12.3528 · Postulato · 2012-06-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di analizzare la ripartizione tra gli assicurati del capitale accumulato nell'ambito del secondo pilastro (LPP) e i suoi effetti.
Begründung
Attualmente sono in corso diverse attività di revisione della LPP. Non essendovi un quadro chiaro della ripartizione del patrimonio nella previdenza professionale, mancano tuttavia le basi oggettive per prendere determinate decisioni necessarie. La ripartizione del patrimonio si ripercuote, infatti, sulla ripartizione degli utili conseguiti (interessi, eccedenze) e di conseguenza sulla costituzione del capitale. Questo incide a sua volta sulla definizione dell'aliquota di conversione delle rendite.
Se possibile e ragionevole, la ripartizione dovrà essere rappresentata in decili secondo le fasce di età.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
L'avere di vecchiaia e il capitale di copertura delle rendite variano considerevolmente tra i singoli assicurati e beneficiari di rendita, anche nella medesima fascia d'età. Concretamente, l'avere di vecchiaia dell'assicurato dipende dai contributi versati e dai prelievi effettuati. Ovviamente, giocano un ruolo importante anche i redditi patrimoniali e la loro distribuzione agli assicurati. L'avere di vecchiaia dipende quindi dal reddito dell'assicurato, ma anche dall'impostazione del piano di prestazioni dell'istituto di previdenza, dai riscatti, dai prelievi anticipati per la promozione della proprietà di abitazioni, da eventuali lacune contributive o, in caso di divorzio, dalla suddivisione del patrimonio previdenziale. Sarebbe quindi molto oneroso rilevare per ogni assicurato la ripartizione del patrimonio previdenziale.
Tuttavia, questo non sarebbe ancora sufficiente per spiegare la ripartizione del patrimonio previdenziale a livello generale. Si dovrebbero infatti rilevare per ogni assicurato l'evoluzione dell'avere di vecchiaia e i motivi di quest'evoluzione (compresa la distribuzione agli assicurati dei redditi da capitale), presentandoli poi, ad esempio, secondo criteri socio-demografici. Ciononostante, l'interpretazione dei dati statistici così ottenuti sarebbe molto complessa, in quanto l'evoluzione dell'avere di vecchiaia è influenzata da moltissimi fattori.
Vista la loro entità, la realizzazione delle rilevazioni richiederebbe molto tempo e comporterebbe costi elevati, che andrebbero sostenuti in ampia misura dagli istituti di previdenza, e quindi dagli assicurati. Considerata la difficoltà nell'interpretare le statistiche, è poco probabile che queste ultime possano fornire nuove indicazioni. Inoltre, nel secondo pilastro ogni assicurato risparmia per se stesso, il che porta a una determinata ripartizione del patrimonio. E anche se dalle rilevazioni risultasse una ripartizione del patrimonio non equa, il secondo pilastro - contrariamente al primo - non prevede la ridistribuzione delle risorse, che è quindi un principio estraneo al sistema.
L'aliquota di conversione delle rendite, dal canto suo, risulta dalla speranza di vita e dall'interesse tecnico. Essa non ha niente a che vedere con la ripartizione del patrimonio e quindi, per principio, non dovrebbe basarsi su una ridistribuzione tra assicurati né esserne la causa. In questo contesto la ripartizione del patrimonio nella previdenza professionale ha un'importanza solo secondaria. Pertanto, una statistica in merito non contribuirebbe in alcun modo a risolvere il problema dell'aliquota di conversione.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.