 1° giugno 2011; base della decisione presa dal Consiglio federale il 1° dicembre 2011, in virtù della quale dopo la soppressione della tassa di emissione sul capitale di terzi già decisa nel quadro del progetto "too big to fail" e la soppressione della tassa di emissione sul capitale proprio prevista nel quadro della riforma III dell'imposizione delle imprese si rinuncia, nell'ambito delle tasse di bollo, a ulteriori misure di soppressione che provocano importanti minori entrate);

- approvazione da parte delle Camere federali di oltre venti convenzioni per evitare le doppie imposizioni contenenti disposizioni sull'assistenza amministrativa secondo il nuovo standard dell'OCSE (la maggior parte di esse è già in vigore);

- pubblicazione del rapporto FINMA sulle regole di distribuzione;

- impegno accresciuto delle autorità svizzere negli organismi internazionali in vista dell'introduzione di un monitoraggio adeguato e di un "level playing field" globale, come pure nella lotta contro la criminalità finanziaria.

5. Il Consiglio federale è responsabile dell'attuazione della strategia che ha stabilito. Per accompagnare e sorvegliare l'attuazione delle singole misure, esso ha istituito a tale scopo un gruppo interdipartimentale di lavoro "Politica dei mercati finanziari", diretto dal DFF (rispettivamente SFI). Oltre al DFF vi sono rappresentati il DFAE, il DFE, il DFGP, come pure la Banca nazionale svizzera e la FINMA. Le competenze e le responsabilità sono chiare, mentre la collaborazione all'interno delle autorità nel quadro del gruppo interdipartimentale di lavoro "Politica dei mercati finanziari" ha finora funzionato bene.

6. I lavori di attuazione delle singole misure sono effettuati in stretta sintonia con le autorità federali. Ogni singola misura è tuttavia attuata secondo un calendario separato, specifico al progetto, del quale è responsabile il servizio federale competente.

7./8. Il 9 novembre 2011 il Consiglio federale ha tra l'altro stabilito nel quadro dell'adozione dei suoi obiettivi per il 2012 che, entro fine 2012, presenterà un rapporto sull'attuazione delle complessive 25 misure relative alla strategia dei mercati finanziari in vista della loro verifica e che informerà in merito (cfr. obiettivo 3).

Risposta del Consiglio federale.