Rapporto dell'Unicef sui bambini palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane
13.3128 · Interpellanza · 2013-03-20
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Allarmato dal crescente numero di maltrattamenti su bambini palestinesi detenuti dall'esercito israeliano, nel febbraio 2013, l'Unicef ha pubblicato uno studio (Unicef: Children in Israeli Military Detention - observations and recommendations) che documenta i maltrattamenti sistematici, molto diffusi e istituzionalizzati, inflitti a minori palestinesi. Nella sintesi del rapporto si legge: "It concludes that the ill-treatment of children who come in contact with the military detention system appears to be widespread, systematic and institutionalized throughout the process, from the moment of arrest until the child's prosecution and eventual conviction and sentencing". Secondo l'Unicef, ogni anno, circa 700 bambini sarebbero vittime di questi abusi.
1. Il Consiglio federale è al corrente dell'esistenza di questo rapporto? Quali conclusioni trae dal rapporto?
2. In particolare, è al corrente che Israele ha istituito nel 2009 un tribunale militare speciale per minori dopo che si era saputo che prima persino bambini di 12 anni venivano processati da tribunali militari che giudicano gli adulti (pag. 6 del rapporto dell'Unicef)? Cosa ne pensa di questa prassi?
3. Anche il Consiglio federale ritiene che Israele violi il diritto internazionale, in particolare la Convenzione internazionale dell'ONU sui diritti del fanciullo, attraverso la prassi dell'arresto di bambini in applicazione di diversi decreti militari (military order)?
4. Nel mese di maggio 2011, il Consiglio federale ha deciso di rafforzare la sua politica in materia di diritti dell'uomo trattando l'argomento non più soltanto nel contesto di singoli colloqui condotti con certi Stati, ma sistematicamente durante ogni colloquio bilaterale che la Svizzera intrattiene a livello politico. In occasione di tutti gli abituali futuri colloqui con il governo israeliano, è disposto a tematizzare queste pratiche illegali per fare sì che questa situazione cambi?
5. La Svizzera ha anch'essa ratificato la Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo. Pertanto, il Consiglio federale è disposto a tematizzare nella sede opportuna la problematica dei tribunali militari israeliani per minori?
6. Il 24 gennaio 2013, la Svizzera e Israele hanno deciso di avviare un dialogo su temi militari tra il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport e il Ministero della difesa israeliano. Il Consiglio federale è disposto a sospenderlo fintantoché Israele continuerà a violare i diritti dei bambini palestinesi?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale nutre una generale preoccupazione per la situazione dei diritti dell'uomo e l'insufficiente rispetto del diritto internazionale umanitario nei territori palestinesi occupati. Questa preoccupazione riguarda in special modo anche la situazione dei bambini palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane.
1. Il Consiglio federale conosce il citato rapporto dell'Unicef, in cui si denuncia che la pratica ricorrente dell'incarcerazione militare esercitata sui bambini palestinesi è per diversi aspetti incompatibile con i diritti elementari riconosciuti dalla Convenzione sui diritti del fanciullo. Il rapporto menziona però anche che Israele ha innalzato il limite della maggiore età per i palestinesi da 16 a 18 anni e ha adottato concrete misure per migliorare la protezione dei bambini palestinesi incarcerati, in particolare per quanto riguarda la tecnica di ammanettamento, l'informazione dei genitori e l'accesso a un difensore.
2/3. Gli arresti di bambini palestinesi, la loro conduzione di fronte a un tribunale militare e le eventuali pene detentive conseguentemente inflitte, denunciati nel rapporto dell'Unicef, toccano in particolare gli articoli 37 (garanzie riconosciute al fanciullo in caso di privazione della libertà), 39 (misure di riadattamento e reinserimento) e 40 (diritti del fanciullo nella procedura penale) della Convenzione sui diritti del fanciullo.
La ricorrente incarcerazione di bambini palestinesi da parte della polizia e dell'esercito israeliani è già stata denunciata da diverse organizzazioni non governative prima che fosse pubblicato il rapporto dell'Unicef citato dall'autrice dell'interpellanza. Queste pratiche sono state espressamente criticate anche da vari organismi dell'ONU, tra cui il comitato per i diritti del fanciullo e il comitato contro la tortura.
Considerate le denunce e i giudizi di condanna espressi, il Consiglio federale è del parere che l'incarcerazione di bambini palestinesi da parte di soldati israeliani dia adito a violazioni del diritto internazionale. Il fatto che nel 2009, sotto la spinta delle insistenti critiche formulate dalla comunità internazionale, Israele abbia istituito un tribunale militare specializzato per i bambini non cambia questa opinione. Le violazioni commesse possono riguardare in particolare, a seconda del caso, la Convenzione sui diritti del fanciullo, la Convenzione contro la tortura o la convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra.
4. Nei colloqui con autorità o esponenti di governo israeliani, la Svizzera accenna sempre ai problemi esistenti nel campo dei diritti dell'uomo. Questa pratica concerne anche le violazioni della Convenzione sui diritti del fanciullo constatate nell'evocato rapporto dell'Unicef. Come l'autrice dell'interpellanza, spera che questo possa servire a migliorare la situazione.
5. La Svizzera ha ratificato la Convenzione sui diritti del fanciullo nel 1997 e si adopera in favore di una ratifica universale della convenzione da parte di tutti gli Stati membri dell'ONU. Tuttavia, la prassi non prevede che uno Stato esprima critiche nei riguardi degli altri di fronte a un organo della convenzione come il comitato per i diritti del fanciullo. La convenzione non prevede neppure una procedura di ricorso degli Stati dinanzi al comitato per i diritti del fanciullo. Il problema dei tribunali militari per bambini in Israele viene però sollevata in occasione delle consultazioni politiche bilaterali con Israele.
6. Il 24 gennaio 2013, la Svizzera e Israele hanno firmato una dichiarazione d'intenti nella quale si riafferma la volontà di dialogo tra il DDPS e il Ministero della difesa israeliano. La dichiarazione sottoscritta prevede inoltre il proseguimento dell'attuale cooperazione bilaterale in determinati settori. In concreto, si tratta di uno scambio di informazioni e di esperienze su questioni di protezione della popolazione e di una collaborazione nell'ambito di vari progetti nel campo degli armamenti. La cooperazione militare tra Svizzera e Israele non è mai andata oltre questo ristretto ambito. Non è prevista alcuna estensione della collaborazione neppure con la firma della suddetta dichiarazione d'intenti.
Del resto, l'articolo 3 lettera i della dichiarazione prevede uno scambio di opinioni tra i due ministeri in merito al diritto internazionale umanitario e ai diritti dell'uomo. In tal senso, la Svizzera non considera opportuno interrompere questo dialogo.
Risposta del Consiglio federale.