Lexipedia

13.3104 · Mozione · 2013-03-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di allestire un documento in cui i pro ed i contro della fine della libera circolazione delle persone con l'UE vengono valutati oggettivamente e, sulla base di questo, di preparare una "exit strategy" dagli accordi bilaterali nel caso in cui essi venissero a cadere, o per decisione del popolo svizzero, o per decisione dell'UE.

Begründung

In barba alle indagini della SECO che contaddicono la realtà del territorio, le zone di confine pagano la libera circolazione delle persone ad un prezzo pesantissmo.

In Ticino si contano oltre 56 000 mila frontalieri e, nell'anno 2012, 21 313 notifiche di 90 giorni: simili numeri si possono spiegare unicamente con il soppiantamento di lavoratori residenti da parte di frontalieri, poiché la crescita ecconomica del cantone non li può giustificare altrimenti.

La libera circolazione delle persone comincia ora, con l'inasprirsi della crisi, a suscitare un malcontento diffuso anche oltre alle zone di confine. Gli abusi cominciano inoltre a diventare sempre più manifesti: appare dunque chiaro che la libera circolazione delle persone porta ad un'immigrazione nello Stato sociale elvetico. Il ricorso alle clausole di salvaguardia da parte del Consiglio federale non fa che confermare che la Svizzera si trova confrontata con un'immigrazione insostenibile.

L'inizativa popolare Ecopop, riuscita, chiede di introdurre dei limiti all'immigrazione anche dai Paesi UE. Se il popolo dovesse accettarla in votazione popolare, si creerebbe una situazione incompatibile con il proseguimento della libera ciroclazione delle persone.

Sul versante opposto, anche l'UE contesta vieppiù la via bilaterale con la Svizzera. Bisogna dunque considerare che la libera circolazione delle persone potrebbe venire a cadere: o in seguito ad una votazione popolare svizzera, o per decisione UE.

Finora il Consiglio federale davanti a tale ipotesi si è limitato a profferire proclami di tipo catastrofista. È invece tempo ed ora che il esamini seriamente ed in modo oggettivo le conseguenze della fine della libera circolazione delle persone. Pareri specialistici, ad esempio quello del professor Eichenberger dell'Università di Friburgo, sfatano il mito, costruito ad arte dalla maggioranza politica, degli "accordi bilaterali indispensabili per la Svizzera".

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nell'ambito del rapporto del 4 luglio 2012 sulla libera circolazione delle persone e l'immigrazione in Svizzera il Consiglio federale ha già analizzato in maniera approfondita la politica migratoria attuale ed è giunto alla conclusione che il sistema binario d'ammissione degli stranieri è efficace e risponde alle esigenze dell'economia. Il sistema poggia sull'apertura del mercato del lavoro ai cittadini dell'Unione europea e su un'ammissione di cittadini di Paesi terzi limitata ai lavoratori specializzati e altamente qualificati. Non è pertanto necessaria una nuova analisi della situazione. Raccomandando di respingere senza controprogetto le iniziative popolari federali "contro l'immigrazione di massa" e "Stop alla sovrappopolazione - sì alla conservazione delle basi naturali della vita", il Consiglio federale si è già pronunciato negativamente in merito alla proposta di porre un tetto all'immigrazione. Dato che tali iniziative metterebbero fondamentalmente in questione un sistema d'ammissione efficace, non è opportuno darvi seguito.

Il Consiglio federale s'impegna attivamente al fine di mantenere un'immigrazione socialmente ed economicamente sopportabile. Negli ultimi mesi ha pertanto adottato varie misure accompagnatorie. Alcune sono già concretizzate, altre sono in fase di realizzazione. Nell'ambito del mercato del lavoro si è ad esempio deciso di lottare contro l'indipendenza fittizia sottoponendo i fornitori di servizi indipendenti a un obbligo di documentazione. Questa misura, in vigore dal 1° gennaio 2013, offre nuove possibili sanzioni. Dal 1° maggio 2013 le imprese straniere sono tenute a notificare i salari dei lavoratori distaccati. È stato inoltre deciso di introdurre una responsabilità solidale dell'imprenditore, che entrerà in vigore nell'estate 2013, in caso di violazione delle condizioni salariali e lavorative minime da parte dei subappaltatori. Nella sua seduta del 24 aprile 2013, il Consiglio federale ha adottato altre misure oltre all'attivazione della clausola di salvaguardia in materia di libera circolazione delle persone. Ha in particolare deciso di instaurare un dialogo con i cantoni in vista di un monitoraggio degli abusi di diritto.

Quanto all'esigenza di preparare una strategia d'uscita dagli accordi bilaterali, si rinvia al rapporto del 17 settembre 2010 sulla valutazione della politica europea della Svizzera, che analizza vantaggi e svantaggi ed esamina vari strumenti, tra cui quello di una rinuncia agli accordi bilaterali. Questa opzione è stata chiaramente respinta, in quanto comporterebbe una diminuzione degli investimenti e la delocalizzazione all'estero di una parte della produzione di beni e servizi a causa del mancato accesso delle imprese svizzere al mercato europeo. Non è pertanto opportuno preparare una strategia di uscita dagli accordi bilaterali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.