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12.3272 · Interpellanza · 2012-03-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale intende prendere i provvedimenti necessari per ridurre il contingente doganale globale di vino, fisso attualmente a 170 milioni di litri all'anno, onde riequilibrare il mercato e adattare le condizioni quadro all'evoluzione del consumo?

Begründung

La viticoltura svizzera attraversa una fase difficile, confrontata a un calo costante del consumo da un lato e all'aumento delle importazioni dall'altro. Le cifre dell'Ufficio federale dell'agricoltura non lasciano spazio a interpretazioni.

- A fronte dei 317 milioni di litri di vino consumati negli anni 1990 e 1991, nel 2010 il consumo è risultato di soli 280 milioni di litri.

- Nello stesso periodo, la quota di vino estero sul consumo totale è passata dal 56 al 62 per cento.

La situazione è particolarmente difficile per il vino bianco. Se negli anni 1990 e 1991 la quota di vino estero era pari al 17 per cento del consumo di vino bianco, nel 2010 essa è salita al 43 per cento.

La sostituzione dei contingenti separati per il vino rosso e il vino bianco con il sistema attuale ha indubbiamente contribuito all'inasprimento della situazione.

Parallelamente a ciò, la produzione indigena è costantemente diminuita. Nel 2010 il raccolto ha dato 103 milioni di litri, mentre la produzione media tra il 1985 e il 1989 ammontava a 135 milioni di litri.

Infine, le condizioni di mercato si sono aggravate nel 2011. L'apprezzamento del franco rispetto all'euro ha favorito le importazioni in provenienza dall'UE. Alcuni settori, come quello del Chasselas, hanno subito ripercussioni tali da rendere impossibile lo smercio della produzione sul mercato locale.

La viticoltura svizzera non può competere con alcuni Paesi della zona euro soltanto sulla base del criterio del prezzo. A causa di standard qualitativi molto elevati è impossibile comprimere i costi di produzione, nonostante i notevoli sforzi profusi dalla categoria in questi ultimi anni.

Se non saranno presi rapidamente dei provvedimenti, numerose aziende sono destinate a sparire nei prossimi anni.

Stellungnahme des Bundesrates

Il raggruppamento dei contingenti di vino rosso e bianco in un contingente unificato di 170 milioni di litri è stato approvato dall'Assemblea federale il 30 aprile 1997 (RU 1997 2236) visto il messaggio allegato al rapporto del 15 gennaio 1997 sulla politica economica esterna 96/1+2 (FF 1997 II 1 223). Il contingente unificato è stato notificato all'OMC.

Il volume del contingente tariffale è stato calcolato esclusivamente sulla base della media delle importazioni effettive degli anni 1986 a 1988, conformemente alle regole dell'Uruguay Round. Nel determinarlo non si erano potuti tenere in considerazione né la situazione del mercato interno né il livello del consumo.

L'unificazione, nel 2001, dei contingenti d'importazione di vino ha profondamente modificato l'approccio del mercato del vino a tutti i livelli. Vanno sottolineati, in particolare, gli sforzi profusi dai produttori svizzeri per quanto riguarda l'impianto dei vigneti e la qualità nonché la loro attenzione nei confronti delle esigenze dei consumatori. Questi ultimi, dal canto loro, sono sempre più aperti e curiosi; apprezzano il miglioramento e la diversità dei vini svizzeri, ma anche la maggiore scelta che viene loro offerta. Gli svantaggi sarebbero considerevoli, anche per la produzione svizzera, se venissero rimesse in questione le regole del mercato alle quali l'intero settore si è ben adeguato.

Se la Svizzera auspicasse di ridurre il volume del contingente, dovrebbe dapprima modificare i suoi impegni nei confronti dell'OMC in materia di accesso al mercato, conformemente all'articolo XXVIII dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio. Ciò renderebbe necessario un negoziato e un accordo con ogni parte contraente di cui è riconosciuto l'interesse come principale fornitore. Nell'ambito di negoziati di questo genere occorre stabilire le compensazioni, che possono riguardare, ad esempio, la riduzione dei dazi sui vini, ma anche su altri prodotti (latte, frutta, verdura, carne, ecc.). In questa procedura, le parti interessate devono mantenere le concessioni accordate a un livello che non sia meno favorevole di quello vigente prima dei negoziati. In assenza di un accordo con una delle parti interessate, essa può revocare concessioni sostanziali equivalenti, agricole o no, accordate alla Svizzera.

Il "prezzo da pagare" per una riduzione del contingente d'importazione di vino si ripercuoterebbe pertanto sia sul vino, in caso di riduzione dei dazi, sia su altri prodotti agricoli. Il Consiglio federale non reputa realistico che altri settori agricoli paghino il prezzo di un maggiore protezionismo a favore della viticoltura.

Alla luce degli elementi suesposti, il Consiglio federale non intende rinegoziare il contingente tariffale del vino.

Risposta del Consiglio federale.