Lexipedia

13.3557 · Mozione · 2013-06-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Si incarica il Consiglio federale di creare le condizioni quadro giuridiche per assicurare che la quota di capitale proprio delle società che esercitano le centrali nucleari sia almeno tale da consentire di soddisfare in qualsiasi momento le disposizioni della legge federale sull'energia nucleare e del codice delle obbligazioni. In tal modo si vuole assicurare che la fase successiva all'esercizio e lo smaltimento siano finanziati come previsto dalla legge, evitando in ogni modo che questi costi gravino sui contribuenti.

Begründung

La società Kernkraftwerk Leibstadt AG (KKL), nel rapporto di gestione 2012, indica un capitale proprio di soli 508 milioni di franchi svizzeri; la Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG (KKG) uno di 348 milioni di franchi svizzeri. Nei confronti del fondo di smaltimento e del fondo di disattivazione, la KKL ha attualmente un debito di oltre 4 miliardi di franchi, la KKG di oltre 2,5 miliardi. Questi importi devono trovarsi nei fondi al momento della disattivazione degli impianti. Una quota di capitale proprio così bassa ha gravi conseguenze. Le società non potrebbero sopportare eventuali superamenti dei costi di disattivazione e di smaltimento preventivati. Non sarebbero inoltre in grado di pagare i contributi di risanamento che si renderebbero necessari per entrambi i fondi in caso di mancato conseguimento del previsto rendimento patrimoniale del 5 per cento. E se nei prossimi anni le centrali nucleari di Leibstadt o Gösgen dovessero essere disattivate per ragioni di sicurezza, tali società non potrebbero versare i contributi dovuti, neanche se il rendimento patrimoniale fosse del 5 per cento. In tutti questi casi, vi è un forte rischio che falliscano e che il denaro mancante per la disattivazione delle centrali e per lo smaltimento delle scorie radioattive debba essere versato dallo Stato. Le società che esercitano le centrali nucleari cercano di calmare le acque annunciando che, nell'ambito di contratti di diritto privato, si è convenuto che, in caso di fallimento, le società madri, quindi in particolare Alpiq e Axpo, risarciranno i debiti nei confronti dei fondi. I contratti sono però confidenziali e controversi. Uno studio sulla messa in sicurezza dei costi per lo smaltimento delle scorie radioattive, realizzato già nel 1997 su mandato dell'UFE, mette in dubbio la legittimità di questa estensione della responsabilità e quindi il valore di tali contratti.

Ad ogni modo, come nel caso delle banche, occorre adottare le necessaire misure per evitare che i costi finiscano per essere a carico dei contribuenti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Gli esercenti delle centrali nucleari svizzere sono società anonime ai sensi del Codice delle obbligazioni del 30 marzo 1911 (CO; RS 220). In quanto tali, devono rispettare le disposizioni del diritto in materia. Per le società esercenti non esistono norme di legge particolari che vadano oltre le disposizioni valide in generale per le società anonime.

Secondo il CO, è compito delle società anonime illustrare la loro situazione finanziaria con un regolare rendiconto, in modo da mostrare con la maggior attendibilità possibile lo stato del patrimonio e i risultati d'esercizio della società. Inoltre si applica il principio di precauzione. Ai sensi dell'articolo 727 capoverso 1 numero 2 CO, le società esercenti delle centrali nucleari devono poi far verificare mediante revisione ordinaria effettuata da un ufficio di revisione autorizzato il loro conto annuale, in quanto raggiungono i valori soglia previsti.

I diritti e i doveri determinanti in materia di smaltimento per gli impianti nucleari sono stabiliti dalla legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), in particolare dagli articoli 31 e 77-82, nonché dall'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS; RS 732.17). Secondo l'articolo 31 LENu, chi produce scorie radioattive (gli esercenti degli impianti nucleari) è tenuto a smaltirle a proprie spese e in modo sicuro. I costi di smaltimento che insorgono durante l'esercizio delle centrali nucleari devono essere pagati dagli esercenti in modo continuato. La commissione dei fondi approva il piano di accantonamento per i costi di smaltimento risultanti prima della messa fuori esercizio delle centrali nucleari (art. 23 lett. i OFDS). I proprietari/esercenti presentano inoltre alla commissione il rapporto d'esame dell'ufficio di revisione sul rispetto del piano di accantonamento e dell'uso vincolato degli accantonamenti stessi. I costi della fase successiva all'esercizio sono finanziati direttamente dagli esercenti.

I costi per la disattivazione delle centrali nucleari, nonché i costi per lo smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la disattivazione delle centrali stesse, sono coperti da due fondi indipendenti: il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. L'OFDS disciplina il calcolo dei costi e la fissazione dei contributi in modo tale che al momento della messa fuori servizio di una centrale nucleare i contributi dovuti siano versati integralmente e i costi complessivi di disattivazione e di smaltimento risultino coperti, tenuto conto dell'interesse sul patrimonio dei fondi e dei deflussi di capitale. I calcoli sono fondati su una durata d'esercizio presunta di 50 anni.

Nella sua risposta alla mozione Fetz 11.4213, "Fondo di disattivazione e fondo di smaltimento. Basta con il persistere per anni di coperture insufficienti e con i rimborsi", e ad altri interventi parlamentari, il Consiglio federale ha dichiarato di essere disposto a prendere in considerazione l'ipotesi di procedere a una revisione dell'OFDS. I lavori relativi a tale revisione sono attualmente in corso. Il nuovo testo dell'ordinanza dovrà consentire di eliminare il rischio che vi siano costi di disattivazione e di smaltimento non coperti e assicurare che gli esercenti delle centrali nucleari alimentino i due fondi con risorse sufficienti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.