13.3476 · Interpellanza · 2013-06-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande:
1. L'aviazione di montagna a scopo turistico si contrappone da sempre alle esigenze di silenzio e tranquillità nonché alle disposizioni che regolamentano i paesaggi protetti. A quali conclusioni giunge il Consiglio federale alla luce del fatto che, da vent'anni a questa parte, l'UFAC non ha mantenuto la promessa di riesaminare le aree d'atterraggio e che ancora non si è risolta la questione?
2. Sembra evidente che l'UFAC non è all'altezza di gestire il dossier. Non sarebbe il caso di attribuire il dossier a un altro Ufficio federale?
Begründung
Attualmente le aree d'atterraggio in montagna fruibili e utilizzate a scopo turistico sono 42, di cui 22 si trovano all'interno di paesaggi protetti a livello nazionale oppure nelle immediate vicinanze degli stessi. Alcune di queste aree d'atterraggio, situate in zone perlopiù isolate e incontaminate, consentono la pratica dell'eliski.
Da anni l'eliski è un tema che suscita controversie a livello politico. Oltre vent'anni fa, per proteggere i paesaggi alpini e di alta montagna e la relativa fauna, è stato proposto di limitare o di vietare i voli in elicottero a scopo puramente turistico. Dai tempi dell'interpellanza Nabholz (94.3099) il Consiglio federale ha sempre fatto riferimento al riesame delle aree d'atterraggio in montagna nel quadro del piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA). Da allora sono ormai passati vent'anni e di fatto non si è giunti ad alcun risultato concreto.
Nel 2000 il Consiglio federale aveva comunque deciso di far riesaminare, nel quadro dello PSIA, tutte le aree d'atterraggio in montagna, anche alla luce delle esigenze della protezione della natura e dell'ambiente. Di questo compito era stato incaricato l'UFAC. Il riesame della prima regione (Vallese sud-orientale) si è concluso nel 2010, senza che venisse raggiunto un consenso. Un'eventuale soppressione delle aree d'atterraggio all'interno dell'oggetto dell'IFP non era elemento di discussione. Numerosi sono stati i ricorsi presentati in seguito. Nel frattempo, la situazione è molto tesa a Zermatt.
Il conflitto che scaturisce dall'utilizzazione delle regioni di alta montagna deve essere urgentemente risolto. Dal 2000 l'UFAC non è stato in grado di presentare risultati tangibili. Anzi, il tutto si è arenato e c'è il rischio che la situazione si inasprisca come è successo a Zermatt. Bisogna assolutamente agire cambiando la procedura. L'impressione diffusa è che l'UFAC non sia in grado di gestire la situazione conflittuale. Non sarebbe forse meglio affidare il dossier sulla revisione delle aree d'atterraggio in montagna a un altro ufficio federale?
Stellungnahme des Bundesrates
Per quanto concerne l'utilizzazione delle aree d'atterraggio in montagna e in particolare l'eliski, gli interessi delle regioni che vivono di turismo come pure quelli del soccorso di montagna e delle imprese di trasporto con elicotteri si contrappongono nettamente alle esigenze della protezione della natura e dell'ambiente. Nell'autunno del 2000, il Consiglio federale ha incaricato l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) di riesaminare la rete esistente delle aree d'atterraggio in montagna e di procedere, se del caso, a una sua ridefinizione nel quadro di una procedura del piano settoriale (piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica PSIA). Tale procedura prevede la partecipazione di tutte le cerchie interessate e il raggiungimento di un consenso che implica, dunque, un'ampia consultazione delle parti.
Il riesame delle aree d'atterraggio in montagna si svolge regione per regione. La prima regione interessata è stata quella attorno al comune di Zermatt (Vallese sud-est) sul cui territorio si trovano numerose aree d'atterraggio in montagna. Poco dopo sono state avviate le procedure di coordinamento del PSIA per le regioni Aletsch/Susten e Vallese sud-ovest.
Finora è emerso che difficilmente si potranno trovare soluzioni soddisfacenti per tutte le parti coinvolte nell'utilizzazione delle aree d'atterraggio in montagna. Il coordinamento si è rivelato molto complesso e lungo. Nel novembre del 2010, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) aveva infine emanato una decisione concernente le sei aree d'atterraggio in montagna situate nella regione Vallese sud-est. Contro la stessa, è stato interposto ricorso presso il Tribunale amministrativo federale sia dalle associazioni di protezione della natura che dai comuni interessati e dalle imprese di trasporto con elicotteri. Il Tribunale ha richiesto la presentazione di una perizia della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio e questa è ora disponibile. Alla luce di questa perizia, il DATEC rivedrà la sua decisione ancora una volta e procederà a una nuova ponderazione degli interessi aeronautici, economici ed ecologici.
Una volta conclusa la procedura per la regione Vallese sud-est, il Consiglio federale stabilirà se il riesame delle aree d'atterraggio in montagna dovrà proseguire e, in caso affermativo, se modificare la procedura. Il Consiglio federale non ritiene opportuno assegnare la competenza del dossier a un altro ufficio federale.
Risposta del Consiglio federale.