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13.3281 · Mozione · 2013-03-22

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di dotare il Paese di una banca pubblica d'investimento che interverrebbe a titolo sussidiario qualora fosse necessario sviluppare o salvare settori strategici della nostra economia.

Begründung

Nel mondo occidentale il settore della produzione industriale è messo a rischio dalla concorrenza dei Paesi emergenti, che producono a costi inferiori grazie a una manodopera a basso costo. A ciò si aggiunge una nuova minaccia. I Paesi emergenti, infatti, ormai diventati le fabbriche del mondo, stanno acquisendo le capacità innovative che avvantaggiavano le economie occidentali in termini di valore aggiunto.

Finora la Svizzera ha resistito meglio di altri Paesi ai feroci attacchi della globalizzazione. Ciononostante il settore secondario della nostra economia è in seria difficoltà e non solo a causa del franco forte. Per evitare la desertificazione del nostro settore industriale e garantirne la sopravvivenza occorre adottare delle misure prima che sia troppo tardi e migliorare costantemente le condizioni quadro. Ma anche questo non basta. Lo Stato deve fungere da motore del cambiamento quando un settore industriale portante non può garantire da solo gli investimenti necessari per darsi slancio o per rinnovarsi. Gli Stati Uniti non esitano a svolgere questo ruolo, con successo, anche nel settore automobilistico.

La Svizzera deve prefiggersi di mantenere e sviluppare la propria produzione industriale nei settori che hanno un futuro, in particolare in quello delle energie rinnovabili. A tale scopo, chiedo al Consiglio federale di creare una banca pubblica d'investimento e di presentare un progetto dettagliato alle Camere federali. Le questioni del capitale iniziale e della forma giuridica dovranno essere affrontate in modo tale che l'istituto disponga delle risorse e dell'indipendenza necessarie.

Una simile banca pubblica d'investimento opera con successo in Germania dal 1948. Il Consiglio federale potrebbe ispirarsi a questo modello, adeguandolo alle dimensioni e alle esigenze del nostro Paese.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nell'ambito della globalizzazione delle attività economiche, i Paesi emergenti stanno mettendosi sempre più in luce con esportazioni risultanti in misura maggiore da lavori qualificati e da sforzi di ricerca e sviluppo propri. Questo fatto crea sì una maggiore concorrenza per le imprese svizzere, ma fa di questi Paesi mercati di sbocco sempre più interessanti per i prodotti ad alto valore aggiunto dell'economia esportatrice svizzera. Nel contesto di questo processo di specializzazione globale sono i mercati a determinare su quali attività l'economia svizzera deve concentrarsi. Questo cambiamento strutturale viene accelerato dall'attuale forza del franco svizzero.

Lo Stato sostiene con diversi strumenti unicamente i rami industriali che sono esposti a una forte pressione innovativa. A tal proposito vanno menzionati innanzitutto i fondi versati in generale a favore della formazione e della ricerca, indipendentemente dai progetti innovativi promossi da singole imprese. La formazione di specialisti altamente qualificati incrementa il potenziale d'innovazione dell'economia in generale, senza che vi sia un orientamento problematico su determinati settori che gli ambienti politici considerano "strategici" per la nostra economia. Con questo approccio la Svizzera ha avuto molto successo in passato, come dimostrano vari raffronti internazionali sulla capacità d'innovazione.

Vi sono inoltre diversi strumenti destinati direttamente alle imprese, tra cui soprattutto i fondi della Commissione per la tecnologia e l'innovazione, che negli ultimi anni ha incrementato notevolmente il suo impegno finanziario. Si possono inoltre menzionare anche il sistema delle cooperative di fideiussione e la Società svizzera di credito alberghiero. Con l'articolo 35 della nuova legge sul CO2 si è inoltre creata una base legale per le fideiussioni relative a progetti innovativi (fondo di tecnologia) e in ambito ambientale vi è la possibilità di promuovere progetti nel campo delle tecnologie ambientali e degli impianti di dimostrazione. Come menzionato nel rapporto sul capitale di rischio, il Consiglio federale si adopera inoltre per migliorare le condizioni relative all'investimento di capitali privati per finanziare l'innovazione e la crescita.

Diversi studi hanno evidenziato infine che in Svizzera le imprese sono solitamente in grado di finanziare progetti seri. Anche in tempi difficili, come durante la recente crisi finanziaria ed economica, l'assegnazione di crediti alle PMI, che spesso non vantano una forte capitalizzazione, non si è rivelata di per sé problematica.

Una banca fondata dallo Stato e obbligata ad assegnare i suoi crediti in base a chiari obiettivi politici - come quello di mantenere intatta l'importanza di determinati settori economici - correrebbe il rischio di avere un portafoglio costituito da crediti inopportuni dal punto di vista commerciale o da investimenti sostitutivi dei crediti che altrimenti sarebbero messi a disposizione da investitori privati. Entrambi i casi sono incompatibili con i principi dell'economia di mercato e vanno pertanto rifiutati. Non si devono inoltre sottovalutare i costi e i rischi che un tale istituto finanziario comporterebbe.

L'attuale situazione della Svizzera non può essere paragonata al contesto in cui è stato fondato l'istituto di credito tedesco "Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW)". La sua esistenza è legittimata dalla penuria creditizia e dal fabbisogno di fondi per la ricostruzione postbellica e per la riunificazione tedesca. L'esempio della KfW evidenzia nel contempo quali sono i problemi relativi alla legislazione in materia di sussidi statali che si verrebbero a creare con l'istituzione di una tale banca. Dato che la IPEX-Bank GmbH, affiliata della KfW, finanzia anche i committenti degli esportatori tedeschi e offre così i propri servizi in una situazione di concorrenza diretta con le altre banche commerciali, il 1° gennaio 2008 questo settore commerciale ha dovuto essere scorporato dal gruppo di banche KfW e integrato in un istituto giuridicamente indipendente, d'intesa con la Commissione europea. Contrariamente alla stessa KfW, la IPEX-Bank è soggetta sia alla vigilanza bancaria che all'obbligo fiscale e si rifinanzia a condizioni di mercato, il che restringe notevolmente la promozione.

Secondo il Consiglio federale l'istituzione di una tale banca non è necessaria né auspicabile.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.