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12.3380 · Mozione · 2012-05-03

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Al fine di promuovere gli investimenti, il Consiglio federale è incaricato di proporre una revisione della legge federale sulle finanze della Confederazione che escluda gli investimenti netti del settore pubblico dal campo d'applicazione del freno all'indebitamento. Gli investimenti pubblici dovranno essere definiti in funzione degli effetti di crescita auspicati e del beneficio a lungo termine della spesa pubblica, comprendendo dunque in particolare gli investimenti nel capitale umano.

Begründung

La regola d'oro della politica finanziaria stabilisce che nell'arco del ciclo congiunturale le spese di consumo debbano essere finanziate dal gettito fiscale (come prevede il freno all'indebitamento). Ciononostante, per gli investimenti netti con impatto a lungo termine è senza dubbio nell'interesse dell'economia nazionale stanziare i relativi crediti. In caso contrario vi è il pericolo di trascurare in particolare i grandi investimenti infrastrutturali, la cui utilità si manifesterà soltanto per le generazioni future, a vantaggio di uscite con effetto a breve termine. L'impostazione attuale del freno all'indebitamento nazionale è contraria a questa regola: ciò spiega la preoccupante evoluzione degli investimenti pubblici in Svizzera e le incombenti conseguenze negative sul potenziale di crescita dell'economia.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Negli ultimi anni l'interesse per i meccanismi istituzionali volti a limitare il debito pubblico si è notevolmente accresciuto. Le regole budgetarie introdotte in Svizzera fanno scuola nel mondo intero e sono considerate come risposta incisiva alla crisi del debito pubblico, atta a impedire un'ulteriore perdita di fiducia sui mercati finanziari e a garantire gli sforzi di consolidamento a lungo termine. Questa tendenza ha suscitato un intenso dibattito sulle caratteristiche chiave che determinano l'efficacia delle regole budgetarie. Uno dei criteri importanti suscettibili di determinare il successo o il fallimento di una regola budgetaria consiste nell'entità della copertura budgetaria: più una regola budgetaria è applicata selettivamente, più viene indebolito il legame diretto con l'evoluzione dei debiti dello Stato. Questo fatto è dimostrato non da ultimo dalle esperienze acquisite da altri Stati nell'applicazione delle cosiddette regole d'oro, che ammettono deficit budgetari equivalenti agli investimenti netti.

Tali esperienze suggeriscono chiaramente di non limitare il campo d'applicazione del freno all'indebitamento, ma piuttosto di conferirgli un'ampia definizione, nell'interesse della stabilità della politica finanziaria. Per giunta, le regolamentazioni derogatorie per singoli settori di spesa, ad esempio per gli investimenti netti, riducono la trasparenza del bilancio e creano incentivi che aprono la via a una "contabilità creativa": il consumo pubblico potrebbe in determinate circostanze essere classificato tra gli investimenti per eludere gli obiettivi del freno all'indebitamento.

Al tempo stesso, si sente spesso esprimere il timore che una politica finanziaria completamente regolamentata possa compromettere la qualità del bilancio. Si presume, ad esempio, che in caso di appuramenti di bilancio a breve termine le uscite per investimenti tendano a essere maggiormente ridotte rispetto ad altri settori di spesa, i quali richiedono spesso complesse riforme strutturali. Nella propria risposta all'interpellanza Graber Jean-Pierre 07.3853, il Consiglio federale ha mostrato che sul lungo periodo le uscite per investimenti non sono state accantonate. Il quadro che risulta da una prima analisi dei dati più aggiornati non appare sostanzialmente diverso. Nell'ambito del rapporto sul freno all'indebitamento (postulato Graber Jean-Pierre 10.4022), il DFF esaminerà approfonditamente la questione.

Anche per quanto riguarda l'impostazione del freno all'indebitamento sono state valutate le diverse opzioni. In conclusione è stato deciso pragmaticamente di inglobare nel campo d'applicazione del freno all'indebitamento le entrate e uscite ordinarie della Confederazione. Questa decisione tiene conto del carattere particolare del bilancio della Confederazione, basato sui riversamenti. Inoltre, la Confederazione effettua soprattutto investimenti sostitutivi, che non si prestano a un finanziamento mediante indebitamento, neppure dal punto di vista della teoria finanziaria: l'utilità degli investimenti sostitutivi è immediata e pertanto dovrebbe anche essere finanziata per mezzo delle entrate correnti. Oltretutto, i rari ma importanti picchi di investimento della Confederazione (NTFA, traffico di agglomerato) vengono finanziati per mezzo di conti speciali, che soggiacciono a un regime di finanziamento speciale.

Non vi è dunque motivo di allontanarsi dalla vigente normativa e di limitare il campo d'applicazione del freno all'indebitamento. L'esclusione degli investimenti non si è rivelata valida, e non risulta neppure che gli investimenti siano stati accantonati rispetto ad altre uscite controllabili.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.