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13.3114 · Mozione · 2013-03-19

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare delle proposte volte a porre fine alle violenze contro la polizia, in particolare con modifiche a livello legislativo e con programmi di sensibilizzazione.

Begründung

Gli atti di violenza sulla polizia sono purtroppo sempre più diffusi e il rischio di passare da accusatore ad accusato per presunti abusi di potere è sempre maggiore. Nel solo canton Ticino, numerosi sono stati i casi negli ultimi mesi.

Le statistiche svizzere parlano di un aumento costante di aggressioni e minacce contro gli agenti. Dal 2000 al 2010, aggressioni e minacce contro funzionari sono aumentate da poco meno di 800 a 2258: nove volte su dieci le vittime erano poliziotti. Le sentenze penali sono invece più che raddoppiate (da circa 600 a oltre 1400). La sensazione è che tra la popolazione vi sia sempre meno rispetto per l'autorità e i corpi di polizia, una volta guardati addirittura con deferenza e oggi vittime di atti che sfociano nella violenza.

La Federazione svizzera dei funzionari di polizia ha presentato già nel 2009 una petizione sugli atti di violenza contro la polizia, chiedendo la reintroduzione delle pene detentive di breve durata, un aumento della pena minima prevista dall'articolo 285 CP (violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari), nonché un raddoppio della pena in caso di recidiva e la non sospensione della pena detentiva.

Nel 2011 queste richieste sono state ribadite in una campagna di sensibilizzazione, chiedendo che la politica passi dalle parole ai fatti.

Con questo intervento chiedo quindi che il Consiglio federale agisca con urgenza presentando modifiche legislative e/o misure pratiche affinché tra la popolazione sia ristabilita la credibilità dei corpi di polizia e venga messo un punto fermo alla violenza contro i poliziotti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La polizia svolge un compito importante, complesso e pregno di responsabilità. Come menzionato nella risposta del 14 novembre 2012 all'interrogazione Buttet 12.1090 e nel parere del 18 febbraio 2009 relativo alla mozione Segmüller 08.3876, il Consiglio federale è consapevole del degrado delle condizioni di lavoro dei funzionari di polizia, compreso l'aumento della violenza nei confronti degli agenti. Deplora tale sviluppo e condivide gli obiettivi perseguiti dall'autore della mozione, ossia una migliore sensibilizzazione tesa a combattere questo fenomeno. I dati indicati dall'autore della mozione sembrano evidenziare che negli ultimi anni il rispetto nei confronti delle forze dell'ordine sia diminuito.

Il Consiglio federale caldeggia le misure di sensibilizzazione destinate in particolare ai giovani e dispensate soprattutto nelle scuole. Esse sono tuttavia di competenza dei cantoni.

Sul piano legislativo, attualmente varie norme sanzionano la violenza nei confronti degli agenti di polizia. Oltre all'articolo 285 CP si applicano infatti anche gli articoli che puniscono le lesioni personali e il danneggiamento. Spesso questi articoli possono anche entrare in concorso, il che, in virtù dell'articolo 49 CP, comporta un aumento dell'entità della pena.

Varie misure legislative che vanno nella direzione delle richieste avanzate dall'autore della mozione sono inoltre in corso di trattamento. Per quanto riguarda la reintroduzione delle pene detentive di breve durata, per esempio, il Consiglio federale rimanda al messaggio del 4 aprile 2012 concernente la modifica del Codice penale e del Codice penale militare (modifica del diritto sanzionatorio; FF 2012 4181) che dovrebbe prossimamente essere dibattuto in Parlamento (12.046). Inoltre, nell'avamprogetto di legge federale sull'armonizzazione delle pene nel Codice penale, nel Codice penale militare e nel diritto penale accessorio, il Consiglio federale ha proposto di aumentare da 30 a 90 aliquote giornaliere la pena pecuniaria minima stabilita dall'articolo 285 numero 2 capoverso 2 CP (FF 2010 5175).

L'aumento della pena massima prevista dall'articolo 285 CP è invece stato già trattato nella mozione Segmüller summenzionata. Tale soluzione non era tuttavia stata considerata opportuna per vari motivi. Non è infatti dimostrato che un inasprimento delle pene comporti una diminuzione del numero di reati commessi. I giudici attualmente non sfruttano appieno il margine di manovra loro offerto dalla pena massima prevista dall'articolo 285 CP (pena detentiva di tre anni) e un aumento di tale pena non inciderebbe in nessun modo sulla loro prassi.

Il Consiglio nazionale ha inoltre già dato seguito alla petizione della Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP) depositata presso il Parlamento (10.2016), incaricando la propria Commissione degli affari giuridici di elaborare un'iniziativa o un intervento parlamentare (Boll. Uff. 2010 N 1647).

Il Consiglio federale ritiene che per il momento non sia necessario agire. Dato che varie modifiche legislative che vanno nel senso della presente mozione sono attualmente pendenti in Parlamento, non è opportuno elaborare parallelamente altre modifiche legislative.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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