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Garanzia della stabilità finanziaria del secondo pilastro obbligatorio e della prevedibilità delle sue prestazioni

13.3462 · Postulato · 2013-06-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di studiare (per es. nel quadro della riforma della previdenza per la vecchiaia) come depoliticizzare l'aliquota minima di conversione (AMC) della LPP garantendo al contempo ampie certezze alla pianificazione del pensionamento. L'obiettivo dev'essere la fissazione di prospettive previdenziali realistiche da cui trarrebbero giovamento sia gli assicurati che l'intero sistema. Tra le altre, andranno esaminate le seguenti proposte:

1. Definizione dell'AMC da parte di un organo indipendente (per es. il consiglio di fondazione, la CAV PP), sulla base di parametri tecnicamente corretti e trasparenti (speranza di vita, redditi da investimento ecc.).

2. Regolare ridefinizione dell'AMC da parte del Consiglio federale, con il preciso incarico di impossibilitare redistribuzioni indesiderate.

3. Per garantire una migliore pianificabilità del pensionamento nonostante la depoliticizzazione, l'AMC potrebbe essere calcolata in funzione dell'anno di nascita e resa nota con largo anticipo rispetto a una determinata età pensionabile di riferimento.

4. Sistema di rendite variabile: ad una rendita fissa garantita si aggiunge un supplemento in funzione dell'andamento del mercato, calcolato sulla base di parametri tecnicamente corretti e trasparenti. Per avere una rendita costante nonostante la volatilità dei mercati, i supplementi potrebbero essere spalmati su diversi anni.

Begründung

Nella previdenza per la vecchiaia vi è grande bisogno di sicurezza. Ma un'autentica sicurezza può esistere soltanto se le prospettive previdenziali restano costanti nel tempo. Purtroppo però la politica tende a garantire prestazioni impossibili da finanziare a lungo termine. L'AMC è un valore attuariale e non un compromesso politico. Dovrebbe quindi essere definita il più indipendentemente possibile dalla politica.

Il Consiglio federale, tuttavia, ne rifiuta la depoliticizzazione definendola un "parametro attuariale di considerevole rilevanza politica". Un atteggiamento cieco e velleitario, dal momento che la demografia e la longevità non sono decisioni politiche e che non vi è garanzia legale al mondo che renda possibile la quadratura del cerchio.

La depoliticizzazione, del resto, non è incompatibile con il bisogno di sicurezza della popolazione. Ed è proprio questo lo scopo delle proposte di cui sopra: conciliare i vantaggi della depoliticizzazione con la pianificabilità del pensionamento. Un passo molto importante nella prospettiva della flessibilizzazione dell'età pensionabile, che potrebbe essere senz'altro integrato da misure a favore di un'eventuale generazione di transizione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Le linee direttive della riforma "Previdenza per la vecchiaia 2020", adottate dal Consiglio federale il 21 giugno 2013, pongono l'accento sulla tutela degli interessi degli assicurati. Propongono quindi una soluzione equilibrata volta, da un lato, a mantenere a un livello adeguato l'importo delle rendite, dall'altro, a garantire l'equilibrio finanziario dell'AVS e del secondo pilastro. Nella maggior parte dei casi, le proposte formulate nel postulato non solo sarebbero incompatibili con le linee direttive della riforma definite dal Consiglio federale, ma metterebbero addirittura in discussione il progetto stesso. In effetti, con la determinazione dell'aliquota di conversione minima LPP da parte di un organo indipendente o un sistema di rendite variabile non si potrebbe più garantire agli assicurati il mantenimento delle prestazioni. Le altre proposte potranno essere esaminate nel quadro di un progetto che sarà posto in consultazione entro la fine dell'anno. Nel relativo messaggio, il Consiglio federale illustrerà la necessità di introdurre nella legge l'aliquota minima di conversione LPP e, di conseguenza, anche la questione della depoliticizzazione. La riforma prevederà di ridurre l'aliquota al 6,0 per cento nel giro di quattro anni (cioè a scatti di 0,2 punti percentuali all'anno) e di rivalutarla a intervalli più brevi, ovvero ogni cinque anni invece dei dieci attuali, come si raccomanda anche nel postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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