12.3082 · Interpellanza · 2012-03-07
Cancelleria federale
Liquidato
Wortlaut
1. Il Consiglio federale ritiene possibile centralizzare la procedura di autenticazione delle firme per le iniziative popolari e i referendum lanciati a livello federale (p. es. attribuendo alla Cancelleria federale un accesso limitato ai cataloghi elettorali)? Quali basi giuridiche dovrebbero essere adeguate a tal fine?2. Il Consiglio federale ritiene possibile centralizzare a un solo servizio per cantone la procedura di autenticazione delle firme per le iniziative popolari e i referendum? Quali basi giuridiche dovrebbero essere adeguate a tal fine?3. Le condizioni necessarie per centralizzare l'autenticazione delle firme sono l'armonizzazione e la centralizzazione dei cataloghi elettorali comunali e cantonali. I cantoni hanno intrapreso tali attività nel quadro del progetto di voto elettronico per gli svizzeri all'estero (cfr. FF 2002 570) e alcuni di essi hanno partecipato a test di più ampia portata. Qual è lo stato di avanzamento dei lavori?4. Il Consiglio federale ritiene possibile realizzare, nel quadro del progetto del voto elettronico, le condizioni necessarie per centralizzare l'autenticazione delle firme a livello federale o cantonale?
Begründung
Le iniziative popolari e i referendum rappresentano strumenti essenziali per l'esercizio dei diritti popolari. La raccolta delle firme necessarie comporta tuttavia un dispendio considerevole di energie e di denaro da parte dei comitati interessati. L'invio delle firme ai singoli comuni per l'autenticazione (e il relativo controllo) rappresenta talvolta una delle attività che richiede le maggiori risorse. Ciò non ha molto senso: i fondi delle organizzazioni politicamente attive, infatti, andrebbero preferibilmente destinati ad attività politiche concrete. Centralizzare la procedura di autenticazione delle firme presso la Confederazione o i cantoni permetterebbe di sgravare i comitati e di semplificare così l'intero processo. La centralizzazione, inoltre, diminuirebbe notevolmente il rischio di errori e contribuirebbe ad apportare una maggiore sicurezza nella pianificazione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale ritiene che una centralizzazione della procedura di autenticazione delle firme per le iniziative popolari e i referendum lanciati a livello federalenon sia compatibile con l'attuale sistema dei diritti politici. I cataloghi elettorali, che sono uno strumento essenziale sia per le votazioni e le elezioni sia per l'autenticazione delle firme raccolte per le iniziative popolari e i referendum lanciati a livello federale, cantonale e comunale, si fondano sui registri degli abitanti. Siccome questi ultimi sono tenuti dai comuni, la maggior parte dei cantoni (p. es. Zurigo, Argovia, Grigioni, Berna) affida ai comuni anche la tenuta dei cataloghi elettorali. Spesso i cantoni, così come la Cancelleria federale o altri servizi federali, non hanno accesso ai dati dei cataloghi elettorali degli aventi diritto di voto domiciliati in Svizzera. Diverso è invece il caso dei cataloghi elettorali degli svizzeri all'estero: in seguito a una modifica della legge federale sui diritti politici degli svizzeri all'estero, dal 2009 detti cataloghi devono essere centralizzati o armonizzati.Per modificare il sistema a livello federale occorrerebbe adeguare la legge federale sui diritti politici (LDP) e la relativa ordinanza (ODP). Andrebbero inoltre modificate le basi legali cantonali: i cantoni che non hanno ancora proceduto a centralizzare o ad armonizzare i loro cataloghi elettorali dovrebbero operare ampi adeguamenti sotto il profilo giuridico e organizzativo.Anche se le basi legali venissero modificate, il Consiglio federale è scettico in merito alla realizzabilità dell'autenticazione delle firme a livello federale: i ritardi sarebbero inevitabili, in particolare a causa del numero sempre crescente di iniziative popolari e referendum. Considerato che una persona può autenticare circa 350 firme al giorno, le risorse di personale della Confederazione non sarebbero sufficienti. Non sarebbe più possibile garantire il rispetto dei termini prescritti dalla legge, per cui il sistema ne potrebbe risultare paralizzato. Inoltre spetta al comitato provare alla Confederazione che le firme sono valide, e non alla Confederazione di verificarlo.2. La centralizzazione della procedura di autenticazione delle firme a un solo servizio per cantone porrebbe gli stessi problemi: oltre alle necessarie modifiche della LDP e dell'ODP, i cantoni dovrebbero adeguare in maniera corrispondente le loro basi legali in materia di diritti politici. Innanzitutto occorrerebbe determinare l'organo competente; inoltre molti cantoni dovrebbero centralizzare o almeno armonizzare i cataloghi elettorali.3. Per poter procedere a sperimentazioni di voto elettronico, i dodici cantoni che offrono questa possibilità agli svizzeri all'estero (BE, LU, FR, SO, BS, SH, SG, GR, AG, TG, NE e GE) hanno dovuto centralizzare o armonizzare i loro cataloghi elettorali degli svizzeri all'estero, conformemente alle disposizioni della legge federale sui diritti politici degli svizzeri all'estero. Da un'inchiesta condotta presso gli altri cantoni è risultato che sette di essi hanno già centralizzato o armonizzato i loro cataloghi elettorali degli svizzeri all'estero. In sette cantoni questo non è ancora avvenuto, sebbene le basi legali siano state modificate in alcuni di essi.4. Nell'ambito della terza fase del progetto del voto elettronico dovrebbe essere introdotta la raccolta elettronica delle firme per iniziative e referendum. Condizione imprescindibile a tal fine è la centralizzazione o l'armonizzazione dei cataloghi elettorali a livello cantonale anche per gli aventi diritto di voto domiciliati in Svizzera. La Cancelleria federale prevede di avviare questa fase nel 2013/14. Prima dell'elaborazione del corrispondente progetto non è tuttavia possibile fornire informazioni dettagliate.