12.3083 · Interpellanza · 2012-03-07
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale potrebbe estendere l'ambito di attività dei civilisti al settore scolastico e invitare le autorità competenti ad accelerare la realizzazione di tali impieghi?
Begründung
Nel rapporto della Commissione federale per l'infanzia e la gioventù (CFIG) "Il patto civico", pubblicato nell'ottobre 2011, vengono citati gli ambiti di attività in cui il civilista può prestare servizio. Secondo la legge sul servizio civile si tratta degli ambiti seguenti:
1. sanità;
2. servizi sociali;
3. conservazione dei beni culturali;
4. protezione dell'ambiente e della natura, salvaguardia del paesaggio;
5. foreste;
6. agricoltura;
7. cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario; aiuto in caso di catastrofe e di situazioni d'emergenza.
Nel rapporto si evidenzia inoltre che a fronte della forte domanda di nuovi posti d'impiego, causata dall'arrivo di migliaia di nuovi civilisti, è indispensabile riflettere sull'eventuale introduzione di nuovi ambiti d'attività. Attualmente l'Organo di esecuzione del servizio civile sta elaborando tre nuovi programmi d'impiego nel settore del sostegno scolastico, di assistenza all'esterno delle strutture ospedaliere (Spitex) e di assistenza nelle regioni di montagna. È risaputo che in Svizzera gli insegnanti sono estremamente carichi di lavoro e a tale proposito i civilisti potrebbero fornire un aiuto sia all'interno che all'esterno dell'edificio scolastico e nella aule stesse: ad esempio come sorvegliante durante le pause, come assistente in mensa, aiuto al custode, coadiutore per gli scolari e per il personale didattico e infine in attività generali di riordino e molto altro ancora. L'impiego di civilisti potrebbe inoltre fornire un contributo essenziale per contrastare il problema della mancanza di insegnanti, entusiasmando i civilisti per questa professione. Infine, l'impiego di civilisti provenienti da altre regioni linguistiche, caldamente auspicato anche nel rapporto, potrebbe essere un'esperienza particolarmente positiva per le scuole, a condizione che vi sia la domanda.
Stellungnahme des Bundesrates
Il settore delle scuole non figura nell'elenco degli ambiti d'attività del servizio civile (art. 4 cpv. 1 LSC), motivo per cui le scuole con modello separativo non possono impiegare persone soggette all'obbligo di prestare servizio civile. A certe condizioni, tuttavia, sono ammessi impieghi di civilisti presso scuole integrative. I mansionari dell'ambito d'attività dei servizi sociali prevedono ad esempio il sostegno degli insegnanti nell'assistenza a bambini disabili in questo tipo di scuole. Oltre all'attività assistenziale, tuttavia, il civilista non vi può svolgere altri compiti (p. es. lavori di portineria). Dato che i civilisti devono essere impiegati a tempo pieno, per molte scuole è difficile o addirittura impossibile assegnare loro un impiego ragionevole.
Un tale impiego presuppone quindi un ampliamento dell'elenco degli ambiti d'attività contenuto nella LSC.
In collaborazione con la direzione dell'educazione pubblica del cantone di Berna, che comprende anche le associazioni di categoria, l'Organo d'esecuzione del servizio civile sta attualmente appurando la necessità concreta di impiegare civilisti e le condizioni quadro necessarie a tal fine. In sede di valutazione si tiene debitamente conto della condizione che - nell'ottica dell'incidenza sul mercato del lavoro (art. 6 LSC) - la creazione di un nuovo ambito d'attività non deve minacciare posti di lavoro esistenti (in particolare nell'ambito dell'insegnamento). Sulla base dei risultati di questa valutazione, il Consiglio federale deciderà come procedere. In questo contesto occorrerà considerare, come per tutti gli impieghi del servizio civile, che gli oneri a carico dei civilisti siano globalmente equivalenti a quelli di un soldato in formazione (aspetto dell'equivalenza, art. 5 LSC).
Per quanto concerne la richiesta dell'interpellante secondo cui le autorità stesse dovrebbero promuovere l'impiego di civilisti, il Consiglio federale tiene a precisare che le istituzioni riconosciute quali istituti d'impiego sono libere di partecipare ai programmi d'esecuzione del servizio civile. Se poi queste istituzioni impiegano effettivamente dei civilisti dipende dalla disponibilità di persone idonee. I civilisti sono tenuti a cercare essi stessi un posto d'impiego. L'Organo d'esecuzione del servizio civile li convoca soltanto se hanno precedentemente firmato una convenzione con un istituto d'impiego e se una convocazione non risulta ostacolata da altri fattori. Non sussiste pertanto la necessità di derogare a questo modello, sancito dalla LSC.
Risposta del Consiglio federale.