11.4202 · Postulato · 2011-12-23
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è pregato di illustrare a quanto ammonterebbero i costi per il sostegno, da parte dello Stato, della selezione delle 60 specie di piante coltivate maggiormente in uso in Svizzera, partendo dai seguenti presupposti.
1. Per ogni specie devono essere permanentemente disponibili da 3 a 6 varietà indigene robuste.
2. In caso di necessità, esse devono poter essere moltiplicate dagli agricoltori stessi.
3. I selezionatori privati svizzeri vanno coinvolti nella misura maggiore possibile.
4. Le varietà vengono selezionate secondo criteri ecologici.
In quest'ottica il Consiglio federale è disposto a rinunciare ai tagli alla ricerca dell'amministrazione federale nel settore dell'agricoltura (programma di consolidamento 2011-13)?
Begründung
In Svizzera la selezione è un compito pubblico dal 1878. Per singole specie vegetali le Stazioni federali di ricerca Agroscope sono leader internazionali nella selezione di varietà resistenti, adeguate alle condizioni locali, da utilizzare in sistemi di coltivazione sostenibili. Grazie a una legislazione sulle sementi liberale (p.es. possibilità di selezionare "varietà di nicchia"), anche le piccole imprese svizzere svolgono un importante lavoro nell'ambito della selezione ecologica delle piante (SEP).
Recentemente un gruppo d'esperti ha presentato i criteri della SEP all'European Consortium for Organic Plant Breeding per l'armonizzazione sul piano europeo ("Documento di base per la selezione ecologica delle piante", IRAB/Fondazione Mercator, 28 ottobre 2011).
Attualmente si rileva una rapida diminuzione dell'eterogeneità delle varietà indigene. Recentemente la Delley Samen und Pflanzen AG, ad esempio, ha dovuto abbandonare la selezione del mais in Svizzera per motivi finanziari. Sul piano indigeno non viene praticata la selezione nemmeno per colture importanti. Per la patata, l'orzo, la colza, ad esempio, la Svizzera dipende totalmente dalle varietà e dai produttori di sementi esteri. Le specie coltivate minori non sono più redditizie per le imprese commerciali dedite alla selezione. In tutta Europa, ad esempio, esistono ormai soltanto due selezionatori di piselli e fave. Tre fornitori producono, su scala mondiale, il 50 per cento delle sementi in commercio. Con l'avvento di nuove tecniche, gli agricoltori non sono più in grado di moltiplicare le piante e di conseguenza non possono più usufruire del privilegio degli agricoltori sancito dalla legge. Ciò è allarmante per la sicurezza e la sovranità alimentari, comporta una riduzione della diversità genetica, va contro la Strategia biodiversità Svizzera e, non da ultimo, limita in maniera inammissibile la libertà di scelta dei consumatori.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale considera la selezione delle piante ai fini di migliorare le caratteristiche biologiche ed economiche delle varietà un obiettivo importante della sicurezza alimentare. Per tale motivo, mette a disposizione delle Stazioni di ricerca Agroscope dei mezzi finanziari per lo svolgimento di tale compito.
I costi per la selezione di una nuova varietà possono variare considerevolmente a seconda della specie di pianta coltivata. Secondo le informazioni fornite dai selezionatori svizzeri, per le specie agricole possono ammontare a 500 000 (piante foraggere) fino a 1,2 milioni di franchi (mais). Per nuove varietà di colture speciali, quali frutta e vite, i costi sono più elevati perché, fra le varie cose, la selezione di queste ultime richiede più tempo.
Presupponendo che:
- per lo sviluppo di una varietà delle specie per la campicoltura e la foraggicoltura in media sono necessari, in Svizzera, circa 750 000 franchi;
- secondo il postulato, in Svizzera vanno selezionate 60 specie vegetali;
- per ogni specie devono essere a disposizione tre varietà competitive e adeguate alle condizioni locali; e
- le varietà sono concorrenziali rispetto a quelle nuove estere, ovvero per ogni specie di pianta coltivata ogni tre anni circa dovrebbe essere messa a disposizione una nuova varietà,
il Consiglio federale valuta l'onere finanziario a circa 15 milioni di franchi l'anno. Attualmente, in Svizzera, la selezione è praticata per una ventina di specie di piante agricole, il che significa che l'estensione a 60 specie richiederebbe fondi supplementari per un ammontare di circa 10 milioni di franchi. Terminata la fase dello sviluppo di una varietà (dall'incrocio all'omologazione), bisogna prevedere ulteriori spese correnti, non incluse nell'importo summenzionato, per la preservazione della purezza, la produzione di sementi di base, nonché la commercializzazione.
Il Consiglio federale prende spunto dal presente postulato per discutere con le cerchie interessate della questione legittima delle specie importanti in Svizzera per un'agricoltura sostenibile e, quindi, da selezionare. L'Ufficio federale dell'agricoltura terrà una conferenza sull'argomento nell'autunno 2012. Tuttavia, considerata l'attuale situazione delle risorse, risulta irrealistico voler assumere un ruolo di leader a livello internazionale per tutte le specie di piante coltivate importanti.
Durante la consultazione relativa al programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13), il Consiglio federale ha previsto, nel pacchetto di misure 4, la verifica dei compiti della ricerca pubblica. Dal 2014 il bilancio deve essere alleggerito di 30 milioni di franchi mediante la definizione delle priorità per i progetti in questo ambito. In caso di riduzione lineare, la ricerca pubblica dell'UFAG subirebbe un ridimensionamento di 7-8 milioni di franchi, con ripercussioni sui budget di Agroscope e IRAB (Istituto di ricerca per l'agricoltura biologica). Se la selezione potrà essere ampliata o quantomeno mantenuta, come richiesto dal postulato, dipenderà dalla definizione delle priorità.
Il Consiglio federale attende un rapporto, a fine maggio 2012, elaborato sotto la guida della Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca SER, in base al quale deciderà sulla questione dei tagli alla ricerca dell'amministrazione federale nel settore dell'agricoltura.
La questione della necessità di una selezione pubblica o promossa pubblicamente dovrà essere esaminata nel contesto europeo. La priorità va data, da un punto di vista economico, ma anche scientifico, a una suddivisione del lavoro a livello internazionale piuttosto che a una soluzione unilaterale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.