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Rappresentanza delle minoranze ed equilibrio regionale in seno al Consiglio federale

11.4215 · Postulato · 2011-12-23

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di studiare le opzioni che permetterebbero di:

1. garantire in misura maggiore una rappresentanza equa delle minoranze linguistiche in seno al Consiglio federale, e in particolare della minoranza italofona;

2. garantire in misura maggiore una rappresentanza equa delle diverse regioni del Paese.

Begründung

Oltre alle questioni relative alla ripartizione dei seggi tra i partiti, la recente elezione del Consiglio federale ha evidenziato due problemi: da un lato, quello della rappresentanza delle minoranze linguistiche, in particolare della minoranza italofona, in seno al Consiglio federale e, dall'altro, quello dell'equilibrio tra le regioni.

Per quanto riguarda la rappresentanza delle minoranze linguistiche, si constata che se la minoranza francofona è sempre stata ben rappresentata, lo stesso non si può dire per la Svizzera italiana. Dalla partenza di Flavio Cotti, nel 1999, il Ticino è assente dall'esecutivo federale. Questa situazione pregiudica la coesione nazionale; uno Stato veramente multiculturale non può rinunciare durevolmente alla presenza del Ticino in governo.

Per quanto concerne l'equilibrio tra le regioni, l'articolo 175 capoverso 4 della Costituzione federale prevede che "le diverse regioni ... devono essere equamente rappresentate". Tale disposizione ha sostituito la clausola cantonale che impediva l'elezione di due consiglieri federali del medesimo cantone; una regola messa in discussione in particolare per la sua rigidità e la possibilità di eluderla. La nuova composizione del Consiglio federale ha suscitato varie critiche: quattro consiglieri federali provengono infatti da un raggio di 25 chilometri da Berna e alcune regioni importanti del nostro Paese non sono rappresentate in governo.

Anche se è impossibile, in un Consiglio federale di sette membri, soddisfare tutti i criteri auspicabili (ripartizione tra i partiti, equilibrio regionale, rappresentanza delle minoranze linguistiche, equilibrio tra i sessi, ecc.) e la competenza dei candidati deve essere ovviamente il criterio fondamentale, è importante chinarsi seriamente sulla questione della rappresentanza delle minoranze linguistiche e dell'equilibrio tra le regioni in seno al Consiglio federale. Ne va infatti della coesione nazionale e del sentimento di appartenenza di ogni regione svizzera al nostro Stato federale.

L'analisi del Consiglio federale dovrà includere segnatamente gli elementi seguenti:

1. conseguenze della soppressione della clausola cantonale sulla rappresentanza delle regioni e delle comunità linguistiche in seno al Consiglio federale;

2. possibilità e opportunità di garantire, nella Costituzione, un seggio in Consiglio federale alla minoranza italofona;

3. possibilità e opportunità di iscrivere nella Costituzione una clausola regionale che permetterebbe di assicurare una rappresentanza equa delle diverse regioni del Paese in seno al Consiglio federale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo l'articolo 175 capoverso 4 della Costituzione federale, "le regioni e le componenti linguistiche del Paese devono essere equamente rappresentante" in seno al governo. La Costituzione federale impone già oggi di tenere conto degli aspetti regionali e linguistici in occasione dell'elezione del Consiglio federale.

Nel corso della storia del nostro Stato federale, le minoranze culturali e linguistiche sono state, in complesso, ben rappresentate in governo. Ciò vale anche per la Svizzera italiana. In veste di organo elettore del Consiglio federale, l'Assemblea federale può provvedere a mantenere tale equilibrio anche in futuro.

Il Consiglio federale non ripone grandi aspettative nell'analisi delle conseguenze dell'abrogazione della clausola cantonale, prevista dalla Costituzione federale fino al 7 febbraio 1999. Tale clausola in funzione del domicilio non potrebbe garantire una rappresentanza equilibrata delle regioni e delle comunità linguistiche in seno al Consiglio federale. Dalla sua abrogazione, occasionalmente sono stati eletti in Consiglio federale due rappresentanti provenienti dal medesimo cantone. In complesso la composizione linguistica e regionale del collegio non è tuttavia mutata in modo sostanziale. Senza violare la clausola sarebbe possibile, per esempio, eleggere quattro consiglieri federali domiciliati rispettivamente a St. Blaise (canton Neuchâtel), Ins (canton Berna), Morat (canton Friburgo) e Bellerive (canton Vaud), località che distano tra loro una quindicina di chilometri (in linea d'aria).

A parere del collegio, sarebbe possibile, ma non opportuno sancire nella Costituzione un diritto della minoranza italofona a un seggio in Consiglio federale, perlomeno con la composizione attuale. Più sono i criteri definiti per l'elezione, più ristretta è la possibilità dell'Assemblea federale di eleggere in governo i candidati più idonei.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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