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12.4175 · Interpellanza · 2012-12-13

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

L'introduzione del principio del silenzio-assenso nell'ambito di una prossima revisione della legge sui trapianti è oggetto di discussione di organi specializzati, associazioni d'interesse e media, nonché manifestamente del Consiglio federale. Dall'introduzione di questo principio ci si attende una maggiore disponibilità di organi, ma questo risultato non è garantito. Per contro non si discute dei diritti dei defunti. Ciò ha indotto la Commissione nazionale d'etica in materia di medicina umana a emettere un comunicato stampa in cui respinge tale soluzione ed evoca gli interrogativi che seguono:

Giacché prescinde dal consenso esplicito del defunto o dei suoi congiunti, il principio del silenzio-assenso non lede forse i diritti della personalità del defunto o dei suoi congiunti, garantiti dalla Costituzione e dalla legislazione? Visto e considerato che il silenzio di una persona non può essere implicitamente interpretato come un consenso alla donazione, l'introduzione del silenzio-assenso presupporrebbe infatti l'obbligo di esprimere la propria volontà, per il quale manca però una base costituzionale. Inoltre, l'obbligo di esprimersi non limiterebbe a sua volta sensibilmente la libertà decisionale degli interessati? Infine, la Confederazione non verrebbe meno all'obbligo di neutralità in materia di donazioni di organi?

Stellungnahme des Bundesrates

In risposta ai postulati Gutzwiller 10.3703, "Per un maggior numero di donatori di organi", Amherd 10.3701, "Modello dell'opposizione per il prelievo di organi", e Favre 10.3711, "Donazione di organi. Valutazione del modello dell'opposizione", il Consiglio federale ha esaminato, oltre ad altri provvedimenti, l'introduzione del principio del silenzio-assenso e l'8 marzo 2013 ha adottato un rapporto all'attenzione del Parlamento. In questo contesto ha inoltre deciso di lanciare il piano d'azione "Più organi per i trapianti".

Nel rapporto, il Consiglio federale giunge alla conclusione che con questa soluzione non si ottengono gli effetti auspicati e raccomanda alle Camere federali di respingerla (cfr. anche il parere del Consiglio federale in risposta alla mozione Favre 12.3767, "Donazione di organi. Passaggio al modello del consenso presunto").

Il principio del silenzio-assenso non viola la Costituzione se la sua applicazione è accompagnata da una precisa e capillare attività d'informazione. In una decisione del 1997 (DTF 123 I 112), il Tribunale federale ha stabilito che, in caso di introduzione del principio del silenzio-assenso, la popolazione, in particolare i congiunti, deve essere debitamente informata sul diritto di opporsi a un espianto di organi: "L'informazione al pubblico costituisce, in questo campo molto sensibile che coinvolge le convinzioni profonde di ogni individuo, un elemento essenziale, senza il quale il modello del consenso presunto perde la sua legittimità. La semplice pubblicazione della norma al momento della sua entrata in vigore e il suo inserimento nella raccolta ufficiale non sono sufficienti. In altre parole, non si può interpretare il silenzio dell'interessato come un consenso all'espianto di organi se egli non è stato sufficientemente informato del fatto che il suo silenzio può essere considerato un consenso. Il passaggio dal consenso esplicito al consenso presunto può pertanto essere preso in considerazione soltanto a condizione che sia accompagnato da adeguate misure per l'informazione specifica della popolazione".

Secondo il Tribunale federale, il silenzio può essere implicitamente interpretato come un consenso all'espianto di organi soltanto a condizione che la persona sia stata precedentemente informata al proposito. Il consenso presunto comporta dunque un'ampia, specifica e regolare informazione alla popolazione e la certezza che tale informazione raggiunga tutti e che sia compresa anche dalle persone allofone. Il passaggio al principio del silenzio-assenso renderebbe inoltre necessaria l'istituzione di uno specifico registro, poiché le persone che non desiderano donare gli organi devono poter disporre di un sistema per ufficializzare la loro opposizione affinché venga rispettata in caso di morte.

Se applicato ai sensi del Tribunale federale e supportato dalla necessaria informazione, il principio del silenzio-assenso non deve pertanto presupporre l'obbligo di esprimere la propria volontà.

Il principio di neutralità della Confederazione consiste nel non incoraggiare attivamente la disponibilità a donare. Lo Stato deve mantenere la sua neutralità e rispettare la volontà dei singoli. Non può esistere un obbligo di donare gli organi. Anche con il principio del silenzio-assenso vengono rispettate le decisioni individuali. Il Consiglio federale è dell'opinione che l'introduzione di questa soluzione non significherebbe venire meno al principio della neutralità.

Risposta del Consiglio federale.