13.3136 · Interpellanza · 2013-03-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Pongo al Consiglio federale le seguenti domande:
1. Ci può dire se gli indicatori di livello dell'acqua dei reattori nucleari svizzeri sono concepiti in base al medesimo principio di quelli di Fukushima?
2. In caso affermativo, che cosa intende fare, considerato che in caso di problemi, questi indicatori di livello possono portare a decisioni errate e implicare gravi conseguenze?
3. Non ritiene che occorra mettere fuori esercizio le centrali dotate di questo tipo di indicatori di livello finché non sarà trovata una soluzione?
4. Se le nostre centrali dovessero continuare a funzionare con questi indicatori di livello, non sarebbe opportuno aumentare l'assicurazione di responsabilità civile, visto che i rischi di incidente aumentano?
Begründung
L'analisi dell'incidente di Fukushima ha messo in evidenza un importante punto debole del sistema di controllo. Si tratta degli indicatori di livello dell'acqua all'interno del nocciolo del reattore. Questi indicatori di livello hanno un difetto di progettazione. Per misurare correttamente il livello dell'acqua nel reattore hanno bisogno di una quantità predeterminata d'acqua all'interno del serbatoio metallico. Tale quantità d'acqua costituisce un valore di riferimento per l'indicatore. Nel caso di Fukushima, l'acqua di riferimento è stata trasformata in vapore dal combustibile surriscaldato, rendendo impossibile la misurazione esatta del livello d'acqua nel contenitore del reattore. Quest'informazione errata ha portato a tutta una serie di decisioni a cascata di cui ben si conosce l'esito.
Gli esperimenti effettuati su questi indicatori dopo l'incidente hanno confermato che se il livello di rifermento è più basso del valore prestabilito, l'indicatore fornisce una misura più alta di quella reale. In effetti, se il livello di riferimento va perduto a causa di un surriscaldamento estremo o di un'evaporazione, l'indicatore è indotto in errore e segnala un livello dell'acqua più alto di quello reale.
Non è la prima volta che questo problema si verifica, perché questi indicatori di livello erano già stati messi in causa nel 1979, in occasione dell'incidente di Three Mile Island (USA). Gli operatori erano stati indotti in errore perché secondo l'indicatore vi era acqua sufficiente nel reattore, cosa che non corrispondeva al vero. In effetti, gli operatori non avevano la minima idea del livello dell'acqua nel reattore. Quanti incidenti dovranno ancora avvenire prima che si prenda sul serio questo problema?
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'interpellanza si fa riferimento agli incidenti di Three Mile Island (Harrisburg, USA) e di Fukushima-Daiichi (Giappone). L'autrice dell'interpellanza sostiene che gli incidenti siano stati causati da un'indicazione errata del livello dell'acqua all'interno del reattore.
Il reattore di Three Mile Island era ad acqua pressurizzata, quelli di Fukushima-Daiichi sono reattori ad acqua bollente.
La correlazione, evocata nell'interpellanza, fra una misurazione errata del livello e la dinamica dei gravi incidenti di Fukushima-Daiichi e Three Mile Island non trova conferma nelle analisi tecniche degli eventi.
Nel caso di Three Mile Island, una valvola di scarico aperta per errore portò alla perdita di fluido refrigerante lungo un arco di tempo di due ore. Sulla base di una misurazione corretta del livello dell'acqua nel pressurizzatore, i tecnici della centrale stimarono in maniera errata il livello del refrigerante nel contenitore a pressione del reattore. L'errore di interpretazione di una misura corretta portò alla disattivazione dei sistemi di alimentazione ad alta pressione e ad altre misure inappropriate che condussero al verificarsi di un grave incidente con danneggiamento del nocciolo. La principale causa dei danni al nocciolo della centrale di Three Mile Island non è stata quindi una misurazione errata del livello del liquido, ma il mancato riconoscimento di una perdita di refrigerante e un'interpretazione errata di una misura corretta.
Nei reattori ad acqua bollente di Fukushima-Daiichi, la misurazione del livello dell'acqua non aveva alcuna importanza ai fini dei provvedimenti da adottare. Nel caso di Fukushima, la causa principale dei danni al nocciolo non è stata una misurazione errata del livello di riempimento del contenitore, ma il venir meno di tutte le possibilità di immettere refrigerante nel contenitore stesso, a causa della distruzione, da parte dello tsunami, del sistema di alimentazione elettrica d'emergenza.
Le centrali nucleari svizzere sono progettate in maniera differente da quelle giapponesi, anche per quanto riguarda l'alimentazione elettrica d'emergenza o la ridondanza di importanti sistemi. Per esempio, tutte le centrali nucleari svizzere dispongono di sistemi d'emergenza autarchici alloggiati in bunker e di generatori diesel a prova di terremoto e di inondazione.
1. I sistemi di misura del livello di riempimento installati nelle centrali nucleari svizzere corrispondono agli standard internazionali. Sono affidabili e utilizzati in tutto il mondo. Gli indicatori di livello impiegati nei due reattori svizzeri ad acqua bollente (centrali nucleari di Leibstadt e Mühleberg) si basano sul medesimo principio di funzionamento di quelli di Fukushima.
2. La misurazione del livello dell'acqua nei contenitori a pressione dei reattori ad acqua bollente è caratterizzata da un'affidabilità molto elevata. È noto che, in caso di gravi incidenti e in determinate condizioni (dopo una decompressione del contenimento con contemporanea decompressione del contenitore a pressione del reattore) si possono verificare errori di misurazione. I provvedimenti da adottare in una situazione del genere non dipendono tuttavia dalla misurazione del livello e non sono quindi influenzate da eventuali errori di misura.
3./4. Non sono noti problemi tecnici in relazione agli indicatori di livello che possano giustificare una messa fuori servizio delle centrali nucleari svizzere. In questo contesto, non si pone neanche la questione dell'aumento dell'assicurazione di responsabilità civile.
Risposta del Consiglio federale.