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12.3856 · Mozione · 2012-09-27

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di intavolare nuovi negoziati con i Paesi limitrofi alla Svizzera al fine di intensificare la cooperazione transfrontaliera in materia di lotta contro la criminalità, per esempio permettendo un maggiore uso dello spazio aereo mediante l'utilizzo di droni e di elicotteri. I fondi che la Confederazione destina, in sede di preventivo, alla cooperazione transfrontaliera in materia di lotta contro la criminalità dovranno inoltre essere aumentati per sostenere maggiormente i cantoni di frontiera.

Begründung

Da qualche anno nel Cantone di Ginevra la criminalità ha raggiunto livelli inquietanti. Una parte importante dei crimini e dei delitti è commessa da persone provenienti dalla vicina Francia. È il caso, ad esempio, degli atti di brigantaggio commessi nei confronti dei commercianti in prossimità della frontiera. Un fenomeno nuovo, quello dei furti sistematici nelle abitazioni e nelle fattorie isolate che non possono beneficiare della protezione immediata della polizia, rafforza il sentimento di impunità regnante tra la popolazione.

L'Accordo di Schengen ha permesso di compiere primi progressi decisivi nella lotta transfrontaliera contro la criminalità. L'Accordo del 9 ottobre 2007 tra la Svizzera e la Francia (RS 0.360.349.1) ne è una concretizzazione e prevede alcune forme di collaborazione già utilizzate, ovvero l'assistenza (art. 8) e l'inseguimento transfrontaliero (art. 13).

L'attuale recrudescenza dei reati richiede tuttavia nuovi mezzi incisivi. L'utilizzo comune dello spazio aereo tra le polizie (teoricamente già previsto nell'art. 17 dell'Accordo franco-svizzero) sembra essere una strada interessante per il futuro, che va approfondita e agevolata. Come mostrano le esperienze maturate negli Stati Uniti, gli elicotteri permettono un controllo delle strade e inseguimenti più efficaci rispetto a quanto possibile a terra. La Confederazione potrebbe peraltro aiutare finanziariamente in particolare le polizie cantonali a equipaggiarsi di tali mezzi, per esempio coordinando azioni congiunte o mettendo a disposizione mezzi militari.

Una politica ambiziosa di lotta contro la criminalità transfrontaliera è necessaria per la Svizzera. Ginevra e gli altri Cantoni di frontiera sono infatti punti di passaggio per organizzazioni criminali che commettono i loro crimini sempre più all'interno del territorio nazionale. Arrestare un delinquente a Ginevra significa spesso evitare un furto a Berna.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole della necessità di una stretta cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità. Lo conferma anche la strategia "Gestione integrata dei confini", elaborata di comune intesa dalla Confederazione e dai cantoni e adottata dal Consiglio federale il 1° giugno 2012. La strategia mira a migliorare la cooperazione con le omologhe autorità straniere dello spazio Schengen, al fine di prevenire la criminalità transfrontaliera.

Negli ultimi anni la Svizzera ha progressivamente esteso la sua cooperazione transfrontaliera in materia di polizia. L'adesione a Schengen costituisce un'importante pietra miliare: l'utilizzazione del sistema d'informazione Schengen (SIS) contribuisce in modo determinante alla lotta contro la criminalità. Vengono inoltre spesso sfruttate le ulteriori misure di polizia previste nell'ambito di Schengen. Gli accordi di polizia con gli Stati limitrofi completano e approfondiscono tale cooperazione. I pertinenti accordi hanno dato buoni risultati e sono regolarmente sottoposti a verifica in vista di un loro sviluppo. L'accordo di polizia recentemente firmato con l'Austria e il Liechtenstein, ad esempio, tiene conto delle nuove sfide della lotta alla criminalità e delle esigenze delle autorità di polizia. Sono inoltre imminenti i negoziati con l'Italia per l'ulteriore sviluppo della cooperazione di polizia. Gli accordi di polizia con la Francia (RS 0.360.349.1; art. 17), la Germania (RS 0.360.136.1; art. 25), l'Austria e il Liechtenstein (RS 0.360.163.1, art. 18) prevedono esplicitamente la possibilità dell'impiego di mezzi aerei. Esistono già norme esecutive per l'impiego di elicotteri di polizia tedeschi in Svizzera e una pertinente normativa con la Francia è in elaborazione. Anche negli imminenti negoziati con l'Italia si terrà conto di questo settore di cooperazione. Infine, i centri di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso e Ginevra forniscono, in collaborazione con l'Italia e la Francia, un prezioso sostegno alle autorità svizzere di polizia. Il Consiglio federale ritiene pertanto che le basi di diritto internazionale per l'intensificazione della cooperazione di polizia auspicata dall'autore della mozione siano sufficienti.

Sarebbe poco economico se il corpo delle guardie di confine o i corpi di polizia acquisissero e utilizzassero mezzi aerei propri. Nell'ambito del suo mandato di base l'esercito svizzero mette pertanto a disposizione del corpo delle guardie di confine e in modo sussidiario alle polizie cantonali contingenti per ore di volo. Le modalità sono disciplinate in accordi amministrativi e sulle prestazioni. Il Consiglio federale ritiene che non sia necessario aumentare tali contingenti. Diverse polizie cantonali e il corpo delle guardie di confine ricorrono inoltre a prestazioni di fornitori privati di servizi di elicottero per voli di trasporto e sorveglianza nonché per vari mandati di polizia (manifestazioni importanti, controllo del traffico, ricerca di persone disperse) e pertanto le esigenze delle autorità cantonali e federali in tale ambito sono soddisfatte. Secondo il Consiglio federale non è quindi necessario fornire un sostegno finanziario alle autorità cantonali e, in virtù della ripartizione delle competenze tra Confederazione e cantoni sancita dalla Costituzione, non è neppure auspicabile. Manca inoltre una pertinente base legale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.