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13.3152 · Mozione · 2013-03-20

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di porre fine a tutti i negoziati in corso con altri Stati sull'implementazione dell'imposta liberatoria, poiché per quanto riguarda i patrimoni offshore degli stranieri in Svizzera essa si rivela un vicolo cieco. La continuazione dei negoziati equivarrebbe a uno spreco di risorse lungo il cammino per una piazza finanziaria svizzera conforme sotto il profilo fiscale.

Begründung

Per trasferire valori patrimoniali non dichiarati degli stranieri in Svizzera, nella sua strategia per una piazza finanziaria conforme sotto il profilo fiscale, il Consiglio federale prevede l'imposta liberatoria. Questo cammino si rivela viepiù un vicolo cieco. Mentre in Austria e nel Regno Unito l'imposta liberatoria ha ancora riscontrato consensi, in Germania non ha ottenuto la maggioranza. Inoltre, in Italia la situazione politica è talmente incerta che il proseguimento dei negoziati risulta difficile. Per i Paesi come la Grecia l'imposta liberatoria non costituisce la soluzione giusta per tenere sotto controllo le proprie finanze. Inoltre, in seno all'OCSE essa non suscita simpatia.

L'imposta liberatoria serve soltanto alla regolarizzazione del passato. Tuttavia, occorre dapprima trovare una soluzione per il futuro. L'unica soluzione durevole è solo lo scambio automatico di informazioni.

Ogni ulteriore passo verso l'imposta liberatoria comporta uno spreco inutile di risorse per il DFF. Queste risorse devono essere impiegate per soluzioni promettenti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è disposto a collaborare attivamente in seno all'OCSE allo sviluppo di uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni inteso a garantire la conformità sotto il profilo fiscale, che soddisfi elevate esigenze per quanto concerne il rispetto del principio di specialità e della normativa in materia di protezione dei dati, che assicuri la reciprocità e che comprenda norme affidabili per l'accertamento dell'avente economicamente diritto di tutte le forme giuridiche, compresi trust e società di sede. Con servizi rispettivamente Stati interessati, che non introducono lo standard globale, si concluderanno sempre convenzioni standardizzate sull'imposizione alla fonte con scambio di informazioni su richiesta. L'applicazione di entrambe le convenzioni sull'imposizione alla fonte con il Regno Unito e l'Austria procede sinora senza problemi. I primi dati concreti al riguardo saranno disponibili nell'autunno del 2013.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.