13.3052 · Mozione · 2013-03-07
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un disegno di legge di fondo che istituisca nel diritto civile l'azione collettiva in materia di protezione dei dati, in particolare su Internet e sulle reti sociali. Si dovrà facilitare l'accesso al risarcimento collettivo quando i limitati importi in gioco dissuadono le persone lese dall'intentare un'azione, anche congiunta. Occorrerà tuttavia provvedere a non riprendere i difetti della "class action" prevista dal diritto statunitense.
Begründung
In occasione della revisione del diritto di procedura civile, il legislatore ha rinunciato espressamente a introdurre la querela collettiva, evidenziando in particolare i difetti della "class action" americana, ma anche le possibilità offerte dal litisconsorzio o dal rafforzamento dell'attuale azione collettiva riservata alle organizzazioni.
A nostro parere, questa decisione non è applicabile alla protezione dei dati, in particolare su Internet e sulle reti sociali, che nel frattempo hanno conosciuto un'evoluzione rapida e importante. I nuovi media elettronici facilitano infatti la raccolta e il trattamento di un gran numero di dati personali. Il rischio di violazione della protezione dei dati è aumentato nettamente. Tuttavia, sebbene tali violazioni possano causare lesioni della personalità considerevoli e difficilmente eliminabili, il danno pecuniario provocato in genere è soltanto marginale, il che dissuade la vittima dall'intentare un'azione. Inoltre, mancano organizzazioni dotate delle risorse tecniche e finanziarie necessarie per intentare un'azione collettiva. Riteniamo pertanto che occorra riesaminare l'introduzione nel diritto di procedura civile svizzero della "class action" per le questioni attinenti alla protezione dei dati. Facilitando l'accesso alla giustizia alle vittime di violazioni di massa della protezione dei dati, come permetterebbe certamente l'azione collettiva, si otterrebbe senza dubbio un importante effetto dissuasivo. In tal modo si limiterebbero le violazioni della sfera privata, che rischiano di moltiplicarsi se non s'interviene.
Non è invece necessario riprendere tale e quale lo strumento americano della "class action" che, seppur efficace, non è esente da difetti. L'UE sta attualmente valutando l'introduzione del ricorso collettivo (cfr. risoluzione del Parlamento europeo del 2 febbraio 2012 P7_TA (2012)0021).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole dei problemi che le attuali tecnologie - in particolare Internet e le reti sociali - sollevano in materia di protezione dei dati. Parimenti, non esclude l'opportunità o la necessità di potenziare i rimedi giuridici collettivi esistenti o di introdurre nuovi mezzi d'impugnazione. Reputa tuttavia prematuro pronunciarsi in merito, dato l'esame globale e approfondito, attualmente in corso, degli strumenti e delle possibili modalità dell'esercizio collettivo dei diritti, in particolare nell'ambito della protezione della personalità, che include anche la protezione dei dati nel settore privato (risposta del Consiglio federale alla mozione Birrer-Heimo 11.3977, "Procedimenti collettivi. Agevolare l'applicazione del diritto"). Il rafforzamento dei rimedi giuridici collettivi sarà ancora esaminato nell'ambito dei lavori di revisione della legge federale sulla protezione dei dati, attualmente in corso (rapporto del Consiglio federale del 9 dicembre 2011 concernente la valutazione della legge federale sulla protezione dei dati; FF 2012 228 segg., 239 seg.).
Alla luce di quanto precede il Consiglio federale propone di respingere la mozione. Si riserva tuttavia il diritto di proporre modifiche nel caso la Camera prioritaria dovesse accoglierla.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.