11.4189 · Interpellanza · 2011-12-23
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La paura di non trovare un posto di lavoro è la più grande angoscia della nostra società. In vari settori si moltiplicano i licenziamenti a causa della crisi congiunturale, dell'apprezzamento del franco, del turismo degli acquisti in aumento e della scarsa competitività. D'altra parte, il numero di nuovi assunti, provenienti soprattutto dalla vecchia Europa, continua a crescere sensibilmente. I giovani che hanno svolto un tirocinio hanno sempre più difficoltà a trovare lavoro e da mesi ormai il numero dei laureati in cerca d'impiego non cessa di aumentare. Le conseguenze di tutto ciò mettono a rischio la coesione, la stabilità e le istituzioni sociali. L'integrazione delle persone in cerca d'impiego nel mercato del lavoro e l'inserimento più rapido dei lavoratori locali rappresentano sfide di rilievo per l'imprenditoria e per il settore pubblico. Tuttavia, molti problemi ce li siamo creati da soli, soprattutto a causa dell'eccessiva regolamentazione, tant'è vero che oggi il 70 per cento dei direttori degli asili nido viene reclutato in Germania.
1. Il Consiglio federale è disposto a mettere in atto a breve termine idee e progetti concreti contro l'aumento della disoccupazione?
2. Il Consiglio federale è disposto a modellare la formazione dei direttori di asili nido sulle esigenze individuali degli adulti, in particolare di quelli che mirano a un reinserimento professionale?
3. Il Consiglio federale è disposto a sostenere campagne per convincere l'imprenditoria e il settore pubblico ad assumere preferibilmente personale locale?
4. Il Consiglio federale è disposto a sostenere da subito programmi di perfezionamento per le persone oltre i 50 anni e a stanziare i fondi necessari?
5. Il Consiglio federale è disposto a trovare nuove modalità per far sì che i lavoratori non qualificati (ad esempio i braccianti agricoli) non possano rimanere per 5 anni in Svizzera dopo la prima assunzione?
6. Il Consiglio federale è disposto a inasprire decisamente le sanzioni contro il fenomeno dei falsi indipendenti?
7. Il Consiglio federale è disposto a combattere il "turismo del lavoro"?
8. Il Consiglio federale è disposto a rivelare da quali Paesi provengono gli immigrati, quali titoli formativi hanno e quali funzioni svolgono sul nostro territorio?
9. Il Consiglio federale è disposto a contenere il turismo degli acquisti mediante rigorosi controlli alle frontiere evitando così di mettere a rischio centinaia di posti di lavoro?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Alla luce della situazione attuale il Consiglio federale ritiene improbabile che venga discusso un nuovo pacchetto di misure nella sessione primaverile. Il Consiglio federale osserva attentamente gli sviluppi economici e proporrà, se necessario, di adottare ulteriori misure.
2. Le competenze da acquisire per esercitare una data professione sono stabilite nelle singole ordinanze di formazione. In base alla legge sulla formazione professionale, ogni adulto è libero di conseguire un diploma professionale.
3. Con la sua politica in materia di formazione e mercato del lavoro il Consiglio federale si adopera affinché le imprese svizzere possano trovare personale adeguato. L'assicurazione contro la disoccupazione (AD) offre un supporto efficace per il reinserimento delle persone in cerca d'impiego sfruttando i contatti con le imprese basate in Svizzera. Il rischio che i lavoratori stranieri abbassino le normali condizioni salariali e lavorative viene contrastato grazie alle misure d'accompagnamento. Tuttavia, la responsabilità in merito al reclutamento dei lavoratori spetta alle imprese. Promuovere campagne a favore dei lavoratori locali sarebbe problematico a livello legale in base all'accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone.
4. Perfezionarsi è fondamentalmente una responsabilità del singolo individuo. Tuttavia, tra i doveri di sollecitudine del datore di lavoro vi è anche quello di incentivare i collaboratori ad aggiornarsi. Nel settore del perfezionamento lo Stato svolge un ruolo sussidiario e interviene solo quando occorre difendere interessi specifici. Nell'ambito dell'AD gli uffici cantonali del lavoro offrono ai disoccupati aventi diritto all'indennità una gamma di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro di provata efficacia.
5. In base alla durata del rapporto di lavoro, i cittadini dei Paesi UE-25/AELS hanno diritto a un permesso di soggiorno L (la cui validità corrisponde alla durata del contratto di lavoro ma non supera i 364 giorni) oppure a un permesso di soggiorno B (per i contratti di lavoro di durata superiore a 365 giorni o a tempo indeterminato; validità: 5 anni).
L'esempio del bracciante agricolo rientra nella categoria dei lavoratori stagionali, i quali non risiedono stabilmente in Svizzera o hanno un contratto di lavoro di durata inferiore a dodici mesi, che viene rinnovato di anno in anno in base al bisogno. Per la durata del loro impiego questi lavoratori ricevono un permesso L.
In Svizzera vige un sistema duale di ammissione al mercato del lavoro per cui i cittadini di Stati terzi vengono ammessi soltanto in via sussidiaria, in ragione della priorità concessa ai cittadini UE/AELS. I cittadini di Stati terzi sono ammessi a lavorare nel settore agricolo solo nell'ambito di un programma di perfezionamento con un permesso di soggiorno di breve durata.
6. A marzo 2012 il Consiglio federale presenterà al Parlamento un messaggio concernente la legge federale sull'adeguamento delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone in cui proporrà, tra l'altro, alcune misure per contrastare più efficacemente il fenomeno dei falsi indipendenti.
7. Partendo dal presupposto che l'interpellante si riferisca ai principi della mobilità internazionale, occorre rammentare che l'immigrazione varia in funzione dei bisogni economici e dipende quindi dalla congiuntura. I cittadini UE/AELS possono soggiornare in Svizzera per cercare lavoro fino a un massimo di sei mesi. Alla scadenza dei primi tre mesi se si vuole restare e continuare a cercare lavoro occorre fare domanda per ottenere il permesso di soggiorno L, della durata di tre mesi. A determinate condizioni, tale permesso può essere rinnovato fino a un massimo di altri sei mesi. Per le condizioni di ammissione dei cittadini dei Paesi UE-25/AELS al mercato del lavoro svizzero rimandiamo alle considerazioni formulate nella risposta alla domanda 5.
Il nostro mercato del lavoro assume cittadini di Stati terzi prevalentemente per le cosiddette professioni deficitarie, per le quali è impossibile reperire personale adeguatamente qualificato in Svizzera o in Europa.
8. La banca dati ZEMIS dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) è uno strumento finalizzato alla rilevazione delle attività lavorative esercitate in Svizzera.
Dal 2010 l'Ufficio federale di statistica (UST) effettua con cadenza trimestrale un'indagine presso le economie domestiche (Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera - RIFOS). Il sondaggio rivela, tra l'altro, la formazione conseguita dal singolo lavoratore. I risultati vengono pubblicati nel rapporto annuale dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE.
Circa l'80 per cento dei cittadini di Stati terzi autorizzati a lavorare in Svizzera possiede un titolo di studio universitario, mentre il restante 20 per cento dispone di conoscenze professionali specifiche o è stato ammesso nell'ambito di un programma di perfezionamento.
9. L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) è responsabile dell'esecuzione di oltre 140 leggi e ordinanze a difesa delle nostre frontiere. Il corpo delle guardie di confine (Cgfc), a cui compete la gestione del traffico viaggiatori, svolge i propri compiti in base alle risorse di personale disponibili. L'attività di controllo si basa su continue valutazioni dei rischi. I dati dimostrano che il Cgfc applica una strategia di controllo adeguata alla situazione. Tra il 2009 e il 2011, infatti, sono aumentati i casi accertati di contrabbando transfrontaliero (2009: 12 385; 2010: 14 567; 2011: 19 758), mentre le entrate nel traffico viaggiatori sono passate da 25,3 a 39,8 milioni di franchi. Tuttavia, l'alto numero di dichiarazioni in dogana impegna le scarse risorse del Cgfc, limitando la possibilità di effettuare controlli in altri settori.
Risposta del Consiglio federale.