12.3967 · Interpellanza · 2012-09-28
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Può confermare che il campo d'applicazione ratione personae della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) include il genitore e i congiunti di un minore rapito?
2. In caso affermativo, non occorrerebbe precisare in tal senso l'articolo 1 LAV?
3. In tale occasione non sarebbe opportuno definire chiaramente nella legge le persone che rientrano nella nozione di congiunti, in particolare, nel caso di famiglie ricomposte, il nuovo coniuge o il concubino di uno dei genitori (o di entrambi)?
Begründung
Il problema del rapimento di minori, in particolare i mezzi esistenti per migliorare l'allarme come pure la conoscenza degli strumenti a disposizione, sono già stati trattati da Parlamento e governo. Anche se la situazione resta difficile, è stato profuso uno sforzo reale, che si è tradotto nella creazione del sistema "Allarme rapimento" (http://www.alerteenlevement.ch/Pages/Kidnapping.aspx?LANGUAGEID=IT). Nella fattispecie si tratta di un compito in parte cantonale. Peraltro, sul piano federale un aiuto prezioso potrebbe provenire dai consigli prodigati dai servizi incaricati dell'applicazione della LAV. Il campo d'applicazione di questa legge non indica tuttavia abbastanza chiaramente che il genitore di un minore rapito costituisce una vittima ai sensi della legge. Tale circostanza è senza dubbio realizzata quando l'atto provoca una lesione psichica notevole al minore o al genitore, ma occorre troppo tempo per dimostrarlo formalmente. Bisogna pertanto adoperarsi affinché un genitore che si ritrova in una situazione simile possa fare capo senza indugio al consultorio LAV più vicino e riceva un parere e un sostegno appropriati e immediati, il che è particolarmente utile in un ambito in cui il fattore tempo è cruciale. È pertanto lecito chiedersi se la necessaria chiarezza giuridica non imponga di precisare l'articolo 1 LAV nel senso sopracitato. Ci si può inoltre domandare, più in generale, se non occorra disciplinare in tale legge lo statuto della persona interessata da un atto di violenza di cui è stato vittima un suo congiunto. L'esperienza ha infatti dimostrato che il genitore è disorientato di fronte al rapimento del figlio e che l'incertezza in merito alle persone e alle istituzioni in grado di aiutarlo è assai pregiudizievole.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo l'articolo 1 capoverso 1 della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV), per vittima s'intende ogni persona la cui integrità fisica, psichica o sessuale è stata direttamente lesa a causa di un reato. Sono congiunti ai sensi della LAV (art. 1 cpv. 2 LAV) il coniuge, i figli e i genitori della vittima, nonché le altre persone unite alla vittima da legami analoghi, vale a dire legami vissuti concretamente dalla vittima. La vittima e i suoi congiunti hanno diritto a prestazioni fondate sulla LAV.
Il legislatore ha rinunciato a stilare una lista dei reati che danno diritto all'aiuto alle vittime, lasciando alla prassi il compito di decidere se, in un caso concreto, un fatto rientri o meno nel campo d'applicazione della legge. Tuttavia, il rapimento sottostà indubbiamente alla LAV; tale reato è peraltro esplicitamente menzionato nella lista stilata dalle raccomandazioni della Conferenza svizzera degli uffici di collegamento della LAV, che perseguono un'applicazione uniforme della LAV. Il legislatore ha parimenti rinunciato a menzionare tutte le persone che potrebbero essere considerate congiunti della vittima; la qualità di congiunto è riconosciuta in funzione dei legami vissuti concretamente dalla vittima.
Le esigenze legate alla prova della qualità di vittima (o di congiunto) variano a seconda del genere e della portata dell'aiuto richiesto e del momento della domanda. Per ottenere il diritto a una consulenza e all'aiuto immediato presso un consultorio LAV basta che la qualità di vittima, e quindi l'esistenza di un reato, entri in linea di conto. Un'interpretazione in seno lato va operata anche per determinare la cerchia dei congiunti aventi diritto alle prestazioni. All'atto pratico non sussiste alcuna difficoltà per il nuovo coniuge o concubino del genitore del bambino, che beneficia infatti della maggior parte delle prestazioni contemporaneamente al genitore (consulenza, assistenza giuridica, ecc.), senza nemmeno aver bisogno di far valere il proprio diritto. Pertanto, le esigenze poste alla concessione di prestazioni LAV non sono molto elevate durante la fase del rapimento, in cui il fattore tempo è cruciale.
Secondo il Consiglio federale, la problematica dei rapimenti non impone una modifica della LAV. Tale legge sarà peraltro valutata nel 2016. A seconda dei risultati, il Consiglio federale prevedrà gli adeguamenti del caso.
Risposta del Consiglio federale.