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13.1049 · Interrogazione · 2013-06-21

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

A più riprese, gli organi di sorveglianza hanno basato le loro valutazioni dei rischi su modelli matematici, senza prendere sufficientemente in considerazione i dati storici che, in un'ottica scientificamente corretta, avrebbero dovuto portarli a correggere i loro modelli. Questo modo di procedere, a volte, porta a delle catastrofi, come nel caso di Fukushima: gli storici e altri esperti avevano infatti sconsigliato di costruire centrali nucleari lungo la costa a un'altezza insufficiente, a causa del rischio di tsunami. Le autorità politiche non hanno tenuto conto di questo avvertimento, preferendo seguire l'avviso favorevole dell'organo di sorveglianza giapponese (NISA), soggetto alla supervisione dell'AIEA.

In Svizzera si può temere che accada lo stesso: l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) afferma che le centrali nucleari di Beznau e Mühleberg sono sicure e che non vi è nulla da temere anche in caso di inondazione, e il Consiglio federale condivide tuttora questo parere.

Invece, ricerche indipendenti hanno messo in evidenza che l'IFSN si basa su modelli sbagliati per valutare i rischi naturali. Per esempio, per affermare che Beznau è sicura, l'IFSN si basa su un evento estremo con una frequenza stimata di una volta ogni diecimila anni, corrispondente a una piena con una portata massima di 2100 metri cubi al secondo. Da ricerche storiche emerge invece che a Brugg, l'Aar ha avuto una portata di oltre 2500 metri cubi al secondo nel 1852 e di oltre 3000 metri cubi al secondo nel 1480.

Pongo quindi al Consiglio federale la seguente domanda:

1. È al corrente del fatto che l'analisi dei rischi dell'IFSN è talvolta viziata da gravi errori, probabilmente legati al pregiudizio pro-nucleare di quest'organo di sorveglianza?

2. Come intende porre rimedio alla situazione e correggere il malfunzionamento dell'IFSN stesso?

Stellungnahme des Bundesrates

Gli esercenti delle centrali nucleari svizzere sono tenuti a proteggere in modo sufficiente i loro impianti da eventi interni ed esterni e a verificare periodicamente, secondo lo stato attuale della scienza e della tecnica, i pericoli cui sono soggette. Fra gli eventi esterni si annoverano in particolare le inondazioni e i terremoti. Di questo aspetto si è tenuto e si tiene conto, in Svizzera, sin dalle prime fasi di costruzione e d'esercizio delle centrali nucleari.

1./2. Nel corso delle recenti verifiche eseguite dopo l'incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi, gli esercenti delle centrali nucleari svizzere hanno potuto dimostrare che i loro impianti sono in grado di resistere a piene di carattere estremo, come quelle che si verificano mediamente solo una volta ogni 10 000 anni. L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) ha esaminato queste prove confermandone la validità.

Secondo l'IFSN, nell'analisi dei rischi di inondazione dei siti delle centrali nucleari svizzere è stato raggiunto un livello tecnico elevato rispetto ad altri Paesi.

I dati forniti nell'interrogazione non possono essere confermati dall'IFSN perché sono in contrasto con i dati a disposizione dell'Ispettorato, fondati su basi scientifiche. A causa di fenomeni di erosione o di colmataggio del letto del fiume, oppure di possibili ostruzioni dell'alveo, dai dati idrometrici del passato non è sempre possibile ricavare dati idrometrici o portate idriche riferibili al presente. Anche gli interventi legati alla civilizzazione, come opere di sistemazione o di correzione del corso d'acqua e misure di protezione dalle piene rendono difficile l'applicazione dei dati di epoche passate alla situazione attuale.

Per quanto riguarda Beznau, l'IFSN ritiene che la portata di 4200 metri cubi al secondo determinata dall'esercente per una piena avente la probabilità di verificarsi una volta ogni 10 000 anni sia adeguata per stimare l'altezza media dell'acqua nell'area presso la centrale nucleare che verrebbe presumibilmente inondata. Una nuova prova presentata nel secondo trimestre 2013 dalla centrale nucleare di Beznau indica un margine di sicurezza molto ampio e superiore a quello previsto nei parametri di dimensionamento originari in relazione all'altezza dell'acqua nell'area inondata. Questa prova è attualmente all'esame dell'IFSN.

Il Consiglio federale non ha motivo di dubitare della valutazione della sicurezza degli impianti nucleari svizzeri espressa dall'IFSN.

Risposta del Consiglio federale.