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Persone rinviate forzatamente alla frontiera svizzera nel corso della seconda guerra mondiale. Verità storica piuttosto che politica

13.3304 · Mozione · 2013-04-16

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire una commissione di storici neutri con il compito di determinare nel modo più preciso possibile il numero di persone che sono state rinviate alla frontiera svizzera nel corso della aeconda guerra mondiale, in particolare di confessione ebraica.

Begründung

Il celebre cacciatore di nazisti Serge Klarsfeld ha dichiarato più volte che stima che le persone rinviate alla frontiera svizzera durante la seconda guerra mondiale fossero circa 3000, mentre il numero comunemente ammesso, in particolare dalla Commissione Bergier, supera le 24 000, vale a dire un numero otto volte superiore. Per rispetto nei confronti di coloro che in quel periodo hanno dovuto prendere decisioni difficili in un contesto delicato è necessario far luce sulla questione e rendere giustizia ai vari protagonisti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Come nel caso dei rapporti dei professori Ludwig e Bonjour, commissionati dal Consiglio federale negli anni 1950 e 1960, la ventina di studi della Commissione Bergier, istituita dalle Camere federali nel 1996, ha dato il via a nuove ricerche e discussioni, in particolare per quanto concerne la politica in materia di rifugiati tra il 1933 e il 1945. Il Consiglio federale accoglie con favore questi sviluppi. Sulla base di tali ricerche e discussioni, la Commissione Bergier aveva già rivisto al ribasso il numero di rifugiati respinti durante la guerra. Nel rapporto finale della commissione, pubblicato nel 2002, la cifra è stimata in poco più di 20 000 persone, tra ebrei e non ebrei.

Le stime presentate da Serge Klarsfeld, nel 2000 e poi all'inizio di quest'anno, si fondano in gran parte sulle ricerche da parte della storica ginevrina Ruth Fivaz-Silbermann. Tali ricerche, in corso già da vari anni, riguardano solo i rifugiati di confessione ebraica. I risultati sono attesi a breve.

Il Consiglio federale non crede che, in questo contesto, l'impiego di una commissione di storici permetterebbe di ottenere cifre più precise. Inoltre, gli archivi sono oggi completamente accessibili; ad esempio, nel 2004 il Consiglio federale ha reso disponibile l'intero materiale scientifico raccolto dalla Commissione Bergier sulla politica in materia di rifugiati. Al contrario, nel caso della nomina del professor Ludwig e poi del professor Bonjour nonché dell'istituzione della Commissione Bergier, è stato necessario decidere l'apertura di archivi che sarebbero altrimenti rimasti inaccessibili. Inoltre, è opportuno tenere conto del fatto che una parte dei documenti originali sono irrimediabilmente perduti da decenni.

Pur riconoscendo l'importanza della tematica storica evocata nella mozione, il Consiglio federale è dell'opinione che, in considerazione dell'apertura degli archivi e come già menzionato nella sua presa di posizione in occasione della pubblicazione del rapporto finale della Commissione Bergier nel 2002, spetti ora ai cittadini e al mondo scientifico "formarsi una propria opinione e discutere o integrare tali risultati". Il Consiglio federale non ritiene dunque che l'istituzione di una commissione sia il mezzo adeguato a risolvere questa questione storica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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