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12.3161 · Interpellanza · 2012-03-14

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

La presente interpellanza destinata all'Ufficio del Consiglio nazionale riguarda la problematica delle lingue in seno alle commissioni parlamentari. Appare evidente che, nonostante l'obiettivo di scambi tra le diverse comunità linguistiche sia lodevole, la situazione attuale non è sempre ottimale e ulteriori miglioramenti possono essere messi in atto per facilitare la comprensione tra tali comunità. All'articolo 8 capoverso 2 la legge sulle lingue (LLing) precisa che "Per la trattazione nelle Camere federali e nelle loro commissioni, i messaggi, i rapporti, i disegni o progetti di atti normativi e le proposte sono di regola disponibili in tedesco, francese e italiano". Il rapporto della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale precisa il senso di tale capoverso: "La documentazione rilevante per la procedura legislativa dovrà essere disponibile di norma nelle tre lingue ufficiali al momento dei dibattiti (commissioni o sedute plenarie)."Di conseguenza, possono porsi le seguenti domande:1. Nonostante il notevole impegno da parte di diverse commissioni, talvolta succede che, per le sedute di alcune di queste, i rapporti non siano tradotti. Non sarebbe necessario porre rimedio a tale situazione?2. In genere i diversi rapporti presentati durante le riunioni delle commissioni sono redatti nella stessa lingua dei documenti e dei supporti visivi. Non sarebbe il caso di esigere che un rapporto in una lingua sia accompagnato da supporti visivi in un'altra lingua nazionale al fine di facilitare la comprensione e la discussione all'interno di una commissione?

Stellungnahme des Bundesrates

L'Ufficio ha avuto modo a più riprese di reiterare il proprio impegno a favore del plurilinguismo in Parlamento. Il rispetto delle minoranze linguistiche è fondamentale per il nostro Stato federale ed è pertanto essenziale prestare a questo aspetto la massima attenzione.Il principio di un'attività parlamentare plurilingue, ancorato nella Costituzione, è incontestato e, di norma, è applicato in modo soddisfacente.L'Ufficio riconosce tuttavia che, a intervalli regolari, è necessario ricordare le regole soggiacenti alla cura del plurilinguismo in Parlamento.In particolare reputa inammissibile che proposte o rapporti vengano presentati alle commissioni in un'unica lingua ufficiale. Al riguardo, desidera rammentare che l'amministrazione è tenuta a sottoporre i propri documenti alle commissioni parlamentari contemporaneamente in tedesco e francese e che i supporti visivi impiegati durante le relazioni di rappresentanti dell'amministrazione o di organizzazioni di difesa di interessi specifici devono necessariamente essere in una lingua ufficiale diversa da quella in cui è tenuta la relazione.L'Ufficio fa notare tuttavia che in alcuni casi eccezionali non è possibile fornire un documento in due lingue, ad esempio, se la commissione chiede di disporne entro termini strettissimi o se si tratta di un documento particolarmente voluminoso, per cui la traduzione non può che essere fornita in un secondo tempo. Per quanto attiene ai supporti visivi, l'Ufficio ritiene che la regola secondo cui andrebbe impiegata una lingua diversa da quella della relazione non si può applicare nel caso di relatori che la commissione ha invitato in quanto esperti in un determinato settore, ma che non padroneggiano una seconda lingua ufficiale. Trattandosi di casi sporadici, l'Ufficio è convinto che questa deroga non sminuisca l'attenzione che va giustamente riservata alle minoranze linguistiche.In risposta ai quesiti posti dall'autore dell'interpellanza, l'Ufficio propone di cogliere il momento propizio rappresentato dall'inizio della nuova legislatura per rivolgersi ai presidenti delle commissioni e rammentare loro le regole in vigore. L'Ufficio fa altresì notare che la direzione dei Servizi del Parlamento ha già richiamato l'attenzione delle segreterie delle commissioni su questo tema e le ha sollecitate a rendere attenti alle regole in materia di traduzione tanto i propri interlocutori dell'amministrazione quanto gli esperti invitati a partecipare alle audizioni.L'Ufficio invita infine anche i membri delle commissioni che si trovassero confrontati con questa problematica a sollevare la questione in seno alla commissione interessata.