12.3933 · Interpellanza · 2012-09-28
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera del 23 giugno 2010 stabilisce che lo status del civilista è equiparato a quello dei membri dell'esercito, ragione per cui i civilisti possono essere tenuti a svolgere impieghi di servizio civile straordinario. Secondo la legge il servizio civile fornisce aiuto in caso di catastrofe e di situazioni d'emergenza (art. 4 cpv. 1 lett. h). La convocazione e la gestione sono effettuate, se necessario, direttamente dall'organo d'esecuzione (art. 7a cpv. 1). La legge quindi prevede che il servizio civile fornisca un contributo alla cooperazione per la sicurezza nazionale. Il rapporto SIPOL B 2010 dichiara che il servizio civile è uno strumento della politica di sicurezza. Nel 2005 e nel 2006 il servizio civile ha contribuito alla gestione delle conseguenze delle catastrofi naturali dimostrando, sempre secondo il rapporto SIPOL B 2010, di essere in grado di fornire aiuto nell'affrontare le conseguenze delle catastrofi naturali e di quelle provocate dall'uomo e delle situazioni d'emergenza. Si propone ora di verificare, nello specifico, in che modo il servizio civile può essere impiegato per sgravare altri operatori della rete integrata Svizzera per la sicurezza e se e a favore di chi è possibile potenziare le sue funzioni. Chiedo pertanto al Consiglio federale:
1. In quale fase si trova attualmente questa verifica? Quando, tramite chi e in che modo il Consiglio federale accerterà il bisogno di ricorrere a impieghi di servizio civile straordinario e di potenziarne le funzioni?
2. Il Consiglio federale può effettivamente garantire che i risultati di questo accertamento saranno disponibili nel caso in cui il gruppo di studio che si occupa del modello dell'obbligo di prestare servizio avrà iniziato a lavorare (dopo la votazione popolare sulla proposta di obbligo del servizio militare)?
3. Nel messaggio concernente la modifica della legge sul servizio civile (FF 2001 5451), il Consiglio federale ha chiarito che il servizio civile è "uno strumento civile nelle mani della Confederazione, che ... in situazioni straordinarie deve venir impiegato in base alle necessità e in modo integrativo". Quali sono i compiti che il Consiglio federale attribuisce al servizio civile "in base alle necessità e in modo integrativo" quando si verificano situazioni particolari e straordinarie?
4. In che modo il Consiglio federale garantisce il coordinamento fra il servizio civile e gli altri strumenti della politica di sicurezza?
5. Il Consiglio federale intende riconoscere l'organo d'esecuzione del servizio civile in quanto ufficio federale, affinché il servizio civile possa svolgere i propri compiti di politica di sicurezza in qualità di partner con pari diritti?
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo la Costituzione federale il servizio civile è un servizio sostitutivo. Per questo gli oneri complessivi del civilista devono corrispondere il più possibile a quelli di un membro dell'esercito, così come diritti e doveri di civilisti e soldati devono convergere nei limiti della fattibilità e della coerenza. Qualora l'esercito venga convocato in situazioni particolari e straordinarie per fornire servizi attivi o d'appoggio, anche il servizio civile deve essere in grado di svolgere gli stessi compiti. Escludere questa opzione significherebbe favorire nettamente i civilisti rispetto ai membri dell'esercito, violando così il principio della parità di trattamento.
La protezione civile rappresenta il migliore strumento a garanzia della sostenibilità nella gestione di catastrofi e di situazioni di emergenza. Il servizio civile non deve né fare concorrenza alla protezione civile e ai suoi partner né sostituirla, ma piuttosto integrarla in caso di necessità. Il servizio civile non è ancora in grado di fornire questo aiuto data la mancanza di sistemi d'allarme, formazioni adeguate, equipaggiamenti, organizzazione direttiva e infrastrutture. In caso di necessità il Consiglio federale è disposto a verificare, per la prima volta, se e in che modo è possibile migliorare l'operatività del servizio civile. Già oggi il servizio civile è abilitato a impiegare singoli civilisti o piccoli gruppi in caso di catastrofi e di situazioni d'emergenza. Tuttavia, anche da questo punto di vista occorre verificare l'effettiva necessità ed eventualmente migliorare il coordinamento con i servizi interessati.
Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste dall'autrice dell'interpellanza:
1. La verifica prevista nel SIPOL B 2010 non ha ancora avuto luogo. Le priorità dei dipartimenti interessati riguardano altre tematiche. Il gruppo di studio "obbligo di prestare servizio" si occuperà di questa verifica.
2. Il Consiglio federale è disposto a far redigere al DFE, d'intesa con gli organi competenti del DDPS, un rapporto peritale sfruttando il tempo rimanente prima che il gruppo di studio "obbligo di prestare servizio" inizi la propria attività. Il rapporto dovrebbe essere pronto entro la fine del 2013.
3. I compiti concreti che verranno assegnati al servizio civile dipenderanno dai risultati della verifica del rapporto peritale e dall'analisi della questione da parte del gruppo di studio "obbligo di prestare servizio".
4. Se la verifica lo richiederà, in futuro il servizio civile sarà rappresentato all'interno della rete integrata svizzera per la sicurezza. Tipologia ed entità della collaborazione con queste istituzioni verranno precisate dal gruppo di studio "obbligo di prestare servizio".
5. Negli ultimi anni il servizio civile ha visto crescere le sue competenze e la sua importanza. Alla luce di questo fatto, il DFE ha studiato approfonditamente la futura forma giuridica e l'eventuale assoggettamento dell'organo d'esecuzione del servizio civile, come richiesto nel 2008 dalla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale e nel 2009 dal Consiglio federale nel quadro della corporate governance. A tempo debito il DFE presenterà al Consiglio federale le sue conclusioni a riguardo.
Risposta del Consiglio federale.