13.3575 · Mozione · 2013-06-21
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale sottopone al Parlamento un disegno di legge per l'attuazione di un programma unico unilaterale e vincolante destinato a tutte le banche con attività di gestione patrimoniale transfrontaliera. In questo programma, le banche interessate vengono obbligate dalla FINMA a invitare i propri clienti stranieri a rendere pubblici i loro patrimoni prima della ratificazione della convenzione dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale. Questa possibilità è data una sola volta.
Begründung
Il problema della regolarizzazione del passato nella gestione patrimoniale transfrontaliera rimane irrisolto. Questo crea incertezza giuridica, un bersaglio per le critiche, destabilizza la piazza finanziaria svizzera e quindi anche l'intera economia nazionale. Il mancato consenso internazionale per l'imposizione alla fonte come strumento di regolarizzazione del passato nella gestione patrimoniale transfrontaliera richiede trattative attive e unilaterali da parte della Svizzera. I passi sinora compiuti nell'adeguamento della strategia svizzera in materia di mercati finanziari mostrano che a corto termine la Svizzera vuole rispettare gli standard internazionali nell'assistenza amministrativa e che potrebbe aderire a uno standard internazionale sullo scambio di informazioni in questioni fiscali.
Per quanto riguarda l'assistenza amministrativa, l'autore della mozione parte dal presupposto che il Consiglio federale firmerà prossimamente la convenzione dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale (convenzione sull'assistenza amministrativa). Per le informazioni ottenute tramite assistenza amministrativa o scambio automatico, la Svizzera deve regolarizzare in modo possibilmente esaustivo i patrimoni non dichiarati ancora esistenti di clienti bancari stranieri. Con un programma unico di pubblicazione, questa richiesta può essere soddisfatta nel periodo che intercorre tra la firma e la ratifica della convenzione dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale. In vista dell'attuazione di questo programma, il Consiglio federale può fare in modo che anche singoli Stati stabiliscano contemporaneamente programmi per il ricupero di imposte. Con la ratifica della convenzione dell'OCSE, inizia definitivamente in Svizzera l'era dell'assistenza amministrativa riconosciuta internazionalmente finalizzata a una corretta imposizione di beni patrimoniali stranieri e alla lotta contro la sottrazione d'imposta.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nella sua seduta del 14 giugno 2013 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto del gruppo di esperti indipendente, diretto dal professore Aymo Brunetti, per l'ulteriore sviluppo della strategia in materia di mercati finanziari e ha illustrato nel contempo l'ulteriore modo di procedere. Sebbene si sia dichiarato disposto a partecipare attivamente, in seno all'OCSE, allo sviluppo di uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni inteso a garantire la conformità sotto il profilo fiscale dei clienti esteri di gestori patrimoniali, il governo ha tuttavia richiesto che, prima dell'introduzione dello scambio automatico di informazioni, sia disponibile una soluzione accettabile con i singoli Stati partner sulla problematica della regolarizzazione del passato per gli attuali averi non dichiarati e venga garantito o migliorato l'accesso al mercato per gli istituti finanziari svizzeri.
La soluzione proposta dall'autore della mozione riguardante la problematica del passato prevede per contro un obbligo unilaterale di pubblicazione quale base per uno scambio futuro di informazioni. Per la Svizzera questa soluzione è tuttavia svantaggiosa, in quanto pregiudica la possibilità di presentare controrichieste agli Stati stranieri. Inoltre, non si tiene nemmeno conto del fatto che numerosi Stati non hanno programmi di regolarizzazione e, per la sottrazione d'imposta, prevedono sanzioni elevate nonché pene privative della libertà.
Il Consiglio federale riconosce la necessità di una soluzione per il passato. Esso ritiene tuttavia che, per tenere conto delle peculiarità delle rispettive situazioni nello Stato partner, la soluzione unilaterale proposta nella mozione non sia adeguata. Sarebbe inoltre prematuro stabilire già oggi un determinato modo di procedere.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.