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12.4264 · Mozione · 2012-12-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di garantire a tutti gli Svizzeri residenti all'estero la possibilità di aprire un conto presso PostFinance e di beneficiare dei relativi servizi a condizioni ragionevoli. Il mandato di prestazione conferito dalla Confederazione alla Posta deve includere l'obbligo da parte di PostFinance di fornire agli Svizzeri residenti all'estero le prestazioni del servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti. Se necessario, occorrerà creare le relative basi legali.

Begründung

Dal 2008 gli Svizzeri residenti all'estero trovano sempre più difficile stringere e mantenere relazioni bancarie con il proprio Paese di origine. Gli Svizzeri più direttamente coinvolti sono quelli residenti negli Stati Uniti. Nonostante avessero dimostrato di avere adempiuto l'obbligo fiscale, queste persone si sono viste chiudere i propri conti in Svizzera e hanno cercato, per lo più invano, un altro istituto finanziario.

Molti Svizzeri residenti all'estero necessitano di un conto bancario svizzero per poter stipulare un'assicurazione malattie, per effettuare pagamenti durante un soggiorno in Svizzera o per gestire le entrate e le uscite relative a un immobile.

Questi problemi, persistenti da diverso tempo, si stanno inasprendo. Il Consiglio degli Svizzeri all'estero si è già più volte confrontato con questo tema, chiedendo nelle sue risoluzioni che gli Svizzeri residenti all'estero possano mantenere il proprio conto bancario in Svizzera.

Il fenomeno migratorio ha subito un cambiamento radicale. Oggigiorno si assiste sempre più spesso a casi di mobilità internazionale, vale a dire soggiorni all'estero temporanei durante i quali s'intrattengono relazioni strette con il Paese di origine, nel quale diventa pertanto indispensabile disporre di un conto bancario.

Poiché questa possibilità non è più al momento offerta a molti Svizzeri residenti all'estero, specialmente negli Stati Uniti, occorre, quantomeno, trovare una soluzione alternativa per garantire loro il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti. L'unica strada attualmente percorribile consisterebbe nell'includere nel mandato di prestazione summenzionato l'obbligo da parte di PostFinance di fornire agli Svizzeri residenti all'estero le prestazioni del servizio universale. Mediante una procedura appropriata occorre garantire che i soldi depositati siano dichiarati correttamente secondo quanto previsto dalla legislazione del Paese ospitante il titolare del conto, al fine di evitare il rischio di truffe e di pressioni internazionali.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il mandato di servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti conferito alla Posta Svizzera è disciplinato dalla legge sulle poste (LPO; RS 783.0) e dall'ordinanza sulle poste (OPO; RS 783.01). In questo quadro, la Posta e la sua società affiliata PostFinance sono tenute a offrire a persone fisiche e giuridiche con domicilio, sede o stabile organizzazione in Svizzera, la possibilità di aprire e tenere un conto per il traffico dei pagamenti (art. 43 cpv. 1 lett. a OPO).

Nel 2010, nell'ambito della revisione totale della nuova legge sulle poste, si è consapevolmente rinunciato a estendere l'offerta del servizio universale anche agli Svizzeri residenti all'estero. Nella sua risposta del 10 dicembre 2012 alla domanda Büchel Roland Rino 12.5516, "Zahlungsverkehr-Grundversorgung der 700 000 Auslandschweizer" (servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti per 700 000 Svizzeri residenti all'estero), il Consiglio federale ha confermato questa posizione, adducendo la motivazione che un ampliamento del mandato comporterebbe un dispendio considerevole, specialmente a causa delle prescrizioni in materia di riciclaggio di denaro.

Negli obiettivi strategici assegnati ogni quattro anni alla Posta, il Consiglio federale definisce gli obiettivi che, nel quadro delle basi legali esistenti, la Confederazione in quanto proprietaria intende raggiungere tramite la Posta. Sancire quanto richiesto dall'autore della mozione unicamente negli obiettivi strategici assegnati dal Consiglio federale alla Posta contraddirebbe le basi legali attualmente vigenti. Secondo il Consiglio federale, l'autore della mozione chiede dunque che il mandato legale di servizio universale conferito alla Posta sia adeguatamente modificato, estendendo l'offerta di un conto per il traffico dei pagamenti anche ai cittadini svizzeri residenti all'estero.

Pur riconoscendo quanto sia importante per gli Svizzeri residenti all'estero poter disporre di un conto bancario nel proprio Paese, il Consiglio federale rimane dell'avviso che un'estensione dell'offerta del servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti a questo gruppo di persone rappresenterebbe una misura sproporzionata e difficilmente realizzabile, per i seguenti motivi:

- PostFinance dovrebbe non solo rispettare le prescrizioni in materia di riciclaggio di denaro, ma anche effettuare un controllo dei diversi ordinamenti giuridici di circa 200 Paesi, conformando eventualmente le loro offerte alle varie prescrizioni.

- La violazione del diritto estero potrebbe contravvenire a specifiche norme del diritto svizzero in materia di sorveglianza formulate in modo generico, in particolare il requisito di garanzia di un'attività commerciale irreprensibile. Le disposizioni organizzative nell'ambito del diritto in materia di sorveglianza esigono inoltre che tutti i rischi giuridici e di reputazione siano adeguatamente rilevati, limitati e monitorati e che sia approntato un efficiente sistema di controllo interno, in particolare nel caso di operazioni transfrontaliere aventi per oggetto prestazioni finanziarie. Questa situazione potrebbe, a sua volta, ripercuotesi negativamente sulla garanzia del servizio universale sul territorio nazionale.

Anche se PostFinance fosse tenuta per legge a estendere l'offerta di un conto per il traffico dei pagamenti anche ai cittadini svizzeri residenti all'estero, la maggior parte delle difficoltà menzionate nella mozione persisterebbero. Queste ultime sono prevalentemente legate all'ordinamento giuridico vigente nello Stato di domicilio e non possono essere risolte dalla legislazione svizzera.

Nonostante essa non sia legalmente obbligata, la Posta offre attualmente, nella misura del possibile, ai cittadini svizzeri residenti all'estero la possibilità di aprire e tenere un conto per il traffico dei pagamenti. Malgrado le difficoltà riscontrate su questo fronte, la Posta ha espressamente ribadito, nella sua politica di acquisizione e mantenimento dei clienti, di voler conservare l'offerta.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.