13.3446 · Mozione · 2013-06-13
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di istituire le basi legali per poter creare un fondo per favorire l'occupazione e la formazione nelle zone più a rischio di dumping salariale. I datori di lavoro devono versarvi un contributo per ogni lavoratore reclutato all'estero. Con questo fondo devono essere finanziate sia misure di riqualifica e formazione professionale sia più controlli da parte delle commissioni tripartite.
Begründung
Nelle zone di frontiera, si assiste a un progressivo aumento dei lavoratori frontalieri con un effetto di sostituzione di lavoratori indigeni e, di conseguenza, dumping salariale. I datori di lavoro che reclutano personale straniero devono quindi contribuire a misure volte a favorire la formazione e la riqualifica professionale nonché la creazione di più posti per apprendisti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La misura proposta nella mozione mira a sostenere la formazione e l'occupazione nelle zone più a rischio di dumping salariale. La Svizzera è già provvista di strumenti in questo ambito. Oltre alle misure collaterali alla libera circolazione delle persone (LCP), le regioni toccate hanno infatti a disposizione una serie di misure incentrate sulla promozione della formazione.
L'assicurazione contro la disoccupazione attua provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML) per il rapido e duraturo reinserimento nel mercato del lavoro dei suoi assicurati. I cantoni hanno la competenza di predisporre dei PML che rispondano efficacemente ai bisogni del mercato del lavoro locale. Il loro finanziamento è legato ai rispettivi tassi di disoccupazione e al relativo numero di persone in cerca di impiego. Un ruolo importante fra i PML è svolto dai provvedimenti riguardanti la formazione: più della metà dei costi riguarda infatti provvedimenti di questo tipo, soprattutto nei cantoni periferici.
Allo scopo di garantire la presenza di sufficiente manodopera qualificata il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha inoltre lanciato un'iniziativa sul personale qualificato. L'obiettivo è riuscire entro il 2020 a soddisfare la richiesta di personale qualificato servendosi prioritariamente del potenziale rappresentato dalla manodopera nazionale. Nel rapporto pubblicato il 21 maggio 2013 il DEFR e la Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP) identificano quattro priorità: specializzazione, miglioramento della conciliabilità fra vita familiare e professionale, promozione dell'attività professionale dei lavoratori anziani e promozione dell'innovazione. In considerazione di quanto sopra esposto risulta chiaro che l'offerta di provvedimenti in questi ambiti da parte di Confederazione e cantoni è già molto ampia. Essendo però necessario intensificare gli sforzi in questo settore, gli stessi hanno deciso di avviare una collaborazione con le parti sociali, in particolare per promuovere la formazione professionale allo scopo di incoraggiare i talenti.
Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la formazione contribuirebbe a limitare i rischi di dumping salariale. Riscuotere un contributo sull'assunzione di manodopera estera presso le imprese come suggerito nella mozione è tuttavia contrario all'articolo 7 lettera a dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) che prevede infatti la parità di trattamento con i lavoratori nazionali in caso di assunzione. La misura proposta costituirebbe dunque una discriminazione indiretta all'assunzione e non sarebbe compatibile con l'ALC.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.