13.3256 · Interpellanza · 2013-03-22
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Sia nel 2011 che nel 2012 l'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) ha sottolineato, a Berna, che a partire dal 2017 non devono più essere realizzate nuove infrastrutture per combustibili fossili, se si vuole contenere il riscaldamento globale entro un limite massimo di due gradi. La Svizzera si è impegnata a sostenere questo obiettivo sia a livello nazionale che internazionale. Come si giustifica perciò l'impegno ufficiale della Svizzera a favore del progetto TAP?
2. La Svizzera ha cercato inutilmente di stipulare in via ufficiale un contratto di fornitura di gas con l'Iran, il Consiglio federale sostiene l'azienda grigionese Repower per quanto concerne la costruzione di una centrale a carbone in Italia e, in questo momento, il nostro Paese sta facendo palesemente la corte all'Azerbaigian. Com'è possibile che la Svizzera ufficiale sostenga questo tipo di progetti, dannosi non solo sotto il profilo climatico, ma estremamente discutibili anche nell'ottica dei diritti umani, della giustizia sociale e della corruzione? Su quali basi costituzionali e legali poggia questo impegno elvetico? La Commissione della politica estera (CPE) è stata informata e consultata in merito a queste attività all'estero?
3. Qual è il motivo principale che ha spinto la Svizzera ad esporsi in modo ufficiale e così marcato per il progetto TAP?
4. Il nuovo gasdotto approvvigionerebbe in primo luogo l'Italia. L'attuale condotta nord-sud non consente di effettuare trasporti da sud a nord e rimane incerto se, in futuro, vi sarà questa possibilità. L'approvvigionamento di gas in Europa è attualmente sufficiente e l'UE ha deciso di rinunciare in futuro all'energia prodotta a partire da vettori fossili. Il fabbisogno in questo settore è pertanto destinato a diminuire e non ad aumentare. Qual è l'interesse economico di questa impresa?
5. Se l'idea è quella di esercitare pressione sui prezzi del gas russo, rafforzando la concorrenza, sorge il dubbio: perché l'Azerbaigian dovrebbe praticare prezzi più bassi rispetto alla Russia? Quale peso è stato dato al fatto che, a livello mondiale, aumenterà in modo massiccio l'offerta di gas naturale liquefatto (GNL) e che, di conseguenza, la concorrenza farà il suo corso anche senza il nuovo gasdotto?
6. In quale misura è possibile migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento, se continuano ad essere realizzati gasdotti da aree instabili verso l'Europa occidentale?
7. Se il consorzio TAP, legato all'azienda Axpo, si aggiudicasse l'appalto, sarebbe obbligato, sotto il profilo politico, a realizzare il progetto oppure l'Axpo avrebbe la facoltà di rivalutare l'aspetto della redditività? La Confederazione interverrebbe, qualora il progetto TAP si rivelasse un investimento inappropriato e non ammortizzabile?
Stellungnahme des Bundesrates
1./3. L'impegno del Consiglio federale a favore del Gasdotto Trans Adriatico (TAP) avviene nel quadro della strategia energetica del Consiglio federale e non compromette in nessun modo gli obiettivi di protezione del clima del collegio.
Per quanto concerne il Gasdotto Trans Adriatico (TAP), si tratta di un progetto previsto per il trasporto di gas dall'Azerbaigian (giacimento di gas Shah Deniz 2) all'Italia a partire dal 2018/19 (il cosiddetto corridoio meridionale per il gas). L'impresa svizzera Axpo detiene una quota del 42,5 per cento del progetto TAP, che ha la sua sede in Svizzera. Un consorzio internazionale senza partecipazione svizzera gestisce l'estrazione del gas in Azerbaigian.
Il Consiglio federale si impegna a favore del progetto TAP per assicurarsi che il gas venga trasportato dall'Azerbaigian in Europa nel pieno rispetto degli interessi strategici svizzeri (mantenimento o potenziamento della funzione di punto di snodo per il trasporto di elettricità, diversificazione dell'approvvigionamento di gas e, di conseguenza, maggiore sicurezza energetica in Svizzera, rafforzamento della sicurezza energetica nei Balcani occidentali) come anche degli interessi economici (introiti derivanti dal transito del gas tra l'Italia e la Germania, partecipazione di un'impresa svizzera al progetto TAP). L'impegno a favore del gasdotto TAP è parte integrante della strategia di politica estera della Svizzera in materia energetica.
Il progetto concorrente del gasdotto TAP è il progetto Nabucco Ovest che prevede la realizzazione di un gasdotto che passa attraverso la Bulgaria, la Romania e l'Ungheria per raggiungere l'Austria. Per i motivi summenzionati tale soluzione risulta tuttavia meno attrattiva per la Svizzera.
2. Fino a quando in Svizzera predomineranno i vettori energetici fossili, quest'ultimi dovranno essere importati dall'estero.
Le relazioni tra la Svizzera e l'Azerbaigian rivestono un'importanza particolare, non solo per ragioni di politica energetica o di cooperazioni economiche, ma anche perché l'Azerbaigian fa parte del gruppo di voto svizzero all'interno delle istituzioni di Bretton Woods (Fondo monetario internazionale FMI, Banca mondiale). Tra gli obiettivi principali perseguiti dalla politica estera svizzera in Azerbaigian, oltre all'intensificazione delle cooperazioni a livello economico, scientifico e tecnologico, figurano il rispetto dei diritti dell'uomo e la tutela dello Stato di diritto.
La Svizzera segue attentamente la situazione dei diritti dell'uomo in Azerbaigian. Essa si è impegnata sia a livello bilaterale che multilaterale a rilevare le possibilità di miglioramento dei diritti dell'uomo, ad esempio nel quadro dell'esame periodico universale (Universal Periodic Review; UPR) in occasione del Consiglio ONU dei diritti dell'uomo nella primavera 2013, offrendo nella misura del possibile il suo appoggio attraverso la partecipazione a progetti concreti.
L'impegno del Consiglio federale a favore del progetto TAP rientra nella strategia di politica estera in materia energetica e la base legale è fornita, tra l'altro, dagli articoli 54 e 101 della Costituzione federale. Esso è menzionato regolarmente nel rapporto sulla politica estera del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il Consiglio federale parte pertanto dal principio che la Commissione della politica estera (CPE) ne sia informata.
4. Complemento alla risposta ad domanda 1: la Commissione europea nonché diversi Stati membri dell'UE si impegnano anch'essi a favore dell'apertura di un corridoio meridionale per il gas, visto che, nonostante l'attuale buona qualità dell'approvvigionamento di gas in Europa, sussiste un interesse strategico a diversificare maggiormente le forniture.
L'attuale gasdotto attraverso la Svizzera sarà adattato in modo tale da permettere un trasporto di gas anche da sud a nord entro il 2017.
5. L'impegno della Svizzera non è legato a ragionamenti di tipo tariffario. Il rischio economico associato al gasdotto TAP, inclusi i rischi legati all'evoluzione dei prezzi, è assunto interamente dalle imprese che partecipano al progetto.
6. Tutto il gas consumato in Svizzera proviene dal nord e arriva dalla Germania (comprende circa il 25 per cento di gas russo). Questa situazione rappresenta un certo rischio da non sottovalutare nel caso di problemi di capacità in Germania o in altri Paesi europei. Quantitativi di gas supplementari disponibili sulla rete italiana potrebbero pertanto rivelarsi preziosi sotto il profilo tecnico per garantire l'approvvigionamento in Svizzera.
7. Il rischio economico legato al progetto TAP è assunto interamente dalle imprese che partecipano al progetto.
Risposta del Consiglio federale.