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13.3296 · Interpellanza · 2013-04-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nel 2012 la SSR ha accusato un deficit record di 117 milioni di franchi. La SSR adduce come motivazione gli accantonamenti per il risanamento della cassa pensioni. Non viene però apportata dalla SSR alcuna modifica all'età di pensionamento fissata a 62 anni per i quadri, il che è inaccettabile. Questi pensionamenti anticipati ricadono completamente su chi paga il canone; gli assicurati invece non sono chiamati a versare alcun contributo di tasca propria.

Nel "Sonntags-Blick" del 15 aprile, Roger de Weck, direttore generale della SSR, ha espresso la sua opinione: "Siamo di fronte a obiettivi inconciliabili. Da una parte vi è giustamente la generale tendenza ad innalzare l'età di pensionamento, dall'altra un'impresa mediatica ha sempre più bisogno di nativi digitali nei ruoli dirigenziali". E su nZZ.ch del 15 ottobre 2012: "... Non so ancora quale possa essere una soluzione intelligente. Dobbiamo rifletterci ancora a lungo. Da quando sono alla SSR, tendo a riflettere molto più di quando ero redattore".

Soltanto con le riflessioni non si risolve questo conflitto tra obiettivi inconciliabili. Trincerandosi dietro il pretesto dell' "indipendenza" la SSR può fare quel che vuole. Purtroppo il Parlamento in questo caso ha le mani legate.

1. Il Consiglio federale è disposto a intervenire presso la SSR affinché anche ai quadri si applichi un'età di pensionamento di 65 anni?

2. Il Consiglio federale è anche del parere che la SSR debba prima aumentare l'età di pensionamento dei quadri a 65 anni e poi risanare la cassa pensioni con i proventi del canone?

3. Quanti quadri della SSR sono stati pensionati (su base annua) dall'introduzione di questo privilegio speciale nel 2001?

4. A quanti franchi ammontano i pensionamenti e le rendite transitorie AVS (su base annua) che gravano su chi paga il canone?

5. Il Consiglio federale come giudica le misure unilaterali proposte dalla SSR per il risanamento della cassa pensioni? Sono sufficienti o considera che siano necessari ulteriori pagamenti? Dove si situa il grado di copertura economica della cassa?

6. Perché non sono stati valutati già prima in modo più attento i possibili rischi legati alla cassa pensioni della SSR, dopo che già nel 2005 erano state poste in Parlamento domande altrettanto critiche?

7. Gli accantonamenti comunicati dalla SSR per la cassa pensioni si basano sul regolamento per il risanamento rilasciato nel 2009?

8. I collaboratori della SSR con redditi da attività accessorie forniscono contributi alla cassa pensioni su questi onorari supplementari? In caso di risposta negativa, perché non è così?

Stellungnahme des Bundesrates

L'autonomia della SSR garantita dalla Costituzione si estende anche all'organizzazione e ai provvedimenti nell'ambito del personale, incluse le questioni relative alla cassa pensioni. La legge sulla radiotelevisione (legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione; RS 784.40) accorda una certo margine di manovra ma pone anche dei limiti alla sua libertà di azione, obbligando la SSR a una gestione efficace alla redditività e fissando l'applicazione delle disposizioni sui salari dei quadri del diritto federale.

1. In tale contesto e considerando che la responsabilità della cassa pensioni dipende per legge dal Consiglio di fondazione, non spetta al Consiglio federale intervenire nello sviluppo della cassa pensioni o fissare l'età di pensionamento. Il Consiglio federale ha tuttavia preso atto che un gruppo di lavoro interno alla SSR è stato creato già nel 2012 con l'intento di verificare la possibilità e le condizioni per innalzare e rendere più flessibile l'età di pensionamento dei quadri.

2. Il grado di copertura della cassa pensioni della SSR si situa a 104 per cento il 31 dicembre 2012. Sebbene le riserve di fluttuazione debbano essere ancora aumentate, la cassa non lascia tuttavia trasparire né una copertura insufficiente né un'incapacità di finanziamento. In altre parole, la cassa pensioni della SSR non è in uno stato tale da richiedere un risanamento.

I cambiamenti previsti (passaggio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi come pure il calo del tasso tecnico dal 4 per cento al 3,25 per cento) non sono delle misure di risanamento ma bensì delle misure proattive che mirano ad assicurare la stabilità della cassa pensioni nel tempo. L'adattamento del tasso tecnico è conforme alle buone pratiche del secondo pilastro.

3. Il numero dei quadri che ha raggiunto l'età di pensionamento andato in pensione a partire dal 2001 ammonta a 191. Dal 2001 sono in media 16 i quadri andati in pensione ogni anno. Il numero più elevato di quadri pensionati annualmente ammonta a 27 nel 2008 mentre sia nel 2011 che nel 2012 i pensionamenti sono stati 11 l'anno.

4. I pensionamenti e le rendite transitorie in questione non causano costi particolari a chi paga il canone. Come tutti gli altri datori di lavoro, la SSR partecipa per legge e secondo il regolamento al finanziamento del secondo pilastro dei suoi impiegati.

Il regolamento della cassa pensioni della SSR permette al personale assicurato il pensionamento anticipato a partire dall'età di 58 anni, ma tramite una riduzione della rendita. Per i collaboratori che hanno compiuto il 60° anno d'età, la cassa pensioni garantisce su richiesta una rendita transitoria fino al raggiungimento dell'età legale di pensionamento. Stando alle informazioni della SSR la metà di questa rendita transitoria viene finanziata dall'assicurato stesso con una riduzione a vita della rendita. L'altra metà viene finanziata dalla cassa pensioni tramite redditi da capitale e contributi.

5. Come indicato al punto 2, il grado di copertura della cassa pensioni della SSR si situa al 104 per cento il 31 dicembre 2012. La misure finanziarie proposte dalla SSR dovrebbero permettere alla cassa pensioni di mantenere questo tasso di copertura dopo la modifica del primato e il calo del tasso tecnico.

Per contro il fatto che la cassa pensioni sia in grado di assicurare le prestazioni in futuro dipende tra l'altro dal rendimento che conseguirà sul mercato.

6. Il rapporto del Controllo federale delle finanze del 29 marzo 2006 (www.cdf.admin.ch > Pubblicazioni > Valutazioni) sull'esame della situazione finanziaria ed economica della SSR evidenzia che la cassa pensioni non rappresentava per la SSR (fondatrice) alcun rischio strutturale sul piano finanziario. Tuttavia suggeriva di verificare periodicamente l'opportunità di passare a un sistema retto dal primato dei contributi.

Inoltre un'eventuale adeguamento del tasso tecnico non era ancora un aspetto d'attualità nel 2005. È soltanto dopo la crisi finanziaria del 2008 e con il costante aumento della speranza di vita degli assicurati che gli attori della previdenza professionale hanno dovuto affrontare realmente la questione, adattando di conseguenza le condizioni quadro attuariali.

7. No. Ma qualsiasi calo del tasso tecnico causa un bisogno di capitali di copertura più importante per finanziare le rendite. Senza l'impegno della SSR a compensare l'impatto finanziario del futuro calo del tasso tecnico, la cassa pensioni non sarebbe coperta a sufficienza e necessiterebbe di fatto delle misure di risanamento. In tale contesto si applicherebbe il regolamento di risanamento della cassa pensioni e la SSR dovrebbe intervenire perché altrimenti gli accantonamenti della cassa pensioni previsti da bilancio risulterebbero appena sufficienti a fronte dei rischi attuariali.

8. Gli eventuali redditi accessori sono dei redditi percepiti dai collaboratori presso altri datori di lavoro. Se e come questi redditi siano soggetti alle disposizioni della LPP è stabilito nel contratto di diritto privato che lega questi collaboratori ai rispettivi datori di lavoro.

Risposta del Consiglio federale.