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12.3391 · Interpellanza · 2012-05-03

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Stando a quanto riportato dai media, nell'area germanofona dell'Europa, e quindi anche in Svizzera, è previsto di distribuire gratuitamente alla popolazione 25 milioni di esemplari del corano. Indubbiamente tale iniziativa costituisce un ulteriore importante passo verso l'islamizzazione anche nel nostro Paese. Molti cittadini la percepiscono come una provocazione scandalosa e pericolosa. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Chi, o quale organizzazione, ha promosso tale azione?

2. Da chi è finanziata?

3. Paesi mediorientali in cui i cristiani sono notoriamente perseguitati contribuiscono al finanziamento di tale azione? In caso affermativo: il Consiglio federale ritiene che tale modo di procedere abbia ancora qualcosa a che fare con la libertà religiosa o con l'esercizio della fede?

4. Il corano funge da base per il diritto islamico (sharia), che si oppone diametralmente al nostro ordinamento sociale democratico liberale. Ciò è compatibile con la nostra Costituzione federale?

5. È noto se dietro a tale azione vi siano estremisti e predicatori d'odio?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Dall'ottobre 2011 determinati attivisti musulmani distribuiscono copie gratuite del corano in varie città della Germania. Il cosiddetto progetto Corano coinvolge anche l'Austria e la Svizzera tedesca. L'iniziativa è riconducibile al predicatore di Colonia Ibrahim Abu Nagie, gestore del sito Internet "La vera religione" ("Die wahre Religion") ed esponente della setta islamica minore dei salafisti radicali. I servizi segreti tedeschi lo tengono d'occhio da anni perché alcune delle sue esternazioni sono considerate estremismo di stampo religioso. Nel settembre 2011 la procura di Colonia lo ha messo sotto accusa per istigazione a delinquere e turbamento della pace religiosa. Nagie non intrattiene relazioni stabili verso la Svizzera.

Nel dicembre 2011 il progetto Corano è stato lanciato anche in Svizzera, e le varie iniziative nelle città di Basilea, Berna e San Gallo si sono svolte senza incidenti di sorta. Anche se i distributori si dichiaravano indipendenti rispetto agli organizzatori tedeschi, i corani distribuiti contenevano un volantino pubblicitario per il sito "La vera religione". È quindi probabile che i corani distribuiti in Svizzera provengano dalla stessa fonte di quelli tedeschi.

2. Stando agli addetti alla distribuzione, l'iniziativa era finanziata con donazioni di musulmani residenti in Svizzera. In Internet (www.hausdesqurans.ch) i musulmani sono incoraggiati a ordinare un corano al prezzo di quattro franchi per finanziare la distribuzione tra i non musulmani.

La distribuzione gratuita di scritture religiose su suolo pubblico è protetta dalla libertà di religione. Le autorità locali possono sottoporre ad autorizzazione l'allestimento di bancarelle propagandistiche. Del diritto di distribuire scritture religiose non si avvalgono soltanto i musulmani, ma anche cristiani, indù, buddisti e movimenti minori quali ad esempio i testimoni di Geova. Tali attività sono conformi alla legge purché non si molestino i passanti: nessuno è costretto ad accettare una scrittura religiosa.

Il Servizio delle attività informative della Confederazione tiene sotto costante osservazione le attività di gruppi jihadisti. Può trattare informazioni sull'esercizio dei diritti fondamentali soltanto se nutre il fondato sospetto che tali diritti servano da paravento per preparare o organizzare atti violenti di matrice terroristica o estremistica (art. 3 cpv. 1 della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna; RS 120). Non è il caso della distribuzione di scritture religiose, nemmeno se i distributori professano opinioni fondamentaliste, purché non incitino a commettere concreti atti di violenza (art. 259 del Codice penale svizzero; RS 311.0) o altri reati. In un tal caso si attiverebbero anche le autorità inquirenti. Finora non sono giunte segnalazioni del genere in merito alla distribuzione di corani in Svizzera, pertanto non si giustificano indagini sul finanziamento di un'iniziativa da considerarsi lecita.

3. Il Consiglio federale non sa se l'iniziativa sia sostenuta finanziariamente da Stati mediorientali. La violazione anche massiccia della libertà religiosa dei cristiani da parte di alcuni di tali Stati non può indurre il Consiglio federale a prevaricare nel proprio Paese i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione federale.

4. L'articolo 5 capoverso 1 della Costituzione federale sancisce il principio di legalità. In Svizzera vige la legge emanata dallo Stato. L'individuo può invocare precetti religiosi di qualsiasi tipo soltanto nella misura in cui non contrastino con il diritto della Confederazione, dei cantoni e dei comuni. Questo vale anche per la sharia.

5. Nell'ambito delle sue possibilità di verifica, il Consiglio federale non è a conoscenza di predicatori d'odio che organizzino la distribuzione del corano in Svizzera.

Risposta del Consiglio federale.