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12.3551 · Mozione · 2012-06-14

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare una revisione della legge sulle finanze della Confederazione volta a eliminare le ripercussioni negative dei residui di credito sul raggiungimento degli obiettivi del freno all'indebitamento. Ciò si potrebbe conseguire ad esempio introducendo, nel calcolo del limite delle uscite, oltre al fattore congiunturale, un fattore di ponderazione flessibile che consideri l'entità media dei residui di credito.

Begründung

L'obiettivo del freno all'indebitamento è l'equilibrio budgetario sull'arco dell'intero ciclo congiunturale e quindi una stabilizzazione del debito lordo nominale. Per tener conto della compatibilità con la congiuntura delle entrate e delle uscite della Confederazione richiesta nell'articolo 100 della Costituzione federale, nel breve periodo occorre conseguire disavanzi o eccedenze a seconda della situazione congiunturale. Il meccanismo del freno all'indebitamento contribuisce così a una politica fiscale anticiclica e mira a un'evoluzione delle uscite dello Stato il più possibile continua e indipendente dai cicli congiunturali.

Dall'esercizio 2007 le finanze federali hanno sempre generato eccedenze strutturali. Ciò significa che i risultati sono sempre stati superiori ai saldi stabiliti in conformità con il freno all'indebitamento. Le eccedenze strutturali appaiono nel saldo del conto di compensazione di 17,8 miliardi di franchi per fine 2011. Questo vuol dire che negli ultimi anni, paragonate all'andamento congiunturale, le finanze federali sono state troppo restrittive e che gli obiettivi del freno all'indebitamento non sono stati raggiunti. La grande maggioranza delle eccedenze strutturali non era prevista, bensì è il risultato di entrate sottovalutate e uscite sopravvalutate.

La sopravvalutazione delle uscite era dovuta in gran parte a crediti di preventivo non esauriti. Tali residui di credito sono causati da ritardi nella realizzazione di progetti, ma in parte anche da un preventivo troppo prudente. Per loro natura, i residui di credito provocano eccedenze strutturali e possono perciò pregiudicare in maniera duratura l'efficacia del freno all'indebitamento.

Mediante un fattore di ponderazione per il limite delle uscite, calcolato ad esempio sulla base di una media flessibile dei residui di credito degli ultimi tre anni, si potrebbe fare in modo che il limite delle uscite venga rettificato in modo continuo e automatico in funzione della presumibile entità dei residui di credito.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il saldo del conto di compensazione a fine 2011, pari a 17,8 miliardi di franchi, indica in quale misura le direttive del freno all'indebitamento per il quinquennio 2007-2011 siano state superate. In piccola parte, queste eccedenze strutturali erano già contemplate nei preventivi (0,4 millardi di franchi). Per il resto, le eccedenze strutturali accumulate non erano previste. Esse risultano per la maggior parte da errori di stima sul fronte delle entrate (13,5 miliardi di franchi), in particolare in ambito di imposta preventiva. Il metodo di calcolo applicato a partire dal preventivo 2012, fondato su un forte livellamento, garantisce a lungo termine una compensazione di questi errori di stima relativi all'imposta preventiva.

Le minori uscite iscritte nel conto di compensazione per gli anni 2007-2011 raggiungono un totale di 3,9 miliardi di franchi. Ad eccezione del 2001, dal 2000 in poi le uscite effettive sono rimaste costantemente al di sotto delle uscite preventivate, ossia i residui di credito (crediti a preventivo non esauriti) hanno più che compensato le maggiori uscite risultanti dai crediti aggiuntivi. Questa tendenza dovrebbe continuare anche in futuro. Con il programmo di sgravio 2003, il Parlamento ha voluto introdurre nelle direttive del freno all'indebitamento la disposizione secondo cui i residui di credito sono accreditati al conto di compensazione. Per questo motivo bisogna attendersi un ulteriore incremento del saldo del conto di compensazione in relazione ai residui di credito. L'efficacia del freno all'indebitamento, invece, non ne risulta compromessa.

Alle eccedenze strutturali che compaiono nel conto di compensazione corrisponde un'equivalente riduzione del debito. Complessivamente, la riduzione del debito nelle finanze della Confederazione ha originato un ulteriore margine di manovra dell'ordine di un miliardo di franchi, che ha potuto essere destinato a settori di compiti prioritari. Considerato il forte aumento del debito negli anni Novanta, il fatto che i sistematici residui di credito comportino anche in futuro una riduzione del debito non è in contraddizione con l'indirizzo del freno all'indebitamento. Alla luce degli interessi passivi nuovamente in rialzo, del debito tuttora elevato e degli attesi oneri dovuti all'invecchiamento della società, il Consiglio federale ritiene sempre sensata un'ulteriore riduzione moderata del debito (cfr. parere alla mozione 11.3486).

In adempimento del postulato Graber Jean-Pierre 10.4022, il Dipartimento federale delle finanze esaminerà approfonditamente anche la questione dei residui di credito ed elaborerà un pertinente rapporto. Questa analisi dovrebbe permettere di stabilire la necessità di eventuali interventi. In particolare, la discussione in merito alle misure opportune dovrà fondarsi su questo rapporto. Al momento è però prematuro anticipare qualsiasi decisione, come richiesto dalla mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.