12.1003 · Interrogazione · 2012-02-28
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Nel 2008, in occasione dell'esame periodico universale del Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, il Canada aveva raccomandato alla Svizzera di proseguire nell'intento di favorire l'impiego di un linguaggio specifico non sessista. Il Consiglio federale ha accolto tale raccomandazione.
Tuttavia, sembra che il personale del DFAE, che sotto la guida di Micheline Calmy-Rey si era abituato all'uso dell'espressione "diritti umani", sia stato pregato di sostituirla con "diritti dell'uomo".
È esatto che i funzionari del DFAE siano stati esortati in tal senso? In caso affermativo, il capo del dipartimento non ritiene che ciò si scontri con l'impegno assunto dal nostro Paese nei confronti del Consiglio dei diritti dell'uomo?
Stellungnahme des Bundesrates
Nella banca dati terminologica dell'amministrazione federale i termini francesi "droits de l'homme" e "droits humains" sono considerati sinonimi. Nella pratica, i concetti "droits de l'homme", "droits de la personne" e "droits humains" vengono utilizzati in modo equivalente e intercambiabile e si riferiscono all'essere umano senza alcuna distinzione di sesso.
Negli ultimi anni sono state espresse varie preferenze in merito all'uso dell'uno o dell'altro termine. Il capo del DFAE ha effettivamente affermato di preferire l'espressione "droits de l'homme". A riguardo non vi sono tuttavia istruzioni vincolanti specifiche in senso stretto.
La "guide de formulation non sexiste des textes administratifs et législatifs de la Confédération" (guida di formulazione non sessista dei testi amministrativi e legislativi della Confederazione) che riguarda la lingua francese autorizza, se il contesto lo consente, a sostituire un termine maschile (homme) con una denominazione ambigenere (humain) in una locuzione fissa. La guida precisa che, per evitare la ridondanza, è possibile utilizzare semplicemente il termine "droits de la personne". Lo stesso vale per l'espressione "droits humains".
L'uso di un termine ambigenere non si presta invece secondo la guida quando si tratta di una convenzione internazionale, come la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, o di una citazione. La versione francese della Costituzione federale utilizza le espressioni "droits fondamentaux" per i diritti direttamente tutelati (titolo 2, capitolo 1, art. 35 e 36 della Costituzione) e "droits de l'homme" in riferimento alla promozione del rispetto dei diritti dell'uomo nelle relazioni con l'estero (art. 54 della Costituzione). Vi è un margine di discrezionalità quando si tratta di affari di istituzioni come il Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU, il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa o l'Organizzazione internazionale della Francofonia, che in francese utilizzano tutte l'espressione "droits de l'homme". Non si può pertanto parlare di contraddizione con gli impegni presi dalla Svizzera di fronte al Consiglio dei diritti dell'uomo.
Risposta del Consiglio federale.