12.4253 · Interpellanza · 2012-12-14
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
1. Quale può essere l'entità dei danni provocati da questa specie invasiva?
2. Quali misure sono adottate per porre fine a questa invasione o per contenerne i danni?
3. Si dispone già delle conoscenze necessarie per poter adottare le misure appropriate o, in caso contrario, come si intende procedere per acquisirle?
4. Come viene garantito il finanziamento di queste misure?
5. Vi è necessità di legiferare a riguardo?
Begründung
I ghiozzi del Mar Nero originari della regione del Danubio sono giunti in Svizzera e minacciano, in quanto specie aggressiva che si nutre di uova e avannotti, le specie ittiche indigene, in parte già esposte al pericolo d'estinzione.
La conformazione geografica del nostro Paese offre una straordinaria opportunità per frenare tale invasione. Occorre però agire rapidamente. Quasi il 70 per cento dei corsi d'acqua e la maggior parte dei laghi elvetici fanno, infatti, parte del bacino imbrifero del Reno. L'adozione di misure (come ad es. l'eliminazione delle uova e dei pesci attaccati agli scafi delle imbarcazioni) all'altezza della centrale idroelettrica di Rheinfelden, la porta d'accesso dei ghiozzi in Svizzera, ci consentirebbe di fermare questa specie invasiva. Misure mirate e relativamente semplici potrebbero, ad esempio, prevenire ogni minaccia alla pesca alla trota. Occorre però reagire rapidamente e con determinazione. Nonostante non sia ancora possibile stimare le conseguenze di questa invasione, si può prevedere che i suoi danni saranno superiori ai mezzi necessari per l'eventuale adozione di misure preventive.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le specie invasive di ghiozzi provenienti dalla regione del Mar Nero costituiscono una minaccia per la fauna ittica indigena. Attualmente il danno potenziale causato dalle specie ittiche aliene invasive non può essere quantificato, poiché non si possiedono ancora informazioni sufficienti sull'impatto che causano sulla diversità biologica, la pesca, la gestione delle acque e altre attività legate all'acqua (ad es. la navigazione).
Il danno può tuttavia essere causato secondo modalità diverse: le specie invasive competono con le specie indigene per il cibo e gli habitat e possono predare i siti di riproduzione di queste ultime. Esercitano pertanto un impatto negativo sulla biodiversità e minacciano gli sforzi in corso per conservare e promuovere la fauna ittica indigena. Inoltre, le specie invasive possono minacciare, almeno a livello regionale, sia la pesca sportiva che quella professionale, dato che la loro riproduzione rapida e numerosa può ripercuotersi soprattutto su salmonidi minacciati, che si riproducono su letti di ghiaia, e specie ittiche in pericolo di estinzione, come ad esempio il naso.
Le attività volte a contenere la diffusione di specie invasive possono necessitare l'adozione di onerose misure di prevenzione e di lotta (ad es. adattamenti nella gestione di scale per pesci, pulitura di navi e battelli, controllo di popolazioni mediante substrati artificiali, ecc.). Il loro impatto economico non deve quindi essere sottovalutato.
2. Confederazione e cantoni conducono da anni programmi di monitoraggio periodici lungo il Reno e si sono quindi resi conto della presenza di specie invasive di ghiozzi. Il compito di informare le cerchie interessate sulla presenza di tale specie è soprattutto di competenza dei cantoni.
In collaborazione con l'Università di Basilea e i cantoni interessati è stato avviato un progetto di ricerca pluriennale "Nichtheimische Grundelarten in der Schweiz" (specie di ghiozzi non indigene in Svizzera), il cui obiettivo è capire meglio i meccanismi di diffusione di questa specie invasiva e sviluppare misure di prevenzione. Al fine di prevenire l'ulteriore diffusione della specie occorre pertanto migliorare anche l'informazione degli attori coinvolti, soprattutto nel caso in cui essa sia dovuta a interventi antropici.
3. Si dispongono già di primi approcci strategici per prevenire o attenuare un'ulteriore diffusione. Il progetto di ricerca menzionato dovrà colmare le lacune conoscitive sull'ecologia e la diffusione delle specie invasive di ghiozzi come pure le possibilità di lotta a dette specie. Il progetto di ricerca si svolgerà sull'arco di un quadriennio e le prime raccomandazioni relative a singoli aspetti sono attese entro il 2015.
4. Il progetto di ricerca sarà finanziato dall'Università di Basilea, dai cantoni interessati e dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). Un'eventuale necessità d'intervento nel caso menzionato potrà essere stabilita soltanto quando saranno disponibili i risultati del progetto di ricerca in corso. La competenza per l'adozione di misure contro la diffusione di specie invasive è dei cantoni (cfr. cifra 5).
5. Secondo l'articolo 9a dell'ordinanza concernente la legge federale sulla pesca (OLFP, RS 923.01), i cantoni adottano misure affinché pesci e gamberi alloctoni particolarmente problematici secondo l'allegato 3 che giungono nei corsi e specchi d'acqua non si propaghino; nella misura del possibile li rimuovono. Tuttavia, le specie invasive di ghiozzi non sono per ora contemplate nell'allegato 3 dell'OLFP. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta esaminando se colmare tale lacuna. Tenendo conto delle raccomandazioni scaturite dal progetto di ricerca, l'UFAM elaborerà inoltre delle misure all'attenzione dei cantoni volte a contenere la diffusione e a eliminare le specie invasive di ghiozzi.
L'esigenza di adeguare anche altre basi giuridiche (ad es. la legge sulla navigazione) per attuare in modo efficiente ed eventualmente indennizzare le misure di lotta e di prevenzione necessarie dovrà essere esaminata quando saranno disponibili i risultati del progetto di ricerca.
Risposta del Consiglio federale.