12.4044 · Interpellanza · 2012-12-04
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Le incertezze sul proseguimento a sud di Alptransit, così come pure quelle relative all'ubicazione dei terminal di trasbordo merci - che devono essere esterni alla Svizzera pena il fallimento dell'obiettivo dei "rimorchi sul treno da confine a confine" - non si dissipano col tempo. Nel frattempo si diffondono informazioni sul mancato interesse, da parte dell'Italia, per la linea ferroviaria di Luino, andando quindi a caricare ulteriormente quella di Chiasso.
Chiedo pertanto al lodevole Consiglio federale:
1. È vero che funzionari federali stanno valutando la fattibilità tecnica di terminali di trasbordo in Ticino? Esistono dei progetti concreti? Il cantone è stato informato?
2. È vero che esiste una richiesta di BLS (100 per cento parte delle ferrovie tedesche DB) di realizzare un terminal Cargo Beamer nella stazione di Chiasso (parte Pian Faloppia)? Servirà per il transito internazionale di merci? Come si intende regolare il flusso di traffico pesante a livello stradale? Cosa pensa il Consiglio federale, ed in particolare il DATEC, della realizzazione di terminali stranieri in Ticino?
3. Il terminale nuovo di Cadenazzo e quelli esistenti di Manno e Stabio, su quali ipotesi di traffico sono stati e rispettivamente saranno pianificati? Esiste un business plan con indicazioni precise della loro funzione nel contesto dei flussi merci internazionali?
4. I nuovi terminali e quelli valutati serviranno per il traffico internazionale nord-sud qualora l'Italia non potesse garantire la funzionalità del corridoio ferroviario sulla propria parte di territorio?
5. Qualora l'Italia non ritenesse utile ai propri fini la linea ferroviaria di Luino, chiedendo unicamente di attrezzare a 4 metri il corridoio di Chiasso, cosa intende fare il Consiglio federale? Come si intende garantire gli interessi degli investimenti svizzeri nella terminalizzazione italiana a Busto e Gallarate?
6. È cosciente il Consiglio federale che la città di Lugano non tollererà di venire attraversata quotidianamente da 200 treni merci, oltretutto lunghi 750 metri l'uno?
7. Come quale principio e logica sono stati ridotti i numeri di carico del traffico merci sulla linea del San Gottardo? Unicamente per rendere meno conflittuale l'ipotesi di non realizzare a breve il completamento di Alptransit a sud?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nell'ambito della pianificazione dei raccordi meridionali al corridoio merci da 4 metri l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha incaricato le FFS di esaminare la possibilità di aumentare le capacità dei terminali di trasbordo in Ticino. In una riunione ha informato il canton Ticino sui progetti correlati alla realizzazione del corridoio.
Nel progetto di realizzazione e finanziamento di un corridoio da 4 metri per il traffico merci su rotaia lungo l'asse del San Gottardo, messo in consultazione il 21 settembre 2012, il Consiglio federale afferma che l'aumento delle capacità dei terminali in Ticino entra in linea di conto unicamente come soluzione di ripiego nel caso in cui il potenziamento delle tratte d'accesso in territorio italiano non possa venir realizzato a lungo termine. Il 17 dicembre 2012 il ministro italiano per lo sviluppo economico, l'infrastruttura e i trasporti e la consigliera federale Doris Leuthard, capa del DATEC, hanno firmato una dichiarazione d'intenti che prevede la possibilità di finanziamento degli interventi di ampliamento sulle tratte Ranzo-Gallarate e Chiasso-Milano allo scopo di garantire il proseguimento del corridoio da 4 metri oltre i confini svizzeri. Pertanto, la soluzione di ripiego, che prevede il potenziamento dei terminali esistenti o la costruzione di nuovi terminali in Ticino, non è prioritaria.
2. La società tedesca Cargo Beamer AG e BLS Cargo AG (che appartiene per il 52 per cento a BLS AG e per il 45 per cento a DB Schweiz Holding AG) hanno informato l'UFT in merito a un progetto che prevede la costruzione di un terminale per il trasbordo orizzontale di semirimorchi a Chiasso, attraverso il quale CargoBeamer intende gestire i trasporti ferroviari da e per la Germania. Finora non è stata presentata una domanda concreta di contributi per la realizzazione del terminale. Inoltre, l'UFT non dispone di informazioni sulla sua ubicazione e le relative vie d'accesso. La questione dei collegamenti stradali dovrà essere tuttavia esaminata nell'ambito della procedura di approvazione dei piani necessaria per un progetto di questo tipo. In linea di massima, per la costruzione di terminali in Svizzera è irrilevante sapere se l'azienda che li gestisce appartiene a una società svizzera o estera.
3. L'elaborazione di un business plan e di previsioni dei volumi di trasbordo per i terminali di Cadenazzo, Stabio e Vedeggio sono di competenza dei rispettivi gestori e non della Confederazione.
4./5. La dichiarazione di intenti menzionata al punto 1 mira in particolare a garantire il proseguimento del corridoio da 4 metri oltre i confini svizzeri fino ai principiali terminali che si trovano nell'area di Milano e a Busto-Arsizio/Gallarate. In questa dichiarazione il ministro italiano per lo sviluppo economico, l'infrastruttura e i trasporti ha sottolineato anche la volontà di potenziare la linea di Luino.
6. Il progetto NFTA del 1998 prevedeva la realizzazione di infrastrutture con una capacità di 170 treni merci al giorno lunghi fino a 1500 metri. Nel quadro del progetto sullo sviluppo futuro dell'infrastruttura ferroviaria (SIF) gli ampliamenti sono stati previsti per convogli lunghi solo fino a 750 metri. Il progetto di corridoio da 4 metri si basa sulle stesse dimensioni.
7. Le previsioni per la pianificazione delle necessarie capacità infrastrutturali poggiano sulle prospettive del traffico merci pubblicate nel 2005 dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale. Le previsioni sono state aggiornate contestualmente al progetto FAIF nel programma di sviluppo strategico dell'infrastruttura ferroviaria (Prossif) e sulla base della crescita effettiva del traffico registrata nel corso degli ultimi anni. Considerati i volumi di trasbordo previsti, non sarà necessario potenziare le capacità a sud del Monte Ceneri prima del 2030.
Risposta del Consiglio federale.