12.3707 · Interpellanza · 2012-09-13
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il 6 settembre 2012, la Banca centrale europea (BCE) ha comunicato che acquisterà illimitatamente titoli di Stato a breve termine di determinati Paesi europei in crisi. Ora la Banca nazionale svizzera (BNS) difende un limite minimo del franco rispetto all'euro pari a fr. 1.20, vincolando così di fatto il franco svizzero alla moneta europea. La Svizzera incorre in questo modo in un rapporto di dipendenza dalla politica monetaria della BCE. Al riguardo, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale conosce le ripercussioni concrete delle misure adottate dalla BCE e le condizioni alle quali la BCE acquista in forma illimitata titoli di Stato?
2. Quali ripercussioni hanno le decisioni della BCE sulla Svizzera e sulla nostra economia nazionale?
3. Quali conseguenze hanno le decisioni della BCE sull'operato della BNS? Hanno conseguenze per la difesa del limite minimo per il cambio dell'euro?
4. Il Consiglio federale condivide l'avviso secondo cui a seguito dell'acquisto di titoli di Stato da parte della BCE sussiste il rischio di un'ulteriore espansione della massa monetaria nell'eurozona (a meno che non si riesca ad assorbire la massa monetaria in altro modo, ma al riguardo non esistono valori empirici paragonabili) e che di conseguenza il franco svizzero è sottoposto a una pressione supplementare al rialzo che potrebbe costringere la BNS ad acquistare nuovamente una grossa quantità di euro?
5. Le decisioni della BCE comportano il rischio d'inflazione anche per la Svizzera?
6. Un eventuale cambiamento della politica della BNS a seguito delle decisioni della BCE si fonda su basi giuridiche esistenti?
Stellungnahme des Bundesrates
La promessa della Banca centrale europea (BCE) di acquistare illimitatamente titoli di Stato europei ha determinato, almeno per il momento, un notevole calo della tensione sui mercati finanziari. Infatti, l'annuncio di tali misure ha provocato ad esempio un immediato calo delle rendite dei titoli di Stato italiani e spagnoli. Anche la pressione al rialzo del franco svizzero è stata attenuata. Per la prima volta dopo mesi, il franco svizzero ha raggiunto un valore superiore a fr. 1.21 per un euro.
1. Il 6 settembre 2012 la BCE ha comunicato che acquisterà in misura potenzialmente illimitata titoli di Stato di Paesi europei sul mercato secondario. L'obiettivo della BCE è rafforzare la fiducia nella prosecuzione dell'unione monetaria ed evitare eccessivi costi di finanziamento soprattutto per gli Stati dell'Europa meridionale. In questo modo la BCE intende impedire che la situazione finanziaria di questi Paesi si destabilizzi ulteriormente a causa di eccessivi costi di finanziamento. Gli acquisti saranno eseguiti solo a condizione che i Paesi in questione si sottopongano a un programma di risanamento nel quadro del pacchetto di salvataggio dell'euro. Per superare la crisi è importante che questi programmi di risanamento siano realistici e che vengano attuati dai Paesi interessati.
2. Ogni misura che contribuisce a risolvere la crisi del debito in Europa riduce anche in Svizzera i rischi per la congiuntura, le imprese e per il mercato del lavoro. Inoltre, una maggiore fiducia nella prosecuzione dell'unione monetaria attenua la pressione sul franco svizzero.
3. Le misure della BCE hanno permesso alla Banca nazionale svizzera (BNS) di effettuare minori acquisti di valute per imporre il limite minimo del corso di fr. 1.20 per un euro. Una riduzione degli interventi sui mercati valutari si era presentata già prima della comunicazione di queste misure. La BNS dispone dei mezzi per imporre con fermezza il limite minimo del corso finché ciò sarà necessario per raggiungere gli obiettivi di politica monetaria.
4. La BCE ha annunciato che il denaro emesso tramite l'acquisto di titoli di Stato sarà assorbito altrove (tramite una cosiddetta operazione di sterilizzazione), cosicché non si verificherà alcuna espansione della massa monetaria. Inoltre, le previsioni congiunturali dell'eurozona sono contenute, di conseguenza il rischio di inflazione è minimo. Se ciononostante si dovesse verificare un aumento dell'inflazione, questa colpirebbe solo lievemente la Svizzera, fintantoché il franco è sopravvalutato.
5. Al momento non vi sono segnali che indicherebbero un aumento dell'inflazione in Svizzera. Il gruppo di esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali prevede per l'anno corrente una diminuzione del rincaro dello 0,5 per cento, mentre per il 2013 attende un aumento moderato dello 0,5 per cento. Ancora più blandi sono i prognostici della Banca nazionale che nella sua valutazione di settembre prevede un rincaro dello 0,6 per cento per il 2012 e un aumento dello 0,2 per cento per il 2013.
6. La BNS dispone delle basi e degli strumenti legali per garantire la stabilità dei prezzi anche in situazioni straordinarie.
Risposta del Consiglio federale.