11.4087 · Mozione · 2011-12-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di provvedere - mediante un adeguamento delle necessarie basi legali - affinché tutti i giovani che al termine della scuola dell'obbligo non iniziano nessuna formazione, scolastica o professionale, siano tenuti a scegliere una soluzione transitoria nell'ambito della formazione professionale. Si tratterebbe, ad esempio, di un anno intermedio da effettuare in ambito agricolo, presso una casa di riposo o un asilo nido, oppure svolgendo attività per i comuni. Occorre inoltre garantire che il rifiuto di una simile soluzione intermedia da parte di giovani di età inferiore a 19 anni comporti sia l'intervento del case management cantonale, sia la perdita del diritto alle indennità di disoccupazione per i giovani in questione.
Begründung
Lo svolgimento dell'anno intermedio può essere illustrato a grandi linee facendo riferimento, ad esempio, alle attività da prestare in ambito agricolo: in questo arco di tempo verrebbero trasmessi valori e competenze chiave (in relazione al lavoro e nel quadro di misure formative) ai partecipanti, che beneficerebbero anche di un aiuto concreto nella ricerca di un posto di apprendistato. I partecipanti potrebbero così acquisire le conoscenze indispensabili per portare a termine una formazione di livello secondario II.
Questo approccio consentirebbe di raggiungere anche altri obiettivi. Ad esempio, l'anno intermedio di attività in ambito agricolo permetterebbe di ovviare alla persistente problematica dell'immigrazione indesiderata. Migliaia di persone giungono in Svizzera per svolgere mansioni ausiliarie in agricoltura. Questi compiti potrebbero essere affidati a chi sta effettuando l'anno intermedio in ambito agricolo.
Benché anche nel 2011 migliaia di posti di apprendistato siano rimasti liberi (in molti casi si trattava di professioni artigianali e a bassa soglia), e negli scorsi anni le misure finalizzate ad agevolare l'ingresso nel mondo del lavoro siano state ampliate, in realtà vi sono diverse migliaia di giovani che non svolgono alcuna professione. In molti casi mancano la motivazione e la volontà di intraprendere una formazione. Per questi giovani non sussiste l'obbligo di cercare uno sbocco nel quadro della formazione professionale o di accettare un'offerta formativa in questo settore. Sono fortemente esposti al rischio di dover ricorrere, ripetutamente o costantemente, all'aiuto sociale.
Le misure proposte dovrebbero consentire di migliorare durevolmente le modalità di passaggio dalla scuola dell'obbligo alla formazione professionale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'andamento del mercato del lavoro, e la spinta ad un maggiore livello di qualificazione ad esso correlata, richiedono in misura crescente che molti giovani, dopo la scuola dell'obbligo, portino a termine, quando ciò è possibile, anche una formazione di livello secondario II. Il raggiungimento di questo obiettivo garantisce un'integrazione sociale ed economica senza impedimenti.
Agli occhi del Consiglio federale l'integrazione dei giovani nella vita lavorativa e la riduzione della disoccupazione giovanile rivestono un'importanza fondamentale. La Confederazione, i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro si prefiggono di innalzare la quota dei giovani venticinquenni in possesso di un titolo di livello secondario II dall'attuale 90 al 95 per cento. Questo obiettivo è stato ribadito anche dalla "Dichiarazione 2011 sugli obiettivi comuni della politica della formazione per lo spazio formativo svizzero" - redatta da CDPE, DFI e DFE -, dall'iniziativa del DFE sul personale qualificato e dalla Conferenza sui posti di tirocinio del 2011. Stando al rapporto sul sistema educativo svizzero 2010, per quanto attiene ai giovani che hanno svolto l'intero percorso formativo in Svizzera la quota in questione attualmente viene già raggiunta.
Per inserire nel mondo del lavoro i giovani che hanno portato a termine la scuola dell'obbligo sussistono già misure collaudate. In particolare si tratta dei corsi di orientamento professionale tenuti durante la scuola dell'obbligo, l'offerta e la consulenza informativa sulla formazione professionale, il pretirocinio d'orientamento, le attività di coaching e mentoring nonché la formazione professionale di base, con certificato federale di formazione pratica, prevista dalla nuova legge federale sulla formazione professionale.
Un ulteriore importante strumento finalizzato all'innalzamento della quota di giovani in possesso di una formazione di livello secondario II consiste nel case management formazione professionale. È destinato ai giovani che rischiano di fallire definitivamente il passaggio al livello secondario II, ed inizia già durante la scuola obbligatoria; esso è diretto al coordinamento delle diverse parti coinvolte nel processo formativo. Il case management formazione professionale è stato introdotto in tutti i cantoni e si trova in una fase di consolidamento attuativo. Per assicurare un finanziamento durevole a questo processo formativo, per il quadriennio 2012-2015 l'Ufficio federale per la formazione professionale e la tecnologia ha stanziato 15,5 milioni di franchi.
Grazie a questo ampio ventaglio di strumenti di formazione professionale e, soprattutto, allo sviluppo mirato del case management formazione professionale è stato possibile disincentivare il ricorso da parte dei giovani alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione. A ciò si aggiunge le recente revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione. Da aprile 2011 agli assicurati di età inferiore a 25 anni senza obblighi di mantenimento spettano 200 indennità giornaliere al massimo. Inoltre, nel quadro dell'iniziativa del DFE sul personale qualificato, per quanto riguarda i giovani di età inferiore ai 25 anni nel 2011 si è deciso di applicare le misure prese nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione e della formazione professionale attenendosi al principio secondo cui la formazione deve essere prioritaria rispetto al lavoro.
Il Consiglio federale ritiene che il ventaglio di strumenti attualmente a disposizione sia adeguato a garantire l'inserimento dei giovani nel settore della formazione professionale. Si tratta di misure mirate, in quanto l'assistenza e il sostegno di cui beneficiano i giovani interessati sono diretti alla conclusione di un determinato percorso di formazione professionale e, di conseguenza, all'ottenimento delle qualifiche professionali corrispondenti. A questo scopo occorre che tutte le istituzioni coinvolte a livello nazionale e cantonale cooperino. Inoltre, alla luce dell'esame di un consolidamento delle basi giuridiche relative al case management formazione professionale - secondo quanto previsto dall'iniziativa sul personale specializzato - diventa possibile tenere in considerazione le richieste formulate nella mozione, dettate dal principio della priorità della formazione rispetto alle misure occupazionali e sociali.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.