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12.3546 · Mozione · 2012-06-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di non procedere a ulteriori chiusure di rappresentanze consolari entro la fine della legislatura in corso. Occorre riconsiderare la validità del riassetto e della "regionalizzazione" dei servizi consolari.

Begründung

La Confederazione sta procedendo a una riduzione graduale dei servizi resi ai suoi 700 000 cittadini residenti all'estero. Recentemente sono stati chiusi i consolati di Dublino, Kuala Lumpur e Lisbona. Entro fine 2012 la stessa sorte toccherà a Montevideo e Asunción ed entro il 2014 seguiranno altre chiusure (ora delle domande 12.5249, risposta del Consiglio federale dell'11 giugno 2012).

In seguito a tali misure la Svizzera sarà rappresentata unicamente da "ambasciatori volanti" con uno staff di collaboratori ridotto al minimo anche in Paesi partner di particolare importanza. In molti casi il responsabile è pure l'unico collaboratore distaccato. Appare evidente che tali capimissione non troveranno il tempo di ricoprire adeguatamente le loro funzioni.

Entro fine 2012 apriranno i battenti una dozzina di cosiddetti centri consolari, che nelle capitali maggiori forniranno servizi anche per i Paesi limitrofi.

Ad un effetto risparmio quanto mai esiguo si frappone ora un netto peggioramento dei servizi a favore degli Svizzeri all'estero. Non vanno inoltre sottovalutai i segnali alle autorità dei Paesi interessati, che potrebbero avere l'impressione di aver perso "importanza" per la Svizzera.

Lo stato attuale del riassetto consente di stilare un bilancio intermedio. Vale dunque la pena osservare e valutare le conseguenze per i consolati ormai già chiusi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il riorientamento della rete esterna svizzera, che si fonda soprattutto sul riesame dei compiti voluto dal Parlamento, mira ad aumentare sinergie ed efficienza, al fine di adattare la rete delle rappresentanze svizzere all'estero, in accordo con gli indirizzi strategici approvati dal Consiglio federale il 2 marzo 2012, a necessità nuove o aggiuntive e al fine di ottenere un risparmio. Tale riorientamento prevede che in alcuni Paesi i servizi consolari (tra cui rientra l'assistenza ai cittadini svizzeri) vengano forniti nei cosiddetti centri consolari regionali. La maggior parte di questi centri consolari si trova in Europa.

Tale decisione non determina un peggioramento dell'assistenza per gli Svizzeri all'estero. Le distanze in parte considerevoli vengono compensate da prestazioni più moderne e professionali: dall'inizio del 2011 è attiva una helpline della Direzione consolare raggiungibile dal 1° maggio 2012 365 giorni all'anno, 24 ore al giorno, alla quale anche gli Svizzeri all'estero possono rivolgersi per un'assistenza competente in caso di domande e richieste in merito ai servizi consolari. Vengono inoltre creati i presupposti affinché gli Svizzeri all'estero che necessitano di un passaporto non debbano per forza far registrare i propri dati biometrici presso la rappresentanza per loro competente. Dall'anno scorso hanno infatti la possibilità di far registrare tali dati, per esempio durante un periodo di vacanza, presso una qualsiasi rappresentanza all'estero e presso tutti gli uffici cantonali dei passaporti in Svizzera. Da un anno il DFAE è inoltre presente in alcune località selezionate con i cosiddetti consolati mobili. Tali strutture permettono, in Paesi che non dispongono di servizi consolari o di rappresentanze svizzere, di trattare le richieste di documenti d'identità sul posto e personalmente e al tempo stesso di procedere alla registrazione dei dati biometrici. Infine, al giorno d'oggi quasi tutti gli affari consolari possono essere sbrigati via e-mail, telefono o posta. Il colloquio personale in una rappresentanza estera è un'eccezione.

In quasi nessuna delle sedi, la regionalizzazione dei servizi consolari ha influito sulla tutela degli interessi. La quantità di risorse e personale impiegata in questo settore è rimasta invariata. In particolare, nessuna ambasciata è stata chiusa in questo contesto e la tutela degli interessi politici ed economici nei Paesi europei cruciali per la Svizzera è stata mantenuta. Complessivamente, la presenza della Svizzera ne risulta persino migliorata, perché i mezzi liberati con il riorientamento hanno permesso di potenziare le rappresentanze esistenti (Brasile, Cina, India, Sudafrica, Regione del Golfo) e di aprirne di nuove in località importanti per l'economia svizzera (Qatar, India, Myanmar).

La rete delle rappresentanze svizzere all'estero è oggetto di costante valutazione da parte del DFAE. Il profondo riorientamento della rete esterna si concluderà nel 2014. In funzione dell'evoluzione delle finanze federali, non è escluso che, nel corso del periodo di legislatura e in accordo con gli indirizzi della strategia di politica estera, nuovi bisogni rendano necessari ulteriori adattamenti della rete esterna, seppure di modesta entità.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.