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13.3015 · Postulato · 2013-03-04

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulle possibilità di sviluppare partenariati per la mobilità con Paesi terzi, che permettano ai loro cittadini di effettuare soggiorni "lavoro-formazione" di durata limitata in un'ottica di cooperazione allo sviluppo, promozione delle competenze nei Paesi terzi e miglioramento delle condizioni di lavoro nei settori attualmente in nero in Svizzera.

Begründung

Una comunicazione della Commissione europea del 16 maggio 2007 evoca la possibilità di favorire la migrazione circolare e i partenariati per la mobilità con Paesi terzi. Questa proposta potrebbe essere interessante per la Svizzera.

Infatti oggi, a fronte di una domanda insoddisfatta di manodopera sul mercato svizzero ed europeo, un gran numero di persone provenienti da Paesi terzi vive e lavora in Svizzera, soprattutto in determinati settori a basso livello di qualificazione. Tale situazione è problematica sia per il migrante, che si ritrova spesso sfruttato in quanto sprovvisto di diritti, sia per il suo Paese d'origine, che perde un giovane capace di lavorare, ma anche per la Svizzera, che vede una parte dell'attività professionale svolgersi in nero, senza controlli, in particolare per quanto concerne il dumping salariale.

Nel suo studio, il Consiglio federale potrebbe esaminare se è opportuno e fattibile istituire un permesso provvisorio "lavoro-formazione" che consentirebbe al titolare proveniente da uno Stato terzo di lavorare in Svizzera seguendo una breve formazione in funzione delle esigenze del suo Paese d'origine. La collaborazione della Segreteria di Stato dell'economia e della Direzione dello sviluppo e della cooperazione sarebbe indispensabile. Al termine del soggiorno il migrante ritornerebbe nel Paese d'origine con maggiori possibilità d'integrazione nel mercato del lavoro locale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale non ritiene necessario elaborare un rapporto sulle possibilità di sviluppare partenariati per la mobilità con Paesi terzi che permettano soggiorni lavorativi e formativi. Siffatti partenariati esistono già e sono previsti dalla legge. Il Consiglio federale ha stipulato accordi di questo tipo con vari Stati terzi. Finora accordi in materia di formazione e perfezionamento professionali (art. 100 cpv. 2 lett. e LStr) sono stati conclusi con 34 Paesi, di cui 13 Stati terzi, tra cui vale la pena citare l'Argentina, le Filippine o l'Ucraina. Questi accordi per tirocinanti permettono a giovani stranieri di seguire una formazione e un perfezionamento nel nostro Paese, in qualsiasi settore economico, per una durata massima di 18 mesi.

Sono inoltre conclusi partenariati bilaterali e multilaterali in materia di migrazione (art. 100 cpv. 1 LStr). Per esempio con la Serbia, il Kosovo, la Bosnia e Erzegovina e la Nigeria sono stati stipulati partenariati migratori nell'ambito dell'istruzione e della formazione. Sono infine possibili soggiorni nel quadro di progetti di aiuto e di sviluppo in materia di cooperazione economica e tecnica (art. 30 cpv. 1 lett. f LStr). Di anno in anno sono poi riproposti vari programmi che consentono a cittadini di Paesi terzi di perfezionarsi, sul piano teorico e pratico, in particolare nel settore dell'agricoltura e in quello turistico. Le persone sono ammesse ai programmi su base individuale, indipendentemente dalla loro nazionalità.

Conformemente al sistema binario scelto dalla Svizzera, l'ammissione di lavoratori provenienti da Paesi terzi è in generale limitata ai quadri, agli specialisti o ai lavoratori qualificati. Un allentamento delle condizioni di ammissione per ovviare alla penuria di manodopera in determinati settori economici non è opportuno, come indicato nella risposta all'interpellanza Amarelle 12.4221, in cui si rammenta che l'accordo sulla libera circolazione delle persone permette di rimediare a numerose penurie sul mercato del lavoro svizzero.

La lotta al lavoro nero rappresenta un obiettivo importante del Consiglio federale. Per questo motivo nel dicembre 2012 ha adottato un ampio pacchetto di misure tese a garantire un'applicazione più efficace della legge federale contro il lavoro nero.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.