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12.4250 · Postulato · 2012-12-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un rapporto su un'eventuale revisione del Codice delle obbligazioni. Nei contratti normali di lavoro che possono essere emanati dai cantoni dovrebbe essere data la possibilità di stabilire, a parità di ore di lavoro, salari d'ingresso vincolanti per il personale senza formazione e per i titolari di una formazione.

Begründung

Attualmente esistono numerosi settori a basso reddito che non possono contare su un partenariato sociale efficace e in cui non sono previsti salari d'ingresso vincolanti. Secondo il Codice delle obbligazioni, i contratti normali di lavoro possono essere emanati dai cantoni, tuttavia essi disciplinano soprattutto la durata del lavoro e forniscono un valore di riferimento per quanto riguarda la retribuzione. Trattandosi unicamente di una raccomandazione, è anche possibile fissare un salario inferiore. Costituiscono un'eccezione i contratti normali di lavoro che prevedono salari minimi vincolanti: tali contratti sono emanati dalla Confederazione o dai cantoni su richiesta delle commissioni tripartite federali o cantonali in caso di ripetuti abusi e hanno una validità limitata a tre anni. Attualmente i contratti normali di lavoro si riscontrano più di frequente nell'agricoltura, nell'economia domestica e nel settore socio-sanitario.

I salari indicati a titolo di riferimento nei contratti normali di lavoro emanati dai cantoni devono assumere un carattere vincolante. Il Codice delle obbligazioni potrebbe essere adeguato in modo tale che tutti i contratti normali di lavoro stabiliscano salari vincolanti, a prescindere dal fatto che siano stati conclusi o meno nell'ambito delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Devono essere definiti in modo vincolante, a parità di ore di lavoro, due tipi di salari: uno per il personale senza formazione e uno per i titolari di una formazione professionale. L'introduzione di salari d'ingresso vincolanti nei contratti normali di lavoro cantonali costituisce un chiaro punto di riferimento per datori di lavoro e lavoratori. Tali salari sono flessibili e rispecchiano le circostanze e le esigenze specifiche del settore poiché anche l'importo da essi indicato può variare notevolmente. Essi rappresentano inoltre uno strumento efficace contro il dumping salariale. La modifica proposta nel presente postulato permetterà a molti lavoratori attivi in settori a basso reddito di beneficiare di salari d'ingresso che, pur risultando diversi da un cantone all'altro, dovranno essere obbligatoriamente rispettati. E in tal modo i cantoni potranno contrastare più efficacemente la pressione al ribasso che continua a gravare sui salari.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il diritto del lavoro svizzero è caratterizzato dal principio della libertà contrattuale e persegue la tutela dei lavoratori. In Svizzera i salari e le condizioni di lavoro vengono stabiliti dalle parti sociali nell'ambito dei contratti collettivi di lavoro (CCL) e nel rispetto delle disposizioni vincolanti della legislazione sul lavoro. Grazie alle istituzioni del mercato del lavoro, il cui funzionamento è ormai collaudato, a livello internazionale il nostro Paese può vantare un mercato del lavoro in ottima salute, caratterizzato da un'alta percentuale di occupati e da un modesto tasso di disoccupazione.

I CCL costituiscono un elemento centrale della politica svizzera del mercato del lavoro. Nei CCL le parti sociali possono negoziare le condizioni lavorative e salariali tenendo conto delle peculiarità dei vari settori. Le condizioni negoziate possono andare oltre le disposizioni legali e sono vincolanti per le parti contrattuali. Su richiesta delle parti sociali e a determinate condizioni lo Stato può conferire l'obbligatorietà generale alle disposizioni di un CCL, in modo da renderle vincolanti per tutti i datori di lavoro e i lavoratori del settore. Quando viene conferita l'obbligatorietà generale, in virtù della legge sui lavoratori distaccati (LDist) le condizioni minime di un CCL si applicano anche ai datori di lavoro stranieri che distaccano lavoratori in Svizzera.

In un contratto normale di lavoro (CNL), che è un atto legislativo ufficiale, si può istituire un diritto sussidiario applicabile a singole tipologie di rapporti di lavoro. Esso viene applicato se le parti contrattuali non convengono diversamente. Tuttavia, per l'emanazione di un CNL devono sussistere determinati requisiti quali, ad esempio, l'assenza di un'organizzazione sociale nel settore o il mancato assoggettamento alla legge sul lavoro (LL). Secondo il Codice delle obbligazioni (CO) nel caso del personale domestico e dell'agricoltura l'obbligo di emanare un CNL spetta ai cantoni in quanto la LL non si applica a questi due settori. Inoltre, grazie all'introduzione delle misure collaterali è possibile ricorrere allo strumento del CNL con salari minimi vincolanti come previsto dall'articolo 360a CO. Dal momento che la determinazione di un salario minimo vincolante da parte dello Stato rappresenta un intervento significativo nella libertà contrattuale, secondo l'articolo 360a CO l'emanazione di un CNL è vincolata all'offerta ripetuta e abusiva di salari inferiori a quelli usuali ed è possibile solo su richiesta della commissione tripartita competente.

Nell'attuale situazione giuridica l'obbligatorietà generale dei CCL e l'emanazione di un CNL con salari minimi vincolanti permettono già di applicare salari minimi anche alle persone appena entrate nel mondo del lavoro. Inoltre, dal 1° gennaio 2013 lo strumento del CNL con salari minimi vincolanti è stato rafforzato con la possibilità di applicare sanzioni in caso di mancato rispetto dei salari minimi da parte dei datori di lavoro svizzeri.

L'attuale sistema, che prevede una politica di fissazione dei salari flessibile e un intervento minimo da parte dello Stato (solo in caso di abusi), si è rivelato efficace. Il diritto vigente offre quindi gli strumenti necessari per contrastare eventuali abusi.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.