12.4177 · Interpellanza · 2012-12-13
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
In numerosi comuni e in singoli cantoni è in corso il dibattito sull'introduzione di un'imposta sulle abitazioni secondarie. Il comune di Silvaplana ha deciso di intraprendere passi concreti in questo senso, ma il caso è ora pendente dinnanzi al Tribunale federale.
Secondo il Consiglio federale, esistono attualmente norme federali che rendono difficile o impediscono l'introduzione di un'imposta sulle abitazioni secondarie a livello cantonale e/o comunale? Se sì, il Consiglio federale è intenzionato a eliminare tali ostacoli?
Begründung
Nella vicina Germania l'imposta sulle abitazioni secondarie è ormai da tempo una realtà in numerosi comuni. Il Tribunale costituzionale tedesco ha infatti acconsentito esplicitamente a tale pratica. In Svizzera le condizioni quadro sono indubbiamente diverse, ma le richieste dei fautori sono molto simili. Introducendo l'imposta sulle abitazioni secondarie, i proprietari sarebbero incentivati a occupare il più possibile i loro alloggi, sia direttamente sia affittandoli. Ne conseguirebbero un'utilizzazione più efficiente delle infrastrutture (turistiche) esistenti e una riduzione del consumo di terreno. Dal momento che già oggi in numerose regioni turistiche vi è una forte penuria di terreno e un'utilizzazione più efficiente delle infrastrutture consentirebbe di ridurre i costi e il consumo, è del tutto sensato non sbarrare la strada ai comuni che vogliono introdurre un'imposta sulle abitazioni secondarie. Qualsiasi riforma intrapresa in questo senso dovrà tuttavia consentire di porre al centro gli interessi dei comuni interessati. Dovrebbero infatti essere i comuni stessi ad essere maggiormente in grado di individuare quali strumenti si prestino meglio a risolvere i problemi esistenti a livello di pianificazione del territorio. Le istanze politiche superiori dovrebbero piuttosto avere il compito di mettere a disposizione dei comuni strumenti adeguati, o perlomeno di non ostacolarli. Sulla scorta di quanto esposto, sarebbe del tutto auspicabile che l'articolo 8 capoverso 3 lettera c della legge sulla pianificazione del territorio venga ripreso dalla prevista legge sulle abitazioni secondarie, poiché consente ai cantoni e ai comuni di adottare provvedimenti per migliorare il tasso d'occupazione di tali abitazioni. Se ben ponderata, un'imposta in questo ambito potrebbe costituire un valido provvedimento per promuovere i cosiddetti "letti caldi".
Stellungnahme des Bundesrates
Il comune di Silvaplana è stato il primo comune svizzero a decidere l'introduzione di un'imposta sulle abitazioni secondarie a scopo incitativo, approvata dai suoi cittadini il 17 febbraio 2010. Si tratta di un tributo riscosso annualmente (aliquota d'imposta: 2 per mille del valore fiscale della residenza) che viene percepito su tutte le abitazioni secondarie, non solo su quelle nuove ma anche su quelle già esistenti. Non sono invece soggette all'imposta le abitazioni secondarie a gestione turistica. Per quanto riguarda le abitazioni secondarie ad uso privato, l'imposta è ridotta se è comprovato che nei periodi di alta stagione la residenza in questione è stata effettivamente gestita a scopo turistico. I proventi dell'imposta sono destinati alla promozione di spazi abitativi e commerciali a costo moderato per la popolazione residente e di strutture alberghiere. L'imposta prevista persegue finalità pianificatorie, nell'ambito di un concetto globale che comprende anche altre misure (quota di abitazioni primarie, contingentamento della costruzione di abitazioni secondarie).
La questione di sapere se il regime fiscale concreto dell'imposta sulle abitazioni secondarie introdotta dal comune di Silvaplana possa effettivamente indurre l'effetto incitativo voluto, e quindi possa essere considerata una misura adeguata per ottenere una migliore occupazione di queste abitazioni, è oggetto della procedura attualmente pendente dinanzi al Tribunale federale. In tale contesto i giudici della massima corte esamineranno se l'imposta impugnata è compatibile con i pertinenti principi d'imposizione fiscale dalla Costituzione federale (art. 8 cpv. 1 e art. 127 cpv. 2 Cost.). Una volta disponibile il verdetto del Tribunale federale sarà possibile determinare i margini di manovra e i limiti concreti che il Consiglio federale è tenuto a rispettare.
L'imposta sulle abitazioni secondarie prevista dal comune di Silvaplana va distinta dall'imposta sulle abitazioni secondarie di cui si è discusso in occasione delle riflessioni circa un radicale cambiamento di sistema per l'imposizione del valore locativo (controprogetto indiretto all'iniziativa popolare 10.060, "Sicurezza dell'alloggio per i pensionati"). Nel 2010 una perizia giuridica commissionata dal Dipartimento federale delle finanze ha stabilito che l'introduzione nella legge sull'armonizzazione delle imposte di un obbligo per i cantoni di riscuotere un'imposta sulle residenze secondarie sarebbe incostituzionale. In concreto è stato stabilito che le imposte speciali sono sempre in contrasto tra i principi dell'universalità e i principi dell'imposizione in funzione della capacità economica. Esse devono pertanto essere sostenute da una giustificazione particolare e da una motivazione qualificata. Per quanto riguarda la loro impostazione, occorre evidenziare che l'imposta sulle abitazioni secondarie allora proposta svolgeva una funzione diversa rispetto all'imposta introdotta dal comune di Silvaplana citata nell'interpellanza. La prima perseguiva infatti uno scopo puramente fiscale, consistente nel compensare le perdite di entrate derivanti ai cantoni turistici dalla soppressione dell'imposizione del valore locativo. Alla luce del referto negativo espresso nella perizia, si è prospettata una nuova soluzione alternativa consistente nell'adozione di una norma costituzionale che consentisse ai cantoni con una quota elevata di residenze secondarie di assicurarsi le risorse finanziarie necessarie (interpellazione parlamentare 11.401). Dopo il definitivo naufragio del controprogetto indiretto nella sessione invernale 2011, l'iniziativa commissionale presentata è divenuta priva d'oggetto. Di conseguenza, il 19 marzo 2012, la proponente Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha ritirato l'iniziativa.
Risposta del Consiglio federale.