A quanto ammontano realmente le perdite fiscali derivanti dalla riforma dell'imposizione delle imprese II?
12.1020 · Interrogazione · 2012-03-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Secondo quanto riportato dal "Tages-Anzeiger" del 15 marzo 2012, le perdite fiscali derivanti dalla riforma II dell'imposizione delle imprese sono notevolmente più elevate di quanto il Consiglio federale ha finora calcolato e annunciato ufficialmente. Partendo dall'ipotesi che sono state notificate riserve di capitale per circa 700 miliardi di franchi, nell'ambito dell'imposta preventiva possono risultare perdite fino a 26 miliardi e in quello dell'imposta federale diretta fino a 21 miliardi di franchi. Questo è quanto calcola il quotidiano. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Secondo il Consiglio federale a quanto ammonta attualmente il totale delle incombenti perdite fiscali derivanti dalla riforma II dell'imposizione delle imprese?
2. Come si ripartirebbero queste perdite tra imposta preventiva e imposta federale diretta?
3. In che modo sarebbero colpiti Confederazione, cantoni e comuni? Tra i cantoni, quali in modo particolare?
4. Come si ripartiscono approssimativamente le perdite sull'asse temporale?
5. Quali misure prevede il Consiglio federale per correggere quest'evoluzione funesta? Il Consiglio federale è disposto ad attuare eventuali soluzioni a livello di ordinanza con effetto immediato o urgente? Intende riesaminare la questione della retroattività? È disposto a modificare il diritto azionario (introducendo condizioni supplementari)?
6. Nel caso in cui il Consiglio federale prevede delle misure, a partire da quando verrebbero adottate e con quale effetto?
7. Come si ripercuotono i mancati ricavi sul piano finanziario?
In occasione della votazione sulla riforma II dell'imposizione delle imprese, il popolo non è stato informato correttamente sulle relative ripercussioni. Questa mancanza di informazione è stata riconosciuta dal Consiglio federale e confermata dal Tribunale federale. Le perdite fiscali superano in ogni caso di un multiplo gli importi stimati prima della votazione. Infatti è possibile constatare che le prime stime, già elevate, vengono ora sostituite con possibili perdite ancora più elevate. È compito della Confederazione informare il popolo sulle ripercussioni reali di quanto deciso.
Confederazione, cantoni e comuni rischiano di subire perdite fiscali pari a dozzine di miliardi di franchi a causa della mancanza di trasparenza. Le finanze pubbliche non sono in grado di sopportare tali perdite. A nostro avviso ciò non è accettabile. È compito del Consiglio federale provvedere il più rapidamente possibile affinché questo danno - non essendo più possibile rimediarvi - venga almeno ridotto al minimo.
È in ogni caso necessario fare chiarezza anche sulle ripercussioni in ambito di politica finanziaria.
Stellungnahme des Bundesrates
1.-4. Nelle sue risposte a diversi interventi parlamentari, il Consiglio federale ha più volte ribadito che le minori entrate dipendono in larga misura dalla politica dei dividendi delle società con azioni quotate in borsa. Solo se queste società sostituiscono i dividendi, che in passato erano imponibili, con rimborsi da apporti di capitale sorgono minori entrate a livello di imposte sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta preventiva. In particolare, nelle sue risposte alle interpellanze Kiener Nellen 11.3244 e 11.4197 il Consiglio federale descrive le basi per la stima delle perdite fiscali e le relative ipotesi.
Il Consiglio federale capisce che le riserve da apporti di capitali ad oggi comunicate di circa 700 miliardi di franchi possano essere oggetto di speculazioni sull'entità delle minori entrate.
Nei suoi pareri e nelle sue risposte agli interventi parlamentari 11.3075, 11.3777, 11.3311, 11.3308, 11.3244, 11.5484 e 11.5449, il Consiglio federale ha quantificato le minori entrate per il 2012 (anno fiscale 2011). I suoi calcoli si basano su rimborsi di riserve di capitale che hanno sostituito dividendi in precedenza imponibili per un volume di 9 miliardi di franchi. Se negli anni a venire le cifre rimarranno su questi livelli, le minori entrate dell'imposta preventiva ammonteranno annualmente a circa 200 fino a 300 milioni di franchi e anche quelle delle imposte sul reddito si aggireranno attorno ai 200 a 300 milioni di franchi, ripartite per un terzo ciascuno tra Confederazione, cantoni e comuni. Non è ancora possibile esprimersi in merito al comportamento che le società adotteranno per il 2012. Le previsioni per l'anno in corso possono essere effettuate al più presto nel mese di giugno, quando saranno disponibili le decisioni o le dichiarazioni sui rimborsi delle società con azioni quotate in borsa. Il Consiglio federale evidenzia tuttavia che primo i rimborsi delle filiali alle loro società madri, secondo i rimborsi effettuati da società controllate da stranieri ai loro titolari di quote all'estero e terzo i rimborsi di società che sinora non avevano mai distribuito dividendi imponibili e che nemmeno in futuro lo faranno, non determineranno minori entrate a livello di imposte sul reddito e di imposta preventiva.
5./6. Il Consiglio federale aveva proposto al Parlamento di accogliere le mozioni Bischof 11.3462 e Leutenegger Oberholzer 11.3351. Al riguardo si era nuovamente dichiarato disposto a esaminare soluzioni nell'ambito del diritto commerciale o del diritto fiscale che vincolino i versamenti di riserve da apporti di capitale a determinate condizioni che devono ancora essere definite ulteriormente. Il 23 dicembre 2011, il Consiglio nazionale ha respinto di misura entrambe le mozioni. Nel frattempo sono state presentate al Consiglio degli Stati due mozioni simili. Il Consiglio federale intende aspettare le decisioni del Consiglio degli Stati, prima di prendere una decisione sull'ulteriore modo di procedere. Dal testo di legge risulta palese che il governo non ha margine di manovra per emanare disposizioni limitative a livello di ordinanza.
7. La stima delle perdite fiscali menzionata nel primo paragrafo non richiede alcun adeguamento del piano finanziario.
Risposta del Consiglio federale.