Legalizzazione della canapa. Zurigo vuole svolgere un ruolo da pioniere
13.3112 · Interpellanza · 2013-03-19
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Malgrado che nel novembre del 2008 il popolo svizzero si sia espresso a chiara maggioranza contro la depenalizzazione della canapa, la città di Zurigo vuole rilanciare il dibattito e svolgere un ruolo da pioniere nella legalizzazione di questa droga leggera.
Un gruppo di lavoro istituito dalla città di Zurigo e dalla città di Basilea ha già schizzato i contorni di un progetto pilota per la vendita controllata di canapa.
Secondo il "Tages-Anzeiger" sono in corso discussioni tra i responsabili del gruppo di lavoro e l'Ufficio federale della sanità pubblica.
Visto che la legge vieta la distribuzione di canapa, anche per il consumo privato, per poter procedere in tal senso è necessaria un'autorizzazione speciale.
Il Consiglio federale è stato contattato per una tale domanda?
Se sì, intende darvi seguito?
Stellungnahme des Bundesrates
La legge sugli stupefacenti (LStup) non consente lo svolgimento di progetti per la somministrazione controllata di stupefacenti. I progetti di ricerca concernenti l'applicazione medica limitata della canapa richiedono un'autorizzazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). In una lettera dell'11 ottobre 2012 al capo del Dipartimento federale dell'interno, la città di Zurigo propone un progetto di ricerca basato sugli aspetti medico-scientifici del consumo di canapa, senza tuttavia precisarne l'oggetto né gli obiettivi. Nella sua risposta del 30 novembre 2012, il consigliere federale Alain Berset ha segnalato la disponibilità dell'UFSP a uno scambio di opinioni.
Tuttavia finora non sono stati presentati all'UFSP, competente per le autorizzazioni eccezionali, né una bozza di progetto, né una domanda di ricerca debitamente argomentata. Pertanto non è possibile esprimere alcun parere sulla compatibilità del progetto di ricerca summenzionato con la LStup e sull'eventuale necessità di un'autorizzazione speciale da parte dell'UFSP.
Risposta del Consiglio federale.