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12.3630 · Mozione · 2012-06-15

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Attualmente, la Confederazione possiede 29 494 000 azioni di Swisscom, pari a un valore, secondo l'attuale corso del mercato, di circa 345 franchi l'una, ovvero 10 175 miliardi di franchi in totale.

Per finanziare l'insieme degli investimenti previsti dalla variante più impegnativa del progetto FAIF, la Confederazione dovrebbe sbloccare 6 miliardi di franchi, ma la capacità attuale è pari a 3,5 miliardi di franchi. Per coprire i 6 miliardi di franchi senza gravare sui budget ordinari, il Consiglio federale è incaricato di adottare le disposizioni necessarie che consentono di vendere una parte delle azioni Swisscom di sua proprietà, per un ammontare complessivo di 2,5 miliardi di franchi.

Per procedere a tale operazione è necessario modificare la legislazione attuale che vieta la vendita di una quota inferiore al 50 per cento dei titoli in questione e adottare le misure che consentono di destinare gli introiti della vendita al fondo FAIF, permettendo così di raggiungere l'obiettivo dei 6 miliardi di franchi.

Begründung

Il trasferimento in questione potrebbe essere denominato "trasferimento da un'ex regia della Confederazione all'altra". Qui di seguito i vantaggi di una tale operazione:

1. La Confederazione non risulterebbe più azionista di maggioranza di Swisscom e quest'ultima potrebbe gestire liberamente l'impresa, secondo i principi della libertà economica e commerciale.

2. La Confederazione diminuirebbe il proprio rischio in caso di crollo delle azioni Swisscom sul mercato.

3. L'ammontare supplementare messo a disposizione del progetto FAIF consentirebbe di completare le infrastrutture di trasporto pubbliche entro tempi ragionevoli, rispondendo così alla crescente domanda da parte degli utenti.

4. Aumentando gli investimenti a 6 miliardi di franchi la Confederazione potrebbe attuare una strategia volta a incrementare la crescita economica.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'idea di finanziare compiti specifici grazie agli introiti della vendita di azioni Swisscom non è nuova. Già nel 2006 il postulato inoltrato dal gruppo liberale-radicale 06.3396 proponeva di aumentare con questo metodo i mezzi finanziari a disposizione del settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione.

Il Consiglio federale, riconoscendo in parte i motivi addotti dall'autore della mozione a favore di una riduzione della partecipazione federale a Swisscom, ricorda che nella primavera 2006 le Camere federali avevano proposto la vendita graduale delle azioni Swisscom della Confederazione, ma che sia il Consiglio nazionale sia il Consiglio degli Stati avevano deciso di non entrare in materia. Nel corso della relativa discussione politica, ha prevalso l'argomento che, detenendo la maggioranza, la Confederazione poteva esercitare un controllo diretto su Swisscom, un'infrastruttura chiave sempre più importante, viste le evoluzioni della società dell'informazione. Le reti di Swisscom da sole sono infatti in grado di garantire l'accesso al mondo digitale a tutte le fasce demografiche e a tutte le regioni svizzere e consentono di lanciare allarmi e di informare in modo capillare in caso di crisi. Il Consiglio federale ammette che la decisione di allora in merito alla partecipazione maggioritaria della Confederazione a Swisscom era dettata da una preferenza politica e che, nel frattempo, la situazione è mutata sostanzialmente.

Tuttavia, anche partendo dal presupposto che la proposta di un'ulteriore privatizzazione di Swisscom raccogliesse il necessario consenso, il Consiglio federale, per principio, sulla base di un ragionamento politico-finanziario, è contrario a vincolare la destinazione degli introiti di un'eventuale vendita. Sia nel messaggio sul freno all'indebitamento che, in un secondo momento, nel messaggio concernente la norma complementare al freno all'indebitamento, il Consiglio federale ha sottolineato che ingenti introiti eccezionali, derivanti ad esempio da privatizzazioni, non devono essere utilizzati per coprire spese straordinarie, bensì per estinguere il debito.

Inoltre, il Consiglio federale attira l'attenzione sul fatto che fino al 2025 sono già previsti investimenti nella rete ferroviaria svizzera pari a circa 19 miliardi di franchi per attuare contemporaneamente diversi programmi di potenziamento (NFTA, SPF, raccordo alla rete ferroviaria ad alta velocità e convenzioni sulle prestazioni). Per questo motivo la prima tappa di potenziamento del programma STEP, finanziata con 3,5 miliardi di franchi e descritta nel messaggio FAIF, è incentrata su progetti che il Consiglio federale reputa necessari, fattibili e finanziabili. Secondo le esperienze maturate, un'ulteriore estensione del potenziamento della rete nel medesimo lasso di tempo, in condizioni di piena operatività, limiterebbe in modo inaccettabile la disponibilità della rete ferroviaria.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.