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13.3029 · Mozione · 2013-03-06

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

1. Il Consiglio federale vieta alle aziende della Confederazione di diritto pubblico o privato, di cui lo Stato detiene la maggioranza (ad es. Swisscom), l'adesione a organizzazioni lobbistiche a carattere politico-ideologico (ad es. Economiesuisse).

2. Sono escluse da questo divieto le adesioni ad associazioni dei datori di lavoro e di categoria.

3. In caso di dubbio la decisione spetta al Consiglio federale.

Begründung

In qualità di rappresentante dei proprietari, il Consiglio federale è autorizzato a emanare direttive specifiche per le aziende della Confederazione. Durante le campagne politiche queste imprese sono tenute a osservare una certa cautela. Le adesioni a organizzazioni lobbistiche a carattere politico-ideologico, come ad esempio Economiesuisse, contraddicono pertanto tale principio.

La Confederazione è, ad esempio, il principale azionista di Swisscom, che figura come membro pagante sulla pagina Internet di Economiesuisse. L'adesione a tale organizzazione comporta importanti contributi, che non aiutano solo a finanziare l'infrastruttura e le prestazioni di servizio di Economiesuisse, ma soprattutto a sostenere direttamente le sue campagne politiche. Nel caso di Economiesuisse il principio di cautela assume un'importanza particolare, dal momento che Economiesuisse viene intesa come un'organizzazione di campagne politiche neoliberali basate sul fondamentalismo di mercato. Ciò è in evidente contraddizione con i principi e gli interessi della Confederazione e del servizio pubblico.

Non è ammissibile che le aziende della Confederazione aderiscano e quindi sostengano un'associazione che attraverso campagne polarizzate e manifestazioni pone in discussione la coesione sociale del Paese. Nello stesso spirito i cantoni devono essere tenuti a vietare l'adesione a Economiesuisse a imprese da loro controllate.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Negli ultimi anni la questione se, e in che misura, aziende della Confederazione possano esprimersi su progetti politici ha ripetutamente dato adito a discussioni ed è stata tematizzata in diversi interventi parlamentari (ad es. interrogazione Donzé 05.1144; iniziativa parlamentare Rechsteiner Rudolf 03.434; interpellanza Kaufmann 09.3301). Nel rapporto del 15 settembre 2006 sull'iniziativa parlamentare 04.463 concernente il ruolo del Consiglio federale durante le votazioni popolari (FF 2006 8491 segg.), la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale giunge alla conclusione che un'estensione alle imprese legate alla Confederazione dei principi relativi all'informazione in occasione di votazioni federali non è necessaria in quanto "la giurisprudenza del Tribunale federale concernente l'intervento delle imprese legate alla Confederazione nelle campagne per le votazioni è cospicua e sufficiente" (FF 2006 8505). Secondo questa prassi l'intervento delle imprese legate alla Confederazione nelle campagne per le votazioni federali è ammissibile, purché tali imprese siano direttamente toccate dalla votazione. Al riguardo le informazioni devono essere oggettive, trasparenti e appropriate.

A differenza delle suddette richieste, che presuppongono un impegno diretto nelle campagne per le votazioni, la presente mozione tratta dell'adesione delle aziende legate alla Confederazione ad associazioni attive in campagne politiche. La mozione incarica il Consiglio federale di vietare tali adesioni.

Il Consiglio federale si oppone a un simile divieto. Sebbene sia lecito attendersi un comportamento discreto da parte delle aziende vicine alla Confederazione che hanno aderito a organizzazioni politiche, spetta tuttavia al consiglio d'amministrazione raggiungere al meglio gli obiettivi prescritti dal proprietario entro il margine d'azione definito da Parlamento e Consiglio federale attraverso forma giuridica, disposizioni organizzative e obiettivi strategici. Dal punto di vista del Consiglio federale, questo comprende anche la competenza di decidere su adesioni ad associazioni di categoria ed economiche. Un divieto di adesione da parte del Consiglio federale non sarebbe soltanto incoerente, ma contribuirebbe a politicizzare anche la relazione tra proprietario (Confederazione) e azienda (consiglio d'amministrazione), andando oltre il mandato del servizio universale e contraddicendo quindi una politica di proprietario della Confederazione al passo coi tempi. Inoltre, se il Consiglio federale dovesse decidere quali organizzazioni debbano essere considerate organizzazioni lobbistiche ideologico-politiche e quali no, sorgerebbero notevoli problemi di delimitazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.