12.1128 · Interrogazione · 2012-12-14
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
La questione della neutralità delle reti e del libero accesso ai contenuti su Internet sta acquistando rilevanza e costituisce una sfida importante della politica digitale. Di recente la Germania ha introdotto la strategia "cancellare invece di bloccare" ("Löschen statt Sperren", abrogazione della "Zugangserschwerungsgesetz") affinché i contenuti illeciti (in particolare la pornografia infantile) presenti su Internet vengano cancellati invece che bloccati. Il blocco è controverso, in particolare perché è difficile da garantire tecnicamente e perché può essere utilizzato anche a fini di censura.
Il Consiglio federale intende proporre l'introduzione della strategia "cancellare invece di bloccare" ("Löschen statt Sperren") nel diritto svizzero?
Stellungnahme des Bundesrates
A prescindere dall'indiscussa utilità di Internet per la nostra società, la rete viene utilizzata anche per la diffusione di contenuti illeciti. Il diritto svizzero considera contenuti illeciti i programmi di hacking e di danneggiamento di dati (art. 143, 143bis e 144bis CP), le esternazioni razziste (art. 261bis CP) e la pornografia dura (art. 197 cpv. 3 CP). La consultazione e la diffusione di contenuti che hanno per oggetto atti sessuali con fanciulli possono rinnovare ed eventualmente prolungare gli effetti dell'abuso psichico subito dalle vittime. Per fornire loro aiuto occorre che le autorità, in cooperazione con i provider, sfruttino tutte le possibilità per impedire la diffusione della pornografia infantile.
Se dai contenuti illeciti risulta un legame con la Svizzera, l'autorità di perseguimento penale ne può ordinare il sequestro (art. 263 CPP) e provvedere al blocco o alla cancellazione di tali contenuti, qualora essi siano utilizzati come mezzi di prova nel quadro del procedimento penale oppure confiscati. Su richiesta di un ente per la lotta contro la cibercriminalità riconosciuto dall'UFCOM, la fondazione Switch è tenuta a bloccare i nomi di dominio per i quali sussiste il sospetto fondato che siano utilizzati per appropriarsi di dati di terzi degni di protezione tramite metodi illegali ("phishing") o per diffondere software dannosi ("malware"; art. 14fbis dell'ordinanza concernente gli elementi d'indirizzo nel settore delle telecomunicazioni; RS 784.104). In virtù dell'articolo 13e della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (RS 120), fedpol può inoltre, in caso di diffusione via Internet di materiale di propaganda violenta, ordinare la cancellazione del sito Internet in questione se il materiale di propaganda si trova su un server svizzero. Se il materiale di propaganda si trova su un server estero, fedpol può raccomandare ai provider il blocco del sito Internet.
Il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) tratta le segnalazioni inviate da privati cittadini e cerca attivamente contenuti illegali su Internet. Nella maggior parte dei casi i dati in questione sono salvati su server esteri. SCOCI provvede a trasmettere tali informazioni alle autorità competenti tramite Interpol o Europol, affinché i Paesi interessati possano disporne la cancellazione e avviare la procedura di perseguimento penale conformemente alle proprie basi giuridiche. Anche se questi contenuti, considerati illegali in base al diritto svizzero, possono essere consultati in Svizzera, SCOCI non può intervenire direttamente sulla cancellazione o sul blocco dei contenuti illegali all'estero. Peraltro, una volta caricati in Internet è praticamente impossibile cancellare definitivamente i dati in questione: infatti sono resi disponibili anche su altri server tramite cosiddetti crawler, cosicché in brevissimo tempo sono consultabili in Internet nei luoghi più disparati.
Per quanto concerne gli abusi su minori, SCOCI mette a disposizione dei provider svizzeri una lista di siti Internet esteri che contengono inequivocabilmente materiale pedopornografico e che, nonostante la richiesta di cancellazione presentata agli enti esteri, continuano a essere consultabili. I provider provvedono, in base alle loro condizioni generali, a bloccare l'accesso ai contenuti illegali tramite una segnalazione di divieto di SCOCI. Questa forma di collaborazione volontaria tra le autorità e l'economia privata ha dimostrato di essere efficace. Ogni anno questa collaborazione permette ai provider di bloccare centinaia di migliaia di consultazioni di siti Internet con contenuti illegali, garantendo i diritti delle vittime nel miglior modo possibile.
Alla luce delle basi legali esistenti e della buona collaborazione tra le autorità e i provider, il Consiglio federale non ritiene necessario creare le basi giuridiche in merito alla strategia "cancellare invece di bloccare".
Risposta del Consiglio federale.