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Parere unilaterale del Consiglio federale nel Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite

12.3393 · Interpellanza · 2012-05-03

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il 22 marzo 2012, il Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione in cui chiede un'inchiesta sulla politica israeliana d'insediamento. Secondo quanto riferito dai media, la risoluzione è stata approvata anche dalla delegazione del Consiglio federale. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. A che livello è stato deciso che la delegazione del governo svizzero al Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite approvasse la risoluzione?

2. Il Consiglio federale ritiene che questa risoluzione unilaterale contribuirà ad avvicinare i fronti opposti, a favorire la riconciliazione e a promuovere la pace in Medio Oriente?

3. Nel conflitto in Medio Oriente, il Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite si comporta in modo così unilaterale che Israele è stato costretto a interrompere completamente la collaborazione con questo organismo. Cosa fa la Svizzera affinché il Consiglio dei diritti dell'uomo ritrovi una linea imparziale, conformemente alla sua missione, rinunciando ad accuse unilaterali?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Negli ultimi anni, la Svizzera ha ribadito a più riprese al governo israeliano che la politica israeliana d'insediamento viola il diritto internazionale. La Svizzera ha ripetutamente esortato Israele a interrompere la costruzione di insediamenti. L'approvazione della risoluzione HRC/RES/19/17 del Consiglio dei diritti dell'uomo da parte del Segretario di Stato è quindi una decisione coerente con l'impegno svizzero per il rispetto del diritto internazionale.

2. La risoluzione relativa alla costruzione di insediamenti israeliani, che chiede la creazione di una commissione d'inchiesta internazionale indipendente che dovrà valutare l'impatto degli insediamenti israeliani sui diritti civili, politici, economici, sociali e culturali del popolo palestinese nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, è stata approvata da 36 dei 47 membri del Consiglio dei diritti dell'uomo. Un unico Stato si è opposto (Stati Uniti). Di fronte a questo risultato chiaro, il Consiglio federale è convinto che la risoluzione non sia l'espressione di una campagna antisraeliana. Essa evidenzia piuttosto il profondo malcontento della comunità internazionale per la costruzione di insediamenti illegali con l'avallo della politica israeliana, che rappresenta uno dei principali ostacoli al processo di pace.

La Svizzera si sforza di instaurare relazioni equilibrate con Israele e i territori palestinesi occupati e si adopera tra l'altro per la promozione del diritto internazionale. Secondo la Svizzera, una soluzione globale e durevole dei problemi in Medio Oriente deve soddisfare i seguenti criteri:

  • istituzione di una pace durevole nell'intera regione in base alle risoluzioni 242, 338, 1397 e 1515 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il che presuppone in particolare il ritiro di Israele dai territori palestinesi occupati, comprese le alture del Golan;
  • riconoscimento del diritto d'Israele di esistere e in particolare del suo diritto alla sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti a livello internazionale;
  • riconoscimento del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e di conseguenza del suo diritto a creare uno Stato vivibile, conformemente alla risoluzione 1397 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
  • soluzione giusta, globale e negoziata della questione dei profughi palestinesi;
  • soluzione negoziata per lo statuto definitivo di Gerusalemme, che preveda che la parte occidentale della città diventi la capitale di Israele e la parte orientale la capitale del futuro Stato palestinese;
  • la Svizzera ritiene che le attività d'insediamento e la distruzione di beni civili nei territori palestinesi occupati violino il diritto internazionale umanitario (art. 49 e 53 della quarta Convenzione di Ginevra).

3. La situazione nei territori palestinesi occupati è un punto fisso dell'ordine del giorno di ogni sessione del Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite (punto 7). La Svizzera non ha mai sostenuto l'idea di istituzionalizzare il punto 7 quale punto permanente dell'ordine del giorno del Consiglio dei diritti dell'uomo. Fintanto che esso figurerà all'ordine del giorno, tuttavia, la Svizzera parteciperà ai negoziati ed esaminerà con attenzione le risoluzioni alla luce dei criteri del diritto internazionale. Per la Svizzera è importante che le richieste e gli obblighi giuridici siano equilibrati e indirizzati a tutte le parti in conflitto.

La Svizzera considera il Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite uno strumento importante della politica internazionale in materia di diritti dell'uomo e s'impegna affinché svolga un lavoro professionale e imparziale. La Svizzera deplora che Israele abbia interrotto la collaborazione con il Consiglio dei diritti dell'uomo. Israele è l'unico membro dell'ONU che ha preso una decisione così drastica. La comunità internazionale si aspetta che Israele collabori con i meccanismi e le procedure speciali del Consiglio dei diritti dell'uomo, cosa che la Svizzera ha già comunicato al ministero israeliano degli affari esteri.

Risposta del Consiglio federale.